Blogosfere del 23-12-2009
Il titolo originale di Web Design Ledger è molto più rude (An Idiot’s Guide To Accessible Website Design) ma visto il periodo natalizio io evito di affibbiare titoli incautamente.In ogni caso, con la pubblicazione della traduzione italiana delle linee guida dell'accessibilità da parte del W3C, non ci sono più alibi di sorta.I siti - soprattutto quelli delle PA di cui la Legge Stanca detta le regole precise - devono essere accessibili. Lo vuole la logica e il senso civico in un periodo temporale in cui i valori sociali sono sempre meno importanti.If you are designing web sites in the UK, you probably already know that the Disability Discrimination Act (DDA) mandates web sites be accessible by visuallyand physically disabled persons…L'articolo in questione in ogni caso propone una serie di accorgimenti, facilmente replicabili e adottabili anche nella vostra metodologia di lavoro, pereliminare spiacevoli errori. Il risultato saranno siti meglio realizzati, accessibili e fruibili da più persone.E anche voi alla fine vi sentirete migliori!
pubblicato da Paolo Galli
giovedì 24 dicembre 2009
martedì 8 dicembre 2009
Sanremo: problemi in palestra per giovane non vedente
Sanremo News del 04-12-2009
SANREMO - "Salve, sono una ragazza non vedente, una delle tante cittadine del comune di Sanremo. Immagino che a molti sembrerà strano, ma io, anche con la mia disabilità, riesco a condurre una vita pressoché normale: ho un lavoro, una vita sociale e sono in grado di gestire in piena autonomia la mia casa e le attività quotidiane che svolgono tutti. La cecità comporta delle difficoltà oggettive, facilmente superabili attraverso un paziente lavoro e i giusti ausili. Alla fine penso che rappresenti un grave problema più per gli altri che per me stessa. Ai nostri giorni si sente tanto parlare di integrazione,sia dei disabili che degli stranieri, nelle scuole, nel mondo del lavoro e in tutti i settori della vita sociale. In concreto però, dov'è realmente tutta questa integrazione di cui si parla? Ho deciso di praticare un po’ di sport e tra le varie opzioni proposte dal comune, ho scelto una palestra di cui avevo sentito parlare bene. Martedì scorso sono andata alla scuola per prendere informazioni sulle attività sportive. Arrivata in palestra, mi hanno illustrato i corsi ponendomi però questa condizione: il divieto di portare il mio cane guida in palestra perché avrebbe potuto essere infestato da pulci, che rischiavano di danneggiare il parquet del pavimento. In alternativa mi è stato proposto di lasciare il cane a casa, in cambio della gratuità delle lezioni. Tengo a precisare che per me il cane guida non è un vezzo, non lo porto nei posti pubblici per 'far dispetto' agli altri: il cane rappresenta i miei occhi, grazie ai quali sono in grado di essere indipendente da terzi e posso svolgere in piena autonomia le mie attività. Il mio cane è una presenza affidabile e discreta grazie al quale riesco ad avere una vita normale, come tutti. Dato che mi considero al pari di tutti gli altri, se intraprendo una qualsiasi attività lofaccio perché ho la possibilità di farlo, non avendo così bisogno dell'aiuto delle altre persone, cosa che considero estremamente discriminante. Per fortuna sono riuscita a trovare un accordo con la responsabile della palestra, che prevedeva l'impegno da parte mia di portare una gabbia portatile dove mettere il cane durante la lezione, in modo da non recare disturbo a nessuno e allo stesso tempo garantire la sicurezza e la tranquillità del mio cane. Stabilite le condizioni, ho deciso di fare una lezione di prova sia per il corso di Pilates, sia per quello di Power yoga. Stasera sono andata in palestra piena di curiosità per questa nuova esperienza, ma purtroppo le mie aspettative sono state troncate appena varcato l’ingresso. La signora che si trovava alla reception, mi ha accolto dicendomi che aveva parlato con l’insegnante, il quale non si voleva assumere la responsabilità di inserirmi nel corso di gruppo.Con molta gentilezza mi ha fatto parlare con l’insegnante, che si è scusato spiegando che per motivi assicurativi e per la mia sicurezza, non avrebbe potuto inserirmi nel gruppo. Io a mia volta gli chiesi se lui spiegava a voce gli esercizi da fare, e alla sua risposta affermativa, gli feci notare che in questocaso, con l’esercizio spiegato a parole, sarei stata perfettamente in grado di seguire le lezioni. Lui aggiunse che la cosa non era possibile in quanto se lui si fosse dovuto dedicare a me non avrebbe potuto seguire gli altri, ma io non credo di necessitare attenzioni così tanto particolari, tanto piuche ero perfettamente cosciente sia delle mie possibilità, sia del fatto che il corso si sarebbe tenuto in gruppo, dato che era anche uno dei motivi per cui mi interessava frequentarlo. L'insegnante ha continuato dicendomi che per motivi di assicurazione, che non prevedeva 'casi speciali' all’interno dellaclasse, lui e la sua società non si potevano prendere questa responsabilità. Mi ha spiegato che lui sa cosa significhi lavorare con le persone disabili,poiché gli è già capitato varie volte, e che era disposto a trovare delle ore libere per darmi delle lezioni individuali, senza maggiorazioni, in modo da seguirmi nel migliore dei modi. Pur apprezzando la disponibilità dell’insegnante, mi chiedo la ragione per cui una persona disabile venga ancora troppo spesso isolata e non ci si sforzi di trovare delle soluzioni alternative che permettano di affrontare il problema, senza creare danno sia al disabile che agli altri, senza comportare l’esclusione dal gruppo. La cosa piu triste di tutto questo episodio è che, nonostante tutte le belle parole che si sentono in giro, io rimango sempre un 'caso particolare'. Il mio handicap viene sempre posto di fronte a tutto, e lì ci si ferma, senza poi nemmeno considerare il fatto che dietro a una qualsiasi diversità, c'è sempre un essere umano".
