giovedì 29 luglio 2010

Aiuto. Non riesco più a visualizzare il blog!

Ciao,
miii sono quasi tre mesi che non riesco a pubblicare niente!
Non mi fa neanche aprire il blog...
Speriamo che questo tentativo funzioni...
Besos

lunedì 3 maggio 2010

Risotto con scampi, fragole e Santonego

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Cacao in polvere amaro qb
Fragole 150 gr
Grappa Santonego 4 cl
Pepe bianco qb
Riso carnaroli 250 gr
Sale qb
Scampi 600 gr

Il risotto con scampi, fragole e Santonego, è un primo piatto raffinatissimo, dove si fondono numerosi profumi e sapori che danno vita ad una pietanza sfiziosa e insolita. L'elaborata preparazione premierà il palato e i sensi di chi assaporerà questo delizioso risotto, ottima idea da gustare in occasioni particolari.

Ottenete un brodo di scampi utilizzando le teste dei carapaci in questo modo: rosolatele in una casseruola con olio d'oliva, quindi sfumate il tutto con acqua bollente ed alcune gocce di Santonego. Aggiungete il sale e lasciate bollire il brodo ricavato per 10 minuti. Scaltrite il riso con olio d'oliva ed una noce di burro, quindi bagnate con il brodo di scampi. Dopo 15 minuti circa di cottura, aggiungete le code sgusciate degli scampi, le fragole tagliate a cubetti ed il Santonego. Aggiustate di sale, e pepe ed accompagnate la cottura per 3 minuti. Mantecate con olio d'oliva, e servite nel piatto spolverando il risotto con il cacao amaro.

Ricetta tratta da
Giallozafferano.it

giovedì 18 marzo 2010

Involtini alla mela

INGREDIENTI PER 2 PERSONE

200 gr di fettina di lonza di maiale
mezza mela
50 gr di burro
una spruzzata di vino bianco secco
sale e pepe
Battete leggermente le fettine di carne con un batticarne bagnato, poi sistemate su ognuna delle fettine di mela tagliate sottili. Arrotolate formandodegli involtini che legherete con spago da cucina.

Sistemate gli involtini in un tegame leggermente imburrato, coprite e cuocete a fuoco moderato per 10/15 minuti. Spruzzate con il vino bianco e proseguite la cottura per altri 5 minuti. Salate, pepate e lasciate riposare per qualche minuto, poi servite.

Ricetta tratta da
Cucinarefacile.com

Patate alla cerasola

INGREDIENTI PER 4/6 PERSONE

patate tipo rosse.500 GR.
aglio
olio
pepe
sale
origano
rosmarino
salvia
prezzemolo
pomodorini ciliegia n°6

Tagliate le patate a fette abbastanza spesse,in un grosso recipiente condirle con tutti gli aromi sopra elencati, solo in ultimo tagliare a meta' i pomodorini.Prima di iniziare la cottura mettere sul fondo della teglia un po' di acqua, ricoprire il tutto di carta stagnola e mettere in forno per 30 o 40 min.Solo a cottura ultimata togliere la carta argentata e farle dorare bene. Una ricetta facile ma dai sapori antichi.

Ricetta tratta da
Trovaricette.net

Bocconcini di pollo saltati alla paprika

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

400 gr di petto di pollo
una tazza abbondante di fecola di patate
1 o 2 cucchiai di paprika forte (dipende dal gusto)
olio extravergine di oliva (meglio se di area chiantigiana)
sale
5 tazzine da caffè di riso parboiled

Lavare e asciugare i petti di pollo, tagliarli con le forbici da cucina a pezzetti di circa cm. 1 e 1/2 e passarli in una terrina dove avrete mescolato con cura la fecola e la paprika. Girarli bene fino a che ogni pezzetto sarà completamente ricoperto della fecola mescolata alla paprika.Scaldare in una teglia antiaderente del buon olio extravergine in modo che il fondo sia ricoperto per circa 2 cm scarsi, poi rovesciarci con cura i pezzettidi pollo e far cuocere a calore medio, rigirando dopo 15 minuti e salando a piacere.Mentre i bocconcini finiscono di cuocere - per almeno altri 20 minuti -, lessare molto al dente il riso in acqua salata e scolarlo. Aggiungerlo ai bocconcini,girando con cura in modo che si intrida del sughetto che si sarà creato nella teglia, travasare il tutto in un piatto di portata e servire.
Consiglio: si può servire con melanzane al funghetto, carciofi in umido o zucchine trifolate.Vino bianco giovane e fresco.

