La Repubblica del 12-11-2009
Non vedenti in palcoscenico la ricerca di Virgilio Sieni L´idea: due ventenni, più altre 40 persone e la danza in "Ecoute moi" prodotto da Comune e Regione.
FIRENZE - Uno spettacolo così non lo si è mai visto. In scena, a danzare, ci sono due ragazzi non vedenti di meno di trent´anni: Dorina Meta e GiuseppeComuniello del Damasco Corner che, appunto, è un gruppo di ricerca coreografica composto da giovani non vedenti con sede a Cango-Cantieri Goldonetta. Ilcoreografo-danzatore contemporaneo Virgilio Sieni ha lavorato con gli anziani, con i bambini, con un padre che gestiva un negozio d´alimentari all´Isolotto,adesso è la volta dei ciechi. Un mondo, quello dei non vedenti che l´artista ha iniziato ad esplorare negli anni Ottanta con lo spettacolo sublime ed inquietanteShanghai neri.Stasera alle 21 a Cango-Cantieri Goldonetta va in scena Ecoute moi. Sulla trasmissione di azioni coreografiche a persone non vedenti prodotto da RegioneToscana, Comune di Firenze, con il sostegno Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus. Il coreografo-demiurgo Sieni spiega: «Oltre ai due protagonisti saranno in scena altre 40 persone: venti non vedenti ed altrettanti danzatori professionisti. Durante la performance ogni spettatore sarà guidato da undanzatore non professionista che gli permetterà di seguire e comprendere la coreografia in tempo reale: i professionisti trasmetteranno infatti ai ciechi l´azione coreografica attraverso gesti, minimi movimenti del corpo, descrizioni e narrazioni». Nel mondo del teatro-danza un grande artista cieco come l´Incredibile Orlando ha caratterizzato il teatro del mimo inglese Lindsay Kemp, riuscendo a mostrare l´invisibile attraverso la sua mimica. Tornando aEcoute moi, così ne parla ancora Sieni: «I ragazzi, questi nuovi danzatori inaspettati, stanno percorrendo un´esplorazione sul corpo che consentirà didistribuire la loro grazia in forma esatta, ma allo stesso tempo dislessica. La danza indagherà i minimi scarti quasi invisibili del loro corpo: dal movimento delle pupille agli allineamenti della testa, dalle posizioni del piede alle inclinazioni del volto. I danzatori non vedenti sapranno esprimere la musicalità del loro corpo». Così Giuseppe Comuniello descrive la sua esperienza di danzatore: «Per me è stata una grande cosa: perfino mia madre si è stupita quandole ho detto che avrei fatto uno spettacolo teatrale, inizialmente pensava che mi volessero prendere in giro. E´ vero che io non vedo, ma tutto il resto del corpo funziona bene. Questo permette a me e a Dorina di mostrare agli altri emozioni, momenti di vuoto e di gioia. La danza diventa un modo per trasmettere con gli altri, per andare al di là delle apparenze, della quotidianità».
Roberto Incerti
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