SANREMO - "Salve, sono una ragazza non vedente, una delle tante cittadine del comune di Sanremo. Immagino che a molti sembrerà strano, ma io, anche con la mia disabilità, riesco a condurre una vita pressoché normale: ho un lavoro, una vita sociale e sono in grado di gestire in piena autonomia la mia casa e le attività quotidiane che svolgono tutti. La cecità comporta delle difficoltà oggettive, facilmente superabili attraverso un paziente lavoro e i giusti ausili. Alla fine penso che rappresenti un grave problema più per gli altri che per me stessa. Ai nostri giorni si sente tanto parlare di integrazione,sia dei disabili che degli stranieri, nelle scuole, nel mondo del lavoro e in tutti i settori della vita sociale. In concreto però, dov'è realmente tutta questa integrazione di cui si parla? Ho deciso di praticare un po’ di sport e tra le varie opzioni proposte dal comune, ho scelto una palestra di cui avevo sentito parlare bene. Martedì scorso sono andata alla scuola per prendere informazioni sulle attività sportive. Arrivata in palestra, mi hanno illustrato i corsi ponendomi però questa condizione: il divieto di portare il mio cane guida in palestra perché avrebbe potuto essere infestato da pulci, che rischiavano di danneggiare il parquet del pavimento. In alternativa mi è stato proposto di lasciare il cane a casa, in cambio della gratuità delle lezioni. Tengo a precisare che per me il cane guida non è un vezzo, non lo porto nei posti pubblici per 'far dispetto' agli altri: il cane rappresenta i miei occhi, grazie ai quali sono in grado di essere indipendente da terzi e posso svolgere in piena autonomia le mie attività. Il mio cane è una presenza affidabile e discreta grazie al quale riesco ad avere una vita normale, come tutti. Dato che mi considero al pari di tutti gli altri, se intraprendo una qualsiasi attività lofaccio perché ho la possibilità di farlo, non avendo così bisogno dell'aiuto delle altre persone, cosa che considero estremamente discriminante. Per fortuna sono riuscita a trovare un accordo con la responsabile della palestra, che prevedeva l'impegno da parte mia di portare una gabbia portatile dove mettere il cane durante la lezione, in modo da non recare disturbo a nessuno e allo stesso tempo garantire la sicurezza e la tranquillità del mio cane. Stabilite le condizioni, ho deciso di fare una lezione di prova sia per il corso di Pilates, sia per quello di Power yoga. Stasera sono andata in palestra piena di curiosità per questa nuova esperienza, ma purtroppo le mie aspettative sono state troncate appena varcato l’ingresso. La signora che si trovava alla reception, mi ha accolto dicendomi che aveva parlato con l’insegnante, il quale non si voleva assumere la responsabilità di inserirmi nel corso di gruppo.Con molta gentilezza mi ha fatto parlare con l’insegnante, che si è scusato spiegando che per motivi assicurativi e per la mia sicurezza, non avrebbe potuto inserirmi nel gruppo. Io a mia volta gli chiesi se lui spiegava a voce gli esercizi da fare, e alla sua risposta affermativa, gli feci notare che in questocaso, con l’esercizio spiegato a parole, sarei stata perfettamente in grado di seguire le lezioni. Lui aggiunse che la cosa non era possibile in quanto se lui si fosse dovuto dedicare a me non avrebbe potuto seguire gli altri, ma io non credo di necessitare attenzioni così tanto particolari, tanto piuche ero perfettamente cosciente sia delle mie possibilità, sia del fatto che il corso si sarebbe tenuto in gruppo, dato che era anche uno dei motivi per cui mi interessava frequentarlo. L'insegnante ha continuato dicendomi che per motivi di assicurazione, che non prevedeva 'casi speciali' all’interno dellaclasse, lui e la sua società non si potevano prendere questa responsabilità. Mi ha spiegato che lui sa cosa significhi lavorare con le persone disabili,poiché gli è già capitato varie volte, e che era disposto a trovare delle ore libere per darmi delle lezioni individuali, senza maggiorazioni, in modo da seguirmi nel migliore dei modi. Pur apprezzando la disponibilità dell’insegnante, mi chiedo la ragione per cui una persona disabile venga ancora troppo spesso isolata e non ci si sforzi di trovare delle soluzioni alternative che permettano di affrontare il problema, senza creare danno sia al disabile che agli altri, senza comportare l’esclusione dal gruppo. La cosa piu triste di tutto questo episodio è che, nonostante tutte le belle parole che si sentono in giro, io rimango sempre un 'caso particolare'. Il mio handicap viene sempre posto di fronte a tutto, e lì ci si ferma, senza poi nemmeno considerare il fatto che dietro a una qualsiasi diversità, c'è sempre un essere umano".