Ricetta segnalata da
Patrizia

Carfagna, Cani guida per ciechi devono poter entrare nei bar

Agenzia ASCA del 25-02-2010

ROMA. ''I cani guida per i non vedenti devono avere accesso a tutti gli esercizi commerciali perche' cosi' prevede una legge del 1974. Purtroppo non tutti i Comuni, nonostante siano trascorsi oltre 30 anni, hanno adeguato i loro regolamenti e, per questa ragione, si verificano episodi spiacevoli come quellodi Treviso''. Cosi' il ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, commenta il caso della ragazza non vedente a cui e' stato negato l'accesso ad un bar con il proprio cane guida.

''Ho inviato un anno fa una lettera all'Anci che, a sua volta, ha invitato tutti i Comuni ad adeguare rapidamente i loro regolamenti, mi auguro che questo intollerabile episodio serva a velocizzare le loro decisioni'', ha aggiunto il ministro. ''In molte occasioni basterebbero il buonsenso e la sensibilita' degli esercenti e dei cittadini in genere.
Quando, come in questo caso, queste due qualita' dovessero venire meno, ci si ricordi che, dal 2006, impedire l'accesso ad un non vedente con il proprio cane in un locale puo' comportare una sanzione amministrativa che puo' arrivare fino a 2500 euro'', conclude Carfagna. (res-rg/sam/ss)

venerdì 5 febbraio 2010

TAGLIATELLE DI CARNEVALE DOLCI E FRITTE

INGREDIENTI

farina bianca g 250
burro g 50
zucchero semolato g 40
zucchero a velo
un uovo e un tuorlo
limone
latte
grappa
olio per friggere
sale

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia. Unitevi il burro, fuso e mescolato con lo zucchero semolato, un pizzico di sale e 2 cucchiai di latte.Sgusciatevi anche l'uovo e il tuorlo. Mescolate il tutto, aromatizzando l'impasto con la scorretta grattugiata di mezzo limone e con una cucchiaiata digrappa. Lavorate la pasta finché sarà liscia ed elastica. Tagliatela a pezzi, quindi stendetela fra i rulli della macchina per la pasta ricavandone dellesfoglie. Passatele a loro volta nell'apposita trafila e ricavatene delle tagliatelle. Scaldate abbondante olio nella padella dei fritti. Friggete le tagliatelle poche alla volta finché saranno dorate e croccanti. Cospargetele di zucchero a velo e servitele.

Ricetta tratta da
Ricette.Msn

LE CHIACCHIERE

INGREDIENTI

500gr farina
50 gr zucchero
50 gr burro
2 tuorli + 1 uovo intero
1 bicchiere di vino bianco
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
olio per friggere
1 busta zucchero a velo

Disponete la farina a fontana e al centro sgusciate l'uovo e i tuorli, il lievito, il burro,lo zucchero, la vanillina e un pizzico di sale e poi il vino bianco, mescolate bene dall'esterno verso l'interno in modo che la farina venga assorbita tutta. Impastate bene fino ad avere un composto liscio ed omogeneo,formate una palla e mettetela in una ciotola, coprite con un panno umido e fate lievitare per almeno 30 minuti. Spolverizzate di farina il piano di lavoro e stendete la pasta preparata con il mattarello, dovete ottenere una sfoglia molto sottile, se avete la macchina per fare la pasta vi verrà più semplice ottenere delle strisce lisce, ma anche con il mattarello potete cavarvela a meraviglia.Ritagliate delle strisce usando una rotellina con a taglio smerlato, potete farle della misura che preferite, anche qui le forme cambiano in base allaregione. Friggete le chiacchiere in abbondante olio caldo e fatele dorare da tutti i lati. Estraete le chiacchiere dall'olio con un mestolo forato e poi fatele asciugare su della carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.Mettete le chiacchiere su un piatto da portata e spolverizzatele con lo zucchero a velo.

Ricetta tratta da
Donnaclick.it

domenica 31 gennaio 2010

Biscotti al Parmigiano

Ingredienti

170 gr di farina
1 tuorlo d'uovo sodo
2 cucchiaini di lievito in polvere per torte salate
50 gr di parmigiano grattato
100 gr di burro morbido
latte
sale

Preparazione
Mettere nel mixer burro e parmigiano e mescolare bene. Aggiungere il tuorlo sodo ed il sale ed amalgamare.Unire la farina ed il lievito e mescolare: si formerà un composto bricioloso molto asciutto. Unire quindi il latte (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo da poter essere steso con il matterello).Stendere la pasta ed usare delle formine per biscotti.Prima di infornare i biscotti si possono spolverare con dei semi di sesamo o papavero.Cuocere in forno preriscaldato a 190° per un quarto d'ora.

