venerdì 31 maggio 2013

Il Mediano del 30-05-2013 I non vedenti? Eppur si muovono! Giuseppe Fornaro dell'U.I.C.I. interviene sui recenti arresti dei cinque "falsi non vedenti" ed afferma: «Si tratta di veri disabili, siamo tutti offesi. Se mostriamo un minimo di autonomia passiamo per parassiti sociali». NAPOLI. Fare la spesa, giocare a carte, salire e scendere le scale in piena autonomia, bere un caffè centrando la bocca senza problemi, usare telefonini e melafonini, guardare le vetrine, fare shopping. Sono poche delle numerose azioni quotidiane che svolgiamo regolarmente ma, per qualcuno, questi gesti non possono compierli tutti, come i non vedenti o gli ipovedenti. Chi è affetto da gravi disturbi della vista, o chi ha un visus pari a zero, è sì un diversamente abile con difficoltà particolari e, sottolineiamo, superabili ma non certo è una persona che non riesce a gestire in maniera ineccepibile la propria vita, il tutto grazie ad usi, abitudini ed ausili che permettono il normale svolgimento della quotidianità. In questi ultimi periodi sui quotidiani è frequente leggere che chi usa il touch screen oppure chi ha e gestisce un profilo sociale è un falso invalido che ruba i soldi allo Stato e chi più ne ha più ne metta. Il problema è che ad oggi, nonostante la tecnologia che avanza e la voglia di superare le barriere architettoniche e sociali- belle parole per chi le usa, fa sentire politici e società civile importanti - molti hanno ancora il preconcetto che i non vedenti siano persone che trascorrono le loro giornate alla finestra, sedute su un dondolo con la coperta sulle gambe, gli occhiali scuri, il bastone in mano ed il cane accoccolato ai loro piedi. Per fortuna le cose non stanno in questi termini. La riflessione viene da un fatto di cronaca che si è verificato qualche giorno fa, quando, nell'ambito dell'inchiesta sui "falsi invalidi", i Carabinieri di Pozzuoli e la Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito cinque ordinanze agli arresti domiciliari. Cinque falsi non vedenti, dunque, sono stati arrestati. Grande bella notizia, questa, senza alcun dubbio. Peccato però che quelli che sono stati considerati falsi ciechi, ciechi lo sono per davvero. «Si tratta di autentici ipovedenti gravi e non vedenti che stanno vivendo giorni infernali», ci dichiara Giuseppe Fornaro, consigliere del consiglio Provinciale U.I.C.I. di Napoli e rappresentante delegato della U.I.C.I. per alcuni comuni vesuviani, che a ilmediano.it ha sfogato la sua rabbia per quanto accaduto. «Stanno massacrando i diversamente abili facendoli passare per truffatori. Il tutto è davvero incredibile ed appare paradossale di come lo Stato prima investa somme di denaro per corsi di autonomia domestica e personale e poi condanna le persone una volta che sono diventate più autonome. Il problema principale è che si dà un’immagine dei non vedenti che non corrisponde alla realtà: sembra di tornare indietro nel tempo e di vedere vanificato tutto ciò che da qualche anno a questa parte stiamo facendo. Alla luce di ciò, l’U.I.C.I. sta lanciando una campagna informativa sui disabili visivi e a breve distribuirà filmati e contributi utili a far capire cosa possono fare i non vedenti e come vivono la propria quotidianità», ha affermato Fornaro, aggiungendo: «Per tutti questi "falsi non vedenti" sono scattati gli arresti domiciliari, di conseguenza sono stati bloccati tutti i loro conti correnti e sospesi dal lavoro. Sono tuttora in corso i dovuti accertamenti e c’è un signore che lavora all’Inps che risulta molto provato per quanto gli è accaduto. A questo punto rimane, perché oltre al danno si aggiunge anche la beffa. Nessuno, però, viene a chiederti scusa quando l’incubo finisce e a volte l’enfasi con cui viene data notizia della scoperta di falsi invalidi crea disagio a chi realmente è affetto da disabilità. Bisogna condannare chi truffa lo Stato perché questo favorisce gli stessi ciechi ed ipovedenti autentici, ma le truffe si contrastano con la serietà intellettuale. Siamo offesi, perché se qualcuno nota che ci muoviamo con abbastanza disinvoltura in un ambiente che conosciamo, passiamo per falsi invalidi e nessuno si pone il problema di come facciamo a spostarci con sicurezza. Il problema della vista c’è, ma non deve passare il messaggio che se sei capace di integrarti nella società allora sei un parassita». In effetti, alimentare il pregiudizio che il non vedente non possa adeguarsi al mondo che lo circonda diventa un insulto alle capacità mentali di chi ha un deficit visivo ma non per questo deve rinunciare all’uso delle proprie potenzialità mentali, personali e professionali. «Da cieco totale posso dire con tutti gli ausili per non vedenti, vivo una vita normale: grazie al programma di voice over uso pc, telefonini e i-Phone con naturalezza, così come viene naturale guardare lo schermo del dispositivo che usiamo - ha raccontato Giusepppe Fornaro - Con mia moglie, poi, mi fermo vicino alle vetrine, faccio compere e spendo in autonomia usando i giusti tagli perché non tutti forse sanno che sono state sviluppate banconote e monete dotate di caratteristiche che le persone non vedenti o con problemi visivi sono in grado di gestire con sicurezza. Da solo, inoltre, mi reco a casa di mio padre che si trova in linea diretta con la mia abitazione. Una volta, lungo il tragitto c’era parcheggiato un furgone: sono andato a sbatterci con la faccia contro e dopo i punti di sutura ho continuato a recarmi lì, come se nulla fosse successo». C’è bisogno davvero di informarsi in maniera costruttiva, far conoscere le vere truffe ed i veri non vedenti. I ciechi mancano sì della vista, ma non per questo non possono vedere, capire, partecipare alla vita sociale né devono essere derisi ed allontanati dai soggetti "normodotati" specie se legati da una profonda affettività. Nonostante tutto, la società non è ancora pronta ad accettare il disabile come ricchezza, visto che ancora permangono le barriere più difficili da abbattere: quelle mentali. Ed è proprio questa la battaglia da vincere nel terzo millennio. di Rita Terracciano

Ciao, della serie: a volte ritornano!!! Speriamo che con safary sul mac riesco a tornare attiva, questo è stato il mio primo blog e ci sono affezionata, nonostante siano 3 anni che non pubblico nulla. Ma spero di tornare a bomba, a breve pubblicherò giusto un articolo, tanto per non arrugginire. Besos