Non vedenti: Martini,accesso cani guida in ospedali battaglia civiltà
Agenzia ASCA del 02-12-2009
ROMA - Consentire l'accesso negli ospedali ai cani-guida per non vedenti e' una ''battaglia di civilta''' per il sottosegretario alla Salute, FrancescaMartini che si impegna cosi' rispondendo all'appello rivoltole nei giorni scorsi dall'Aidaa (Associazione italiana difesa animale e ambiente) per chiedere una apposita ordinanza in materia.''La richiesta mi trova pienamente d'accordo - ha dichiarato Martini -. Si tratta di garantire l'equita', sancita dalla nostra Costituzione, a tutti icittadini. Mi faro' quindi interprete nelle sedi piu' opportune affinche' le persone non vedenti possano essere libere, come ogni altra persona, di visitare congiunti ed amici nelle strutture sanitarie e assistenziali del nostro Paese e con i miei uffici esaminero' la possibilita' di emanare provvedimenti idonei per dare soluzione a questa che, se non risolta, costituisce una vera e propria discriminazione''.
ROMA - Consentire l'accesso negli ospedali ai cani-guida per non vedenti e' una ''battaglia di civilta''' per il sottosegretario alla Salute, FrancescaMartini che si impegna cosi' rispondendo all'appello rivoltole nei giorni scorsi dall'Aidaa (Associazione italiana difesa animale e ambiente) per chiedere una apposita ordinanza in materia.''La richiesta mi trova pienamente d'accordo - ha dichiarato Martini -. Si tratta di garantire l'equita', sancita dalla nostra Costituzione, a tutti icittadini. Mi faro' quindi interprete nelle sedi piu' opportune affinche' le persone non vedenti possano essere libere, come ogni altra persona, di visitare congiunti ed amici nelle strutture sanitarie e assistenziali del nostro Paese e con i miei uffici esaminero' la possibilita' di emanare provvedimenti idonei per dare soluzione a questa che, se non risolta, costituisce una vera e propria discriminazione''.
Lasagne con la zucca
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
lasagne all'uovo: 250 gr
zucca: 500 gr
grana padano: 10 cucchiai
provola affumicata: 100 gr
besciamella: 1 litro
noci: 10
cipolla: 1/2
olio extravergine di oliva: 2 cucchiai
radicchio rosso: 1 cespo
speck: 150 gr
sale e pepe
Preparare la besciamella secondo la ricetta: Salsa besciamella. Tagliare lo speck a dadini. Pelare, lavare e tagliare la zucca a dadini, affettare la cipolla e il radicchio. Saltare le verdure in una padella antiaderente con l'olio. Una volta appassite levarle dal fuoco, salare e pepare e aggiungere lo speck.Cuocere la pasta, scolarla e preparare il pasticcio alternando gli strati di pasta, besciamella, verdure, noci, formaggio. Cuocere in forno caldo a 180°per 20 minuti.
Ricetta tratta da
Spadellare.com
lasagne all'uovo: 250 gr
zucca: 500 gr
grana padano: 10 cucchiai
provola affumicata: 100 gr
besciamella: 1 litro
noci: 10
cipolla: 1/2
olio extravergine di oliva: 2 cucchiai
radicchio rosso: 1 cespo
speck: 150 gr
sale e pepe
Preparare la besciamella secondo la ricetta: Salsa besciamella. Tagliare lo speck a dadini. Pelare, lavare e tagliare la zucca a dadini, affettare la cipolla e il radicchio. Saltare le verdure in una padella antiaderente con l'olio. Una volta appassite levarle dal fuoco, salare e pepare e aggiungere lo speck.Cuocere la pasta, scolarla e preparare il pasticcio alternando gli strati di pasta, besciamella, verdure, noci, formaggio. Cuocere in forno caldo a 180°per 20 minuti.
Ricetta tratta da
Spadellare.com
Gnocchi di zucca
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
zucca: 1 kg
farina: 100 gr
uova: 1
burro: 30 gr
grana padano
sale
Pelare la zucca, togliere i semi, tagliarla a pezzetti, avvolgerla in un foglio di alluminio e cuocerla in forno per 30 minuti. Passato il tempo toglierla dall'alluminio e lasciarla in forno per altri 15 minuti. Una volta raffreddata passarla al mixer in modo da ottenere una crema, aggiungere il sale, l'uovo e la farina. Impastare per ottenere un composto omogeneo. Con l'aiuto di un cucchiaio preparare gli gnocchetti e farli cadere man mano nell'acqua bollente salata fino a cottura (quando tornano a galla). Raccoglierli con una schiumarola e servirli conditi con il burro fuso e il formaggio grana grattuggiato.