Muffin al cioccolato

Ingredienti:

200 gr di farina,
190 gr di zucchero,
1/2 bustina di lievito,
150 ml di latte,
2 uova,
50 gr di gocce di cioccolato,
60 gr di cacao amaro,
50 gr di burro

Procedimento:
Si procede come di solito nella preparazione dei muffins formando due composti separati con gli ingredienti umidi e con quelli secchi.
In una terrina mescolate le uova con il latte e il burro fuso
a parte unire alla farina , lo zucchero, il cacao, il lievito e le gocce di cioccolato.
Unire quindi i due composti, amalgamando delicatamente.
Imburrare e infarinare gli stampini per muffins e versare con un cucchiaio il composto per 2/3 all’interno degli stampini.
Infornare i muffins al cioccolato a 180° per 15/20 minuti (o finchè infilando uno stecchino nel muffin , non ne esca pulito e asciutto).
Lasciar raffreddare i muffin al cioccolato prima di servire

Buon appetito!!!

Un cane guida diventa l’eroe dei bimbi in Piazza

Il Giornale di Vicenza del 24-01-2010

VICENZA. Il labrador “al lavoro” in PiazzaNonostante il freddo pungente, la Giornata di sensibilizzazione a favore dei cani guida ha attirato all’ombra della Basilica palladiana numerosi vicentini. Lì, assieme all’addestratore Marco Bellò, figlio del guru Antonio Bellò, e a Jody, un labrador nero femmina di quasi due anni, grandi e piccini hanno provato in prima persona cosa vuol dire affidare la propria vita nelle mani di un cane. Con una benda sugli occhie una mano sulla maniglia fissata alla pettorina del quattro zampe, in molti si sono lasciati guidare lungo un percorso ad ostacoli. Dopo i primi metri,dove la paura di cozzare contro qualcosa rendeva i movimenti dei più assolutamente innaturali, la fiducia per quelle abilissime guide prendeva il sopravvento.Ecco quindi che anche una ragazzina priva della vista ha avuto la possibilità di provare cosa significa vedere con gli occhi di un cane guida e cosa può nascere tra quest’ultimo e il proprio padrone. Si tratta infatti di una relazione che consente di lasciarsi alle spalle l’handicap per ricominciare a vivere.A dimostrarlo anche un professore vicentino venuto a trovare, con il suo labrador Nike, la Scuola Triveneto che glielo ha affidato circa sette mesi fa.«Consegnamo circa sei cani all’anno - spiega Costanza Gerunda, presidente della Scuola Triveneto cani guida che assieme all’Associazione nazionale privi della vista e ipovedenti ha dato vita all’iniziativa patrocinata da Comune e Provincia - Tra addestramento e mantenimento ogni esemplare ci costa circa15 mila euro. Ecco perché siamo sempre alla ricerca di finanziamenti che arrivano dalla Regione, ma anche da privati, istituzioni, banche e fondazioni».Sabato 30 al caffè Pedrocchi di Padova sarà giornata di festa: tre cani saranno infatti consegnati ad altrettante persone non vedenti.

Sara Marangon

La scuola a quattro zampe ha già 80 anni

La Nazione del 22-01-2010

SCANDICCI. IL CENTRO DAL 1929 SONO STATI CONSEGNATI 3500 CANI. L'ADDESTRAMENTO DURA SEI MESI.HA 80 ANNI, ma non li dimostra: è la scuola nazionale cani guida di Scandicci, l'unica scuola pubblica in Italia. Nata, prima al mondo, nel 1929 per iniziativa dell'Unione Italiana Ciechi, è gestita e finanziata dalla Regione Toscana dal 1979. La scuola è dotata di un allevamento di cani, Golden Retriever e Labrador.Uno dei punti fondamentali per la buona riuscita dell'addestramento è l'affidamento dei cuccioli a collaboratori esterni, che costituiscono un contesto«familiare» che fornisce le corrette regole educative e comportamentali, abituandoli alla vita urbana. In 80 anni di vita la scuola ha consegnato gratuitamente circa 3500 cani, occhi e zampe che rilevano ostacoli, evitano pericoli e superano situazioni ambientali anche particolarmente complesse. L'addestramento,affidato ad istruttori che utilizzano solo il rinforzo positivo, ha una durata di circa 6 mesi, al termine del quale il cane viene consegnato a chi ne ha fatto richiesta. IL NON VEDENTE, utilizzando il cane guida, è così favorito nei rapporti umani, nella mobilità e perciò nell'autostima. Prima dellaconsegna del cane, il non vedente e l'animale trascorrono quindici giorni all'interno della scuola, per conoscersi a vicenda e imparare a collaborare insieme.Non è quasi mai successo che cane e padrone non si trovassero bene: solitamente è stato amore «a prima vista»!
***

Mettersi nei panni dell'altro.

Quante volte per strada incontriamo un non vedente con il suo cane guida! Una domanda sorge spontanea: «Chi dei due guida l'altro?». Una risposta l'abbiamo avuta visitando la Scuola Nazionale cani guida di Scandicci. A seconda del punto di vista uomo e cane si guidano alternativamente. Mentre il cane aiuta il padrone ad evitare gli ostacoli e a camminare più speditamente, l'uomo, invece, è sempre colui che determina la posizione, il punto da raggiungere e il percorso da effettuare. La visita alla scuola è avvenuta al termine di un interessante percorso educativo perchè nella nostra classe ci confrontiamo quotidianamente da circa tre anni con le problematiche dei non vedenti. Non è stata certamente un'esperienza facile soprattutto perchè, giorno dopo giorno,abbiamo dovuto procedere per tentativi ed errori. In più di un'occasione forse non siamo riusciti a comprendere le reali esigenze di chi si sente comenoi, ma che noi, invece, consideriamo "diverso". Perciò abbiamo cercato di imparare ad essere diversi: a muoverci e a mangiare bendati, a riconoscere oggettie materiali attraverso il tatto e ad usare come canale sensoriale privilegiato l'udito. Ci siamo accorti che una delle cose più difficili è capire la diversità quando non ci appartiene; possiamo ragionare quanto vogliamo, ma mai comprenderemo emozioni e sentimenti delle persone in difficoltà, se non ci «vestiamo»come loro. Noi ci abbiamo provato!

***
Corrado Migliorucci è il responsabile tecnico dell'addestramento dei cani guida che per un'intera mattinata ci ha accolto nella scuola di Scandicci e,come Cicerone, ci ha illustrato metodi di addestramento e ci ha fornito notizie sulla storia della scuola e dei cani che qui sono stati educati. Alla fine della visita, gli abbiamo rivolto alcune domande. Insieme a lui era presente Zeta, il Golden Retriever utilizzato per le manifestazioni ufficiali... Daquanti anni svolge questa professione? «Circa dal 1988». Per quale motivo ha scelto un attività così particolare? «Perché, quando ero giovane abitava accanto a casa mia un non vedente e questo mi ha avvicinato alle problematiche della diversità». Durante l'intervista Zeta abbaiava e scodinzolava felicemente,ma solo Corrado sembrava in grado di comprenderla. Ci può dire per quale motivo vengono scelte come razze i Golden Retriever e i Labrador? «Si tratta dicani che meglio di altri rispondono ai requisiti a cui dobbiamo attenerci: capacità di apprendere anche dagli errori, riflessi pronti, buona adattabilità alla vita urbana, forza fisica e alto grado di socievolezza». E' mai capitato che un non vedente non fosse in grado di gestire il cane o non riuscissea stabilire con lui un rapporto efficace? «Raramente accade, anche perché chi decide di ricorrere al cane guida, scartando la possibilità di utilizzare il bastone, è fortemente motivato, ama già l'animale in quanto tale e cerca con lui un rapporto quasi paritario, che va a beneficio non solo dell'autonomia,ma anche dell'autostima del non vedente». Ci può dire chi è Zeta? «È un cane speciale, sul quale nessuno avrebbe mai scommesso». Ci racconta la sua storia?«Zeta fa parte di una cucciolata nata all'interno della scuola. Sottoposta ai test iniziali, era stata scartata perché considerata inadeguata. Io ho deciso di raccogliere la sfida e ho provato ad addestrarla perché avevo intravisto in lei delle buone possibilità. Avevo ragione. Alla fine è diventata così bravache viene utilizzata solo per le manifestazioni e per le dimostrazioni alle scuole che vengono a trovarci. Non vive qui, ma è tuttora affidata ad una famigliache ogni tanto "ce la presta"». Brava è dir poco, ci siamo detti, quando abbiamo assistito alle sue numerose esibizioni: apre e chiude le porte, accendee spegne le luci, calcola larghezza e altezza degli ostacoli e, come ci ha detto Corrado, è in grado di disobbedire a comandi che potrebbero minacciare l'incolumità del padrone.