Ricetta tratta da
Spadellare.com
zucca: 1 kg
farina: 100 gr
uova: 1
burro: 30 gr
grana padano
sale
Pelare la zucca, togliere i semi, tagliarla a pezzetti, avvolgerla in un foglio di alluminio e cuocerla in forno per 30 minuti. Passato il tempo toglierla dall'alluminio e lasciarla in forno per altri 15 minuti. Una volta raffreddata passarla al mixer in modo da ottenere una crema, aggiungere il sale, l'uovo e la farina. Impastare per ottenere un composto omogeneo. Con l'aiuto di un cucchiaio preparare gli gnocchetti e farli cadere man mano nell'acqua bollente salata fino a cottura (quando tornano a galla). Raccoglierli con una schiumarola e servirli conditi con il burro fuso e il formaggio grana grattuggiato.
Ricetta tratta da
Spadellare.com
Aidaa: "I cani guida per ciechi non entrano in oltre 200 ospedali"
Redattore Sociale del 30-11-2009
ROMA. "Sono oltre 200 gli ospedali italiani che non ammettono l'ingresso nei reparti di degenza dei cani guida per non vedenti". Lo rileva Aidaa- Associazione italiana difesa animali e ambiente, che denuncia "una serie di episodi poco piacevoli" avvenuti "nelle ultime settimane". L'associazione riferisce infattiche "in alcuni ospedali del centro e nord Italia, circa una ventina di persone prive di vista non sono state ammesse ad assistere i famigliari ricoverati in reparto in quanto accompagnati dal cane guida, creando di fatto una situazione assolutamente discriminante nei confronti di questi cittadini".Aidaa ricorda che "in molti altri ospedali e' invece ammessa la presenza del cane guida che accompagna il non vedente, sia in fase di ricovero, che infase di visita". Si tratta dunque di una situazione che "andrebbe omologata e uniformata attraverso la modifica dei regolamenti ospedalieri" di quellestrutture che non riconoscono la possibilita' di ingresso nei reparti di degenza ai privi di vista accompagnati dai loro cani guida.Per questo motivo l'associazione lancia un appello al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, affinche' "attraverso apposita ordinanza ministeriale permetta l'ingresso dei cani nei reparti di degenza delle strutture ospedaliere ad esclusione ovviamente dei reparti di rianimazione, chirurgia e nei reparti' infettivi'"."Credo sia utile che il ministero intervenga con una circolare o con un decreto, con cui rendere possibile l'accesso ai reparti di degenza dei cani guidache accompagnano i non vedenti in visita ai loro parenti", sostiene Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa. Il problema, aggiunge, "sara' da me sottoposto nell'incontro previsto per il 9 dicembre con i tecnici del ministero della Salute".Quanto ai casi specifici dei non vedenti che si sono rivolti al tribunale degli animali di Aidaa, "nei prossimi giorni contatteremo le strutture sanitarie interessate", fa sapere Croce. In questo modo, conclude, "verra' sottoposta la richiesta di modifica di regolamento che ponga termine a queste odiose discriminazioni".
(DIRE)
ROMA. "Sono oltre 200 gli ospedali italiani che non ammettono l'ingresso nei reparti di degenza dei cani guida per non vedenti". Lo rileva Aidaa- Associazione italiana difesa animali e ambiente, che denuncia "una serie di episodi poco piacevoli" avvenuti "nelle ultime settimane". L'associazione riferisce infattiche "in alcuni ospedali del centro e nord Italia, circa una ventina di persone prive di vista non sono state ammesse ad assistere i famigliari ricoverati in reparto in quanto accompagnati dal cane guida, creando di fatto una situazione assolutamente discriminante nei confronti di questi cittadini".Aidaa ricorda che "in molti altri ospedali e' invece ammessa la presenza del cane guida che accompagna il non vedente, sia in fase di ricovero, che infase di visita". Si tratta dunque di una situazione che "andrebbe omologata e uniformata attraverso la modifica dei regolamenti ospedalieri" di quellestrutture che non riconoscono la possibilita' di ingresso nei reparti di degenza ai privi di vista accompagnati dai loro cani guida.Per questo motivo l'associazione lancia un appello al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, affinche' "attraverso apposita ordinanza ministeriale permetta l'ingresso dei cani nei reparti di degenza delle strutture ospedaliere ad esclusione ovviamente dei reparti di rianimazione, chirurgia e nei reparti' infettivi'"."Credo sia utile che il ministero intervenga con una circolare o con un decreto, con cui rendere possibile l'accesso ai reparti di degenza dei cani guidache accompagnano i non vedenti in visita ai loro parenti", sostiene Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa. Il problema, aggiunge, "sara' da me sottoposto nell'incontro previsto per il 9 dicembre con i tecnici del ministero della Salute".Quanto ai casi specifici dei non vedenti che si sono rivolti al tribunale degli animali di Aidaa, "nei prossimi giorni contatteremo le strutture sanitarie interessate", fa sapere Croce. In questo modo, conclude, "verra' sottoposta la richiesta di modifica di regolamento che ponga termine a queste odiose discriminazioni".