venerdì 29 gennaio 2010

Un percorso al buio con l’assistenza di un cane guida

Il Giornale di Vicenza del 22-01-2010

VICENZA. Cosa si prova a vedere attraverso gli occhi di un cane? Ci vuole coraggio per affidarsi completamente a un quattro zampe, eppure c’è chi ha ritrovato il sorriso e la voglia di vivere proprio lasciandosi guidare dal migliore amico dell’uomo. Nella giornata di sensibilizzazione pro cani guida per non vedenti, domani dalle 15 in piazza dei Signori, i vicentini che lo vorranno saranno accompagnati,con una benda sugli occhi, lungo un percorso ad ostacoli dai labrador e dai pastori tedeschi della Scuola triveneta cani guida di Selvazzano Dentro.

Nata nel 2004, e presieduta da Costanza Gerunda, la scuola addestra e consegna a persone non vedenti circa sei cani all’anno. L’Associazione nazionale privi della vista e ipovedenti, con il patrocinio del Comune e della Provincia, invita quindi adulti e ragazzi a provare questa particolare esperienza“al buio”.«L’iniziativa s’inserisce in un impegno più ampio che prevede il completo abbattimento delle barriere architettoniche - spiega l'assessore comunale allafamiglia Giovanni Giuliari - e ad esempio è stato già realizzato un percorso protetto che va dall’angolo di viale Mazzini con via Cattaneo, dove si trova la sede dell’Unione ciechi, fino alla stazione». D’accordo sull’importanza di fornire ai non vedenti tutti gli strumenti per inserirsi nella società anche l’assessore provinciale al sociale, Maria NivesStevan. «Giornate come questa sono importanti per sensibilizzare l’opinione pubblica e in particolare gli esercenti - afferma il coordinatore regionale dell’Anpvi, Giuseppe Marinò - ancora oggi, infatti, si trovano cartelli che vietano ai cani di entrare nei negozi o nei bar, quando c’è una legge che consente l’ingresso ai non vedenti accompagnati dal proprio cane guida».
(S.M.)

I «service dog» in aiuto di malati e disabili. Non solo cani-guida: dagli Usa nuova tendenza

Il Corriere della Sera del 17-01-2010

Utili anche a epilettici, diabetici, paraplegiciCi sono quelli addestrati a portare al padrone la scatoletta dei farmaci. Altri invece, in caso di malore, recuperano un telefono portatile e chiamano un numero d'emergenza premendo un tasto speciale o aprono la porta e accompagnano i soccorritori. Medici a quattro zampe, verrebbe da ribattezzarli senza offesa per i camici bianchi bipedi. All'estero, i cani da ausilio sono ormai un'istituzione. E non parliamo soltanto della storica funzione di accompagnamento dei ciechi. I cani-guida sono stati i precursori e tuttora svolgono un ruolo fondamentale nella vita di migliaia di non vedenti o ipovedenti. In Svizzera, Germania e Austria, nazioni «madrine» dei servizi di cani-guida, prima, ma soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, poi, gli amici dell'uomo si sono specializzatie godono anche di uno status giuridico particolare. Cani da caccia che «fiutano» il tumore al polmone, alla mammella o alla vescica o che sono capaci di prevedere un attacco epilettico hanno dato vita all'ipotesi di una «cinodiagnostica». La prestigiosa Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, ha dedicato ai service dog un lungo articolo nella sua ultima newsletter, riconoscendone l'importanza in molte patologie. Oltre ai cani che assistono i pazienti in carrozzina, ci sono i «Fido» specializzati per chi ha problemi di udito. Gli allevamenti statunitensi di organizzazioni come Delta Society, International association of assistance dog partners o Service dog central forniscono addestramento specifico ai cani al servizio didiabetici, autistici, malati di Alzheimer o di Parkinson o con problemi psichiatrici. I cani imparano così ad accorgersi quando il livello di zucchero nel sangue è basso, annusando l'alito del padrone. Gli animali di taglia più robusta sono allenati anche come stunt-dog: si gettano davanti ai padroni per attutire una caduta oppure riescono a rimetterli in equilibrio se barcollano.