(DIRE)
domenica 8 novembre 2009
80 anni della Scuola nazionale Cani guida
Marketpress.Info del 02-11-2009
«REALTÀ IMPORTANTISSIMA NON SOLTANTO PER LA TOSCANA»
FIRENZE. «Insieme alla Stamperia Braille, altra struttura interamente di proprietà regionale, siamo di fronte a realtà importantissime. E non solo per la Toscana ma per tutto il Paese. Per gestirle non otteniamo un euro di contributo dallo Stato. Sono esperienze concrete che meritano di proseguire e svilupparsie che traducono nei fatti politiche di solidarietà». Al convegno del 30 ottobre che ha celebrato gli 80 anni della Scuola Nazionale Cani Guida di Scandicci ha partecipato anche l´assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori. Accanto a lui tanti esponenti, esperti e studiosi del mondo della disabilità visiva. Ma anche tante persone che utilizzano i servizi offerti dalle strutture regionali. «Per noi – ha spiegato Salvadori - sia la Scuola che la Stamperia rappresentano scelte strategiche e consapevoli, non casuali. Si affiancano e completano tutti gli altri impegni che stiamo portando avanti sul tema delladisabilità. A giorni annunceremo l´entità delle risorse che investiremo in altri progetti destinati a favorire l´autonomia di queste persone. Ma soprattutto a conferire loro la dignità che meritano, il vero nodo di fondo della nostra politica in campo sociale». Salvadori fa un salto indietro di quasi 30 anni.«Ricordo quando ancora lavoravo in campo sindacale e venivo dalle parti di Scandicci. La Scuola era quasi sconosciuta. Adesso tanto tempo è passato da allora e la percezione della popolazione locale è cambiata. La Scuola si è inserita maggiormente nel tessuto sociale. Ho anche avuto modo di vedere, attraverso foto e documenti più vecchi, come funzionava la Scuola. Un patrimonio straordinario che si è arricchito e sviluppato negli anni. Un tesoro – ha concluso l´assessore - che non possiamo permetterci di perdere. Spero che si possano celebrare ancora tanti altri anniversari come questo, anche grazie alla collaborazione di altri enti e associazioni attive in questo settore». Durante la sessione mattutina sono intervenuti anche rappresentanti dell´Unione Italiana Ciechi(sia dell´ufficio di presidenza nazionale, attraverso Giuseppe Terranova, che del consiglio regionale, attraverso Virgilio Rafanelli) con la quale la Regione ha da tempo siglato una collaborazione («che va resa operativa al più presto», si sono augurati sia Salvadori che Rafanelli). Ha portato il proprio saluto il sindaco di Scandicci, Simone Gheri ed hanno presentato un libro che ripercorre la storia della Scuola, dal titolo ´Nelle tenebre la luce´, il figlioRoberto ed nipoti Cristina e Giovanni del co-fondatore e direttore della Scuola Teobaldo Daffra, che è stato anche il primo non vedente in Italia ad avere un cane guida. Nel corso della seconda parte della mattina sono stati inoltre illustrati i vari progetti realizzati dalla Scuola in collaborazione conenti ed istituzioni toscane (vedi scheda allegata) e dopo il break per il pranzo è stato presentato un video realizzato da Angelo Loy (nipote del registaNanni) che promuove l´attività della Scuola e l´Audiolibro curato da Mirco Mencacci (montatore cinematografico toscano, non vedente, ha collaborato conOzpetek, Giordana e Brizzi). .
«REALTÀ IMPORTANTISSIMA NON SOLTANTO PER LA TOSCANA»
FIRENZE. «Insieme alla Stamperia Braille, altra struttura interamente di proprietà regionale, siamo di fronte a realtà importantissime. E non solo per la Toscana ma per tutto il Paese. Per gestirle non otteniamo un euro di contributo dallo Stato. Sono esperienze concrete che meritano di proseguire e svilupparsie che traducono nei fatti politiche di solidarietà». Al convegno del 30 ottobre che ha celebrato gli 80 anni della Scuola Nazionale Cani Guida di Scandicci ha partecipato anche l´assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori. Accanto a lui tanti esponenti, esperti e studiosi del mondo della disabilità visiva. Ma anche tante persone che utilizzano i servizi offerti dalle strutture regionali. «Per noi – ha spiegato Salvadori - sia la Scuola che la Stamperia rappresentano scelte strategiche e consapevoli, non casuali. Si affiancano e completano tutti gli altri impegni che stiamo portando avanti sul tema delladisabilità. A giorni annunceremo l´entità delle risorse che investiremo in altri progetti destinati a favorire l´autonomia di queste persone. Ma soprattutto a conferire loro la dignità che meritano, il vero nodo di fondo della nostra politica in campo sociale». Salvadori fa un salto indietro di quasi 30 anni.«Ricordo quando ancora lavoravo in campo sindacale e venivo dalle parti di Scandicci. La Scuola era quasi sconosciuta. Adesso tanto tempo è passato da allora e la percezione della popolazione locale è cambiata. La Scuola si è inserita maggiormente nel tessuto sociale. Ho anche avuto modo di vedere, attraverso foto e documenti più vecchi, come funzionava la Scuola. Un patrimonio straordinario che si è arricchito e sviluppato negli anni. Un tesoro – ha concluso l´assessore - che non possiamo permetterci di perdere. Spero che si possano celebrare ancora tanti altri anniversari come questo, anche grazie alla collaborazione di altri enti e associazioni attive in questo settore». Durante la sessione mattutina sono intervenuti anche rappresentanti dell´Unione Italiana Ciechi(sia dell´ufficio di presidenza nazionale, attraverso Giuseppe Terranova, che del consiglio regionale, attraverso Virgilio Rafanelli) con la quale la Regione ha da tempo siglato una collaborazione («che va resa operativa al più presto», si sono augurati sia Salvadori che Rafanelli). Ha portato il proprio saluto il sindaco di Scandicci, Simone Gheri ed hanno presentato un libro che ripercorre la storia della Scuola, dal titolo ´Nelle tenebre la luce´, il figlioRoberto ed nipoti Cristina e Giovanni del co-fondatore e direttore della Scuola Teobaldo Daffra, che è stato anche il primo non vedente in Italia ad avere un cane guida. Nel corso della seconda parte della mattina sono stati inoltre illustrati i vari progetti realizzati dalla Scuola in collaborazione conenti ed istituzioni toscane (vedi scheda allegata) e dopo il break per il pranzo è stato presentato un video realizzato da Angelo Loy (nipote del registaNanni) che promuove l´attività della Scuola e l´Audiolibro curato da Mirco Mencacci (montatore cinematografico toscano, non vedente, ha collaborato conOzpetek, Giordana e Brizzi). .