E in Italia? Abbiamo una grande tradizione nel campo dei cani-guida per ciechi con due scuole nazionali: quella di Scandicci (Firenze), che nel 2009 hafesteggiato gli 80 anni di vita, e il servizio cani guida Lions di Limbiate (Milano) la cui fondazione risale a cinquant'anni fa. Nel 2001, inoltre, laRegione Sicilia ha istituito aMessina il Centro «Helen Keller» dell'Unione Italiana Ciechi. Sul versante dei service però, siamo ancora indietro. Oltre alla mancanza di una cultura diffusa e quindi di una richiesta da parte della gente, i centri non sono neppure attrezzati. L'unico progetto pilota, è decollato a Scandicci nel 2008. Brina, un pastore tedesco di 10 anni, Ekimi, pastore svizzero di 2 e Leo un meticcio di 3 anni hanno imparato a lavorare in team con i loro padroni, costretti su una sedia a rotelle: dall'apertura delle porte, all'uso del telesoccorso fornito dallaAsl. A fine ottobre, le tre «coppie» hanno fatto una dimostrazione pubblica delle loro abilità. «Il progetto si concluderà quest'anno dice Massimo Baraglie già una decina di disabili ne hanno fatto richiesta» .

Ruggiero Corcella

La storia di Elena: «Io, internet-dipendente»

Varese News del 04-01-2010

Tecnologia. A seguito dei nostri articoli sulla dipendenza da nuove tecnologie, una nostra lettrice ha voluto raccontarci la sua storia a lieto fine.Alcuni giorni fa abbiamo parlato su VareseNews di internet-dipendenza (detta anche web-addiction), un problema che desta sempre più preoccupazioni nellefamiglie. A seguito della pubblicazione dell'articolo, siamo entrati in contatto con Elena Brescacin, una ragazza internet-dipendente che sta uscendo,lentamente, da questo disagio. Elena ha anche creato un sito dedicato a questo problema: sembra un paradosso, ma Internet è un mezzo, e come tale può creare problemi quanto risolverli. Ecco la testimonianza di Elena, che ci racconta come abbia preso consapevolezza del suo problema, e come stia provando a risolverlo.

Gentile redazione di VareseNews, ho letto con interesse l'articolo "Quando Internet ti tiene al guinzaglio" e vorrei replicare con la mia storia:
Sono Elena, 29 anni, non vedente dalla nascita, desidero raccontare la mia testimonianza di persona che sta lottando tenacemente contro la cosiddetta "dipendenza da Internet" e ne sta uscendo a testa alta; avevo conosciuto Internet come mezzo di assoluta libertà e autonomia, utile per leggere libri e giornali, percomunicare con amici e conoscenti, per fare ricerche senza bisogno di chiedere aiuto ad altre persone e successivamente per shopping on line e operazioni bancarie;
Ma di questo concetto di libertà talvolta si abusa talmente tanto, che alla fine si arriva a crearsi una prigione da cui uscire è molto difficile, ma assolutamente non impossibile.Il fenomeno della IAD è molto sentito, spesso in modo allarmistico, ma nasce da un senso di protagonismo tipico di molti ragazzi che viene accentuato dal fatto che Internet illude di poter avere tutto senza eccessiva fatica e dove soprattutto ci si illude di poter dire e fare ciò che si vuole, senza inibizioni,senza temere di essere giudicati o di sentirsi inadeguati.
Ora più che mai, quindi, è necessario fare prevenzione perché la netdipendenza non è solo quella di cui si parla nei media, quella cioè dei ragazzi cheperdono palesemente il controllo anche dei loro bisogni fisici come mangiare e dormire. La netdipendenza si può nascondere in ognuno di noi, è subdola,e deriva sempre da un senso di debolezza e vuoto che già ci appartiene: non serve stare 12 ore su Internet per esserne condizionati, bastano anche soltanto5 minuti al giorno, o alla settimana, usati male; almeno, nel caso della dipendenza da relazioni sociali virtuali com'era il mio caso perché, comunque,la dipendenza da Internet è una questione davvero complessa in quanto, contrariamente alle sostanze stupefacenti e al gioco d'azzardo, l'uso scorretto della rete Internet crea dei condizionamenti solo a livello mentale e il fisico ne risente qualora lo stare in rete condiziona in modo pesante i nostri ritmi di alimentazione e sonno.
Internet, a seconda di come lo si usa, può o meno risvegliare uno o più istinti dell'essere umano: dipendenza da sesso virtuale, da gioco, da shopping,da relazioni sociali, da sovraccarico d'informazione, e così via ma non fa mai tutto da solo; questa dipendenza colpisce se le si dà il fianco e, spesso e volentieri, chi è più a rischio è chi crede di esserne invulnerabile perché "lo conosce" o ci lavora. Come nel mio caso: mai dire "io non sono a rischio perché conosco il mezzo e lo controllo"; non è Internet che va controllata, ma se stessi.
La mia storia, in breve, è quella di una persona cresciuta in un ambiente familiare pieno di attenzioni e protezione, com'è giusto che sia ma forse unpo' troppo accentuate a causa della mia disabilità visiva. Sono una persona che vive una vita assolutamente normale ed integrata nella società, ma ches'è fatta prendere la mano dalla netdipendenza a causa di una vecchia paura ora superata di instaurare legami, causata da un lutto mal assorbito, avvenutovdurante la mia preadolescenza.
Internet ha, in pratica, funzionato un po' da "tocca sana" per soddisfare almeno in parte un bisogno che mi ero sempre negata: quello di dare e ricevere affetto e stima dagli altri. Era quello, l'unico mezzo che mi avrebbe permesso di essere me stessa nell'animo, aiutare le persone, farmi "voler bene" perciò che davo virtualmente ma proteggere la mia identità reale di persona fragile, da attacchi di ogni tipo che credevo in ogni angolo: "vogliate bene aciò che vi dico, ditemi grazie ma non legatevi a me perché i legami mi fanno paura e non voglio niente più di un semplice rapporto via mail" con conseguenti disagi quando non potevo scaricare la posta, creazione di un'identità fittizia, ed inevitabile sofferenza quando si trattava di vivere nella vita reale.
Ero arrivata a credere di essere ostaggio della mia vita, intendendo quella reale, invece alla fine ero soltanto ostaggio di me stessa perché ero entrata in un meccanismo da cui difficilmente riuscivo ad uscire, fino a quando ovviamente, è stata una persona reale a farmi capire sebbene in maniera forte,che così stavo soltanto andando a toccare il fondo: stavo, di fatto, perdendo degli affetti veri e duraturi, e per cosa? Per una sorta di avidità affettivache non mi faceva prendere in giusta considerazione ciò che, invece, avevo sempre avuto.
Da lì mi sono resa conto della realtà dei fatti: io sono caduta nel tunnel della Internet Addiction Disorder, perché non la conoscevo. Perché pensavo di esserne invulnerabile, che fosse una cosa che riguardava solo i giocatori incalliti o i frequentatori di siti a sfondo sessuale, che ci volessero ore edore su Internet e soprattutto che quando ho trovato lavoro la condizione di disagio se ne andasse da sola ed invece niente di tutto questo, anzi, a me è bastato davvero poco per farmi condizionare anche se è servito altrettanto poco per trovare la consapevolezza di poterne uscire perché, per fortuna,ho avuto delle persone accanto che sono state in grado di farmi alzare la guardia ma ero arrivata davvero a un passo dal perdere, a vantaggio di quellivirtuali, i rapporti reali che mi sono costruita con il tempo.
E allora ecco che è nata l'esigenza di parlarne, di creare un progetto rivolto a tutti, inclusi i disabili che sono soggetti ad altissimo rischio IAD,in modo che le persone possano comprendere che Internet non è il diavolo: Internet è uno strumento, una risorsa, ma va usata come tale.Internet non è la soluzione a tutti i problemi, specie quelli di natura relazionale; può essere un mezzo per conoscere e confrontarsi, sì, ma non il canale senza il quale non si può vivere. Il mio progetto IAD Killer -
http://www.iadkillervirus.org
-, appena nato, vuole proprio fornire informazioni e modalità su come difendersi da questa malattia e come usare al meglio la rete.
Cordiali saluti
Elena Brescacin

simone.gambirasio@varesenews.it

Non vedenti in palcoscenico la ricerca di Virgilio Sieni

La Repubblica del 12-11-2009

Non vedenti in palcoscenico la ricerca di Virgilio Sieni L´idea: due ventenni, più altre 40 persone e la danza in "Ecoute moi" prodotto da Comune e Regione.