Scuola cani guida, impegno lungo una vita
La Nazione del 31-10-2009
SCANDICCI (FI). Un punto di riferimento per l'assistenza ai non vedenti. E l'esempio che la solidarietà funziona meglio se è gestita dal Pubblico. Sono cominciati ieri i festeggiamenti per gli ottanta anni della Scuola nazionale cani guida per ciechi di Scandicci, che insieme alla stamperia braille sono due eccellenze della Regione Toscana. La scuola è l'unica struttura del genere a livello mondiale che sia di proprietà di un ente pubblico. La Regione da sempre segue il percorso formativo dei cani e il successivo affidamento alle persone non vedenti che diventeranno i loro "padroni" ma, soprattutto,i loro amici. Ieri è stato l'assessore regionale al sociale, Gianni Salvadori a dare il via alle celebrazioni per gli ottanta anni dalla fondazione. «LaScuola nazionale cani guida per ciechi di Scandicci e la Stamperia Braille ha detto Salvadori entrambe strutture di proprietà regionale, sono realtà importantissime.E non solo per la Toscana ma per tutto il Paese. Per gestirle non otteniamo un euro di contributo dallo Stato.Sono esperienze concrete che meritano di proseguire e svilupparsi e che traducono nei fatti politiche di solidarietà. Per noi sia la Scuola che la Stamperia rappresentano scelte strategiche econsapevoli, non casuali. Si affiancano e completano tutti gli altri impegni che stiamo portando avanti sul tema della disabilità. A giorni annunceremo l'entità delle risorse che investiremo in altri progetti destinati a favorire l'autonomia di queste persone. Ma soprattutto a conferire loro la dignitàche meritano, il vero nodo di fondo della nostra politica in campo sociale». La Scuola ha aperto i battenti nel 1929; Weminne, Edda e Iris sono i nomi dei primi cani guida assegnati ai primi utenti non vedenti, che arrivavano da Firenze, Padova e Palermo. LA SCUOLA, nata per iniziativa dell'Unione ItalianaCiechi, venne attribuita alla regione Toscana nel 1979. Attualmente la struttura svolge la funzione di assicurare ai non vedenti un'adeguata autonomia di movimento tramite la disponibilità di cani addestrati alla guida e si propone di favorirne l'inserimento e l'integrazione nelle attività sociali e civili.Dopo il dibattito di ieri, oggi la Scuola sarà aperta a tutti per mostrare il percorso di addestramento e affidamento dei cani. Ci saranno dimostrazioni effettuate da alcuni istruttori della Scuola e da addetti della Croce Rossa e della Protezione civile. Nella scuola di Scandicci si curano l'approvvigionamento,l'allevamento, la selezione e l'addestramento di cani alla guida dei non vedenti. Non mancano presso la sede di via dei Ciliegi corsi d'istruzione perinsegnare al non vedente il corretto uso del cane. SI POSSONO effettuare visite alla scuola, scrivendo una mail a:
scuola.cani.guida@mail.regione.toscana.it.
La struttura è aperta alle visite di scolaresche per le quali viene allestito un breve programma che illustra le attività svolte e le finalità del servizio.E' anche prevista la possibilità di effettuare il programma direttamente in classe con l'intervento di operatori e cani in addestramento e socializzazione.Per fissare un calendario occorre prenotare la visita: telefonando al numero 055.43 82 850.
di Fabrizio Morviducci
SCANDICCI (FI). Un punto di riferimento per l'assistenza ai non vedenti. E l'esempio che la solidarietà funziona meglio se è gestita dal Pubblico. Sono cominciati ieri i festeggiamenti per gli ottanta anni della Scuola nazionale cani guida per ciechi di Scandicci, che insieme alla stamperia braille sono due eccellenze della Regione Toscana. La scuola è l'unica struttura del genere a livello mondiale che sia di proprietà di un ente pubblico. La Regione da sempre segue il percorso formativo dei cani e il successivo affidamento alle persone non vedenti che diventeranno i loro "padroni" ma, soprattutto,i loro amici. Ieri è stato l'assessore regionale al sociale, Gianni Salvadori a dare il via alle celebrazioni per gli ottanta anni dalla fondazione. «LaScuola nazionale cani guida per ciechi di Scandicci e la Stamperia Braille ha detto Salvadori entrambe strutture di proprietà regionale, sono realtà importantissime.E non solo per la Toscana ma per tutto il Paese. Per gestirle non otteniamo un euro di contributo dallo Stato.Sono esperienze concrete che meritano di proseguire e svilupparsi e che traducono nei fatti politiche di solidarietà. Per noi sia la Scuola che la Stamperia rappresentano scelte strategiche econsapevoli, non casuali. Si affiancano e completano tutti gli altri impegni che stiamo portando avanti sul tema della disabilità. A giorni annunceremo l'entità delle risorse che investiremo in altri progetti destinati a favorire l'autonomia di queste persone. Ma soprattutto a conferire loro la dignitàche meritano, il vero nodo di fondo della nostra politica in campo sociale». La Scuola ha aperto i battenti nel 1929; Weminne, Edda e Iris sono i nomi dei primi cani guida assegnati ai primi utenti non vedenti, che arrivavano da Firenze, Padova e Palermo. LA SCUOLA, nata per iniziativa dell'Unione ItalianaCiechi, venne attribuita alla regione Toscana nel 1979. Attualmente la struttura svolge la funzione di assicurare ai non vedenti un'adeguata autonomia di movimento tramite la disponibilità di cani addestrati alla guida e si propone di favorirne l'inserimento e l'integrazione nelle attività sociali e civili.Dopo il dibattito di ieri, oggi la Scuola sarà aperta a tutti per mostrare il percorso di addestramento e affidamento dei cani. Ci saranno dimostrazioni effettuate da alcuni istruttori della Scuola e da addetti della Croce Rossa e della Protezione civile. Nella scuola di Scandicci si curano l'approvvigionamento,l'allevamento, la selezione e l'addestramento di cani alla guida dei non vedenti. Non mancano presso la sede di via dei Ciliegi corsi d'istruzione perinsegnare al non vedente il corretto uso del cane. SI POSSONO effettuare visite alla scuola, scrivendo una mail a:
scuola.cani.guida@mail.regione.toscana.it.
La struttura è aperta alle visite di scolaresche per le quali viene allestito un breve programma che illustra le attività svolte e le finalità del servizio.E' anche prevista la possibilità di effettuare il programma direttamente in classe con l'intervento di operatori e cani in addestramento e socializzazione.Per fissare un calendario occorre prenotare la visita: telefonando al numero 055.43 82 850.
di Fabrizio Morviducci
La scuola dei cani. Diplomati
Corriere Fiorentino del 27-10-2009
SCANDICCI. Claudio e il compagno Tazio: «Più che una guida è un pr, fa amicizia con tutti». Da quando si sono incontrati Tazio e Claudio sono inseparabili.Tazio è un labrador vivace e premuroso di sette anni e da cinque è la guida di Claudio: vive con lui, lo segue al lavoro, lo accompagna ovunque, sostituendosi ai suoi occhi che non possono vedere. «Più che un cane guida è un pr, fa amicizia con tutti» scherza Claudio, negoziante fiorentino di 55 anni, cieco dadieci. «Il cane è un supporto tecnico, perché evita gli ostacoli e velocizza i movimenti, ma è soprattutto un aiuto psicologico: non fa sentire soli epermette di socializzare con le altre persone, superando la loro indifferenza » racconta. «All’inizio non è stato semplice abituarsi, dopo tre settimane volevo riportarlo indietro, ma gli istruttori mi hanno convinto a tenere duro e ora li ringrazio ». Ogni giorno Claudio e Tazio, che abitano in campagna,si svegliano alle 5 del mattino, vanno a prendere l’autobus che li porta a Firenze, a San Salvi, dove Claudio lavora; nel pomeriggio fanno una passeggiata in centro e due chiacchiere con gli amici, prima di riprendere il bus e ritornare a casa.Tazio è stato addestrato nella Scuola nazionale cani guida per ciechi di Scandicci, l’unica struttura pubblica del genere in Italia (è gestita dalla RegioneToscana), che quest’anno festeggia gli 80 di attività. Appena nato, dopo lo svezzamento, Tazio è stato dato in affido a una famiglia adottiva per un anno:qui ha imparato a socializzare, a comportarsi educatamente in pubblico, a essere indifferente ai rumori della città, a camminare al guinzaglio a una corretta andatura. Diventato grande, è tornato alla scuola, con la quale è sempre rimasto in contatto, per iniziare l’addestramento vero e proprio: prima nell’area tecnica della struttura, poi in strada, tra marciapiedi occupati, auto, pedoni, attraversamenti e ostacoli di ogni tipo. Nel 2004 è stato assegnato a Claudio,che da allora è diventato il suo inseparabile compagno «a due zampe».Ogni anno alla scuola cani guida per ciechi di Scandicci si «diplomano » circa 25 cani, di razza labrador e golden retriever, che vengono assegnati a nonvedenti residenti in tutta Italia. «Le richieste sono maggiori, ma più di questo non riusciamo a fare. Il percorso che porta un cucciolo a diventare cane guida è lungo» spiega Massimo Baragli, uno dei 15 istruttori della scuola e responsabile «Attività di raccordo dei servizi tecnici».Nella scuola oltre ai cuccioli da accoppiamento e quelli da addestrare come guida per ciechi vivono sette cani utilizzati per programmi di pet terapy conanziani ospiti in case di riposo e ragazzi autistici. Ancora in fase sperimentale è invece il progetto Melampo, realizzato con l’Azienda Sanitaria 10 diFirenze, rivolto a disabili motori. I cani in questo caso vengono addestrati per aiutare l’uomo nelle sue attività quotidiane: aprire e chiudere portee sportelli, accendere e spegnere le luci, portare il giornale e la spesa, caricare il cestello della lavatrice.Per il suo ottantesimo compleanno la Scuola nazionale cani guida ha organizzato due giorni di festa: il 30 ottobre è in programma un convegno, il 31 invece open day con l’apertura ai cittadini di Villa Martini, sede della scuola dal 1962, dimostrazioni degli istruttori e cena al Castello dell’Acciaiolo.