FIRENZE - Uno spettacolo così non lo si è mai visto. In scena, a danzare, ci sono due ragazzi non vedenti di meno di trent´anni: Dorina Meta e GiuseppeComuniello del Damasco Corner che, appunto, è un gruppo di ricerca coreografica composto da giovani non vedenti con sede a Cango-Cantieri Goldonetta. Ilcoreografo-danzatore contemporaneo Virgilio Sieni ha lavorato con gli anziani, con i bambini, con un padre che gestiva un negozio d´alimentari all´Isolotto,adesso è la volta dei ciechi. Un mondo, quello dei non vedenti che l´artista ha iniziato ad esplorare negli anni Ottanta con lo spettacolo sublime ed inquietanteShanghai neri.Stasera alle 21 a Cango-Cantieri Goldonetta va in scena Ecoute moi. Sulla trasmissione di azioni coreografiche a persone non vedenti prodotto da RegioneToscana, Comune di Firenze, con il sostegno Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus. Il coreografo-demiurgo Sieni spiega: «Oltre ai due protagonisti saranno in scena altre 40 persone: venti non vedenti ed altrettanti danzatori professionisti. Durante la performance ogni spettatore sarà guidato da undanzatore non professionista che gli permetterà di seguire e comprendere la coreografia in tempo reale: i professionisti trasmetteranno infatti ai ciechi l´azione coreografica attraverso gesti, minimi movimenti del corpo, descrizioni e narrazioni». Nel mondo del teatro-danza un grande artista cieco come l´Incredibile Orlando ha caratterizzato il teatro del mimo inglese Lindsay Kemp, riuscendo a mostrare l´invisibile attraverso la sua mimica. Tornando aEcoute moi, così ne parla ancora Sieni: «I ragazzi, questi nuovi danzatori inaspettati, stanno percorrendo un´esplorazione sul corpo che consentirà didistribuire la loro grazia in forma esatta, ma allo stesso tempo dislessica. La danza indagherà i minimi scarti quasi invisibili del loro corpo: dal movimento delle pupille agli allineamenti della testa, dalle posizioni del piede alle inclinazioni del volto. I danzatori non vedenti sapranno esprimere la musicalità del loro corpo». Così Giuseppe Comuniello descrive la sua esperienza di danzatore: «Per me è stata una grande cosa: perfino mia madre si è stupita quandole ho detto che avrei fatto uno spettacolo teatrale, inizialmente pensava che mi volessero prendere in giro. E´ vero che io non vedo, ma tutto il resto del corpo funziona bene. Questo permette a me e a Dorina di mostrare agli altri emozioni, momenti di vuoto e di gioia. La danza diventa un modo per trasmettere con gli altri, per andare al di là delle apparenze, della quotidianità».

Roberto Incerti

lunedì 4 gennaio 2010

«I nostri soldi non sono diversi da quelli degli altri ...

Il Messaggero del 02-01-2010

LATINA. «I nostri soldi non sono diversi da quelli degli altri e nemmeno i nostri diritti, come il diritto di prendere un caffè con la famiglia il 31 dicembre seduti in terrazza godendosi il sole e il mare senza dover subire l’umiliazione di un rifiuto tanto maleducato». E’ l’invito - tutt’altro che cortese secondo il loro racconto - ricevuto da Alessandro Forlani e Antonella Cappabianca in un locale sul lungomare di Latina. Alessandro e Antonella sono non vedenti,con i loro cani guida erano insieme alla famiglia al mare. Lì è capitato « un episodio di ignoranza e inciviltà». Si erano fermati in un ristorante bar ma il titolare «Appena ci ha visti salire i gradini del locale ci ha subito aggrediti verbalmente, dicendo che i cani non erano ammessi, perché lì c’era gente che mangiava. Di fronte al nostro tentativo di spiegare che quelli erano cani guida per ciechi e che erano ammessi, ha replicato che c’era il cartello e che a lui non importava niente. Lui ci ha detto che lì non saremmo entrati e ci ha intimato in malomodo di scendere anche i 4 gradini della terrazza,sui quali c’eravamo fermati per parlargli». A quel punto Alessandro e Antonella hanno deciso di andare avanti perché «se tutti stanno sempre a guardare,le cose non cambieranno mai». La coppia ha chiamato i vigili urbani «che dopo circa un’ora ci hanno raggiunto all’ingresso del ristorante». Il titolare ha provato a essere più conciliante, è stato fatto comunque un verbale ma resta l’amarezza. «Abbiamo la fortuna di viaggiare spesso e dobbiamo constatare con dispiacere che all’estero non ci capita quasi mai di dover discutere con un ristoratore o un negoziante. Se ci capita di avere un rifiuto, in genere basta dare una spiegazione, per trovare un accordo. Perché qui capita così spesso di scontrarsi contro questi muri di gomma? Perché un professionista dellaristorazione può candidamente ammettere di non conoscere le norme sull’accesso dei cani guida per ciechi?»