Ivana Zuliani
***La Scuola nazionale cani guida per ciechi è stata fondata nel 1929 dalla Unione Italiana Ciechi. La prima sede fu a Firenze, in via del Gignoro. Nel 1962la scuola fu trasferita a Scandicci, a Villa Martini, dove ha tutt’ora sede. Nell’area tecnica della struttura si trova una dependance con sala polivalente,cucina, infermeria e servizi che fu donata alla Scuola da Giorgio La Pira, quando era sindaco di Firenze. Dal 1979 è gestita dalla Regione Toscana. Venticinque alla volta I cuccioli vengono affidati a famiglie. A un anno rientrano alla base per essere preparati alla strada
SCANDICCI. Claudio e il compagno Tazio: «Più che una guida è un pr, fa amicizia con tutti». Da quando si sono incontrati Tazio e Claudio sono inseparabili.Tazio è un labrador vivace e premuroso di sette anni e da cinque è la guida di Claudio: vive con lui, lo segue al lavoro, lo accompagna ovunque, sostituendosi ai suoi occhi che non possono vedere. «Più che un cane guida è un pr, fa amicizia con tutti» scherza Claudio, negoziante fiorentino di 55 anni, cieco dadieci. «Il cane è un supporto tecnico, perché evita gli ostacoli e velocizza i movimenti, ma è soprattutto un aiuto psicologico: non fa sentire soli epermette di socializzare con le altre persone, superando la loro indifferenza » racconta. «All’inizio non è stato semplice abituarsi, dopo tre settimane volevo riportarlo indietro, ma gli istruttori mi hanno convinto a tenere duro e ora li ringrazio ». Ogni giorno Claudio e Tazio, che abitano in campagna,si svegliano alle 5 del mattino, vanno a prendere l’autobus che li porta a Firenze, a San Salvi, dove Claudio lavora; nel pomeriggio fanno una passeggiata in centro e due chiacchiere con gli amici, prima di riprendere il bus e ritornare a casa.Tazio è stato addestrato nella Scuola nazionale cani guida per ciechi di Scandicci, l’unica struttura pubblica del genere in Italia (è gestita dalla RegioneToscana), che quest’anno festeggia gli 80 di attività. Appena nato, dopo lo svezzamento, Tazio è stato dato in affido a una famiglia adottiva per un anno:qui ha imparato a socializzare, a comportarsi educatamente in pubblico, a essere indifferente ai rumori della città, a camminare al guinzaglio a una corretta andatura. Diventato grande, è tornato alla scuola, con la quale è sempre rimasto in contatto, per iniziare l’addestramento vero e proprio: prima nell’area tecnica della struttura, poi in strada, tra marciapiedi occupati, auto, pedoni, attraversamenti e ostacoli di ogni tipo. Nel 2004 è stato assegnato a Claudio,che da allora è diventato il suo inseparabile compagno «a due zampe».Ogni anno alla scuola cani guida per ciechi di Scandicci si «diplomano » circa 25 cani, di razza labrador e golden retriever, che vengono assegnati a nonvedenti residenti in tutta Italia. «Le richieste sono maggiori, ma più di questo non riusciamo a fare. Il percorso che porta un cucciolo a diventare cane guida è lungo» spiega Massimo Baragli, uno dei 15 istruttori della scuola e responsabile «Attività di raccordo dei servizi tecnici».Nella scuola oltre ai cuccioli da accoppiamento e quelli da addestrare come guida per ciechi vivono sette cani utilizzati per programmi di pet terapy conanziani ospiti in case di riposo e ragazzi autistici. Ancora in fase sperimentale è invece il progetto Melampo, realizzato con l’Azienda Sanitaria 10 diFirenze, rivolto a disabili motori. I cani in questo caso vengono addestrati per aiutare l’uomo nelle sue attività quotidiane: aprire e chiudere portee sportelli, accendere e spegnere le luci, portare il giornale e la spesa, caricare il cestello della lavatrice.Per il suo ottantesimo compleanno la Scuola nazionale cani guida ha organizzato due giorni di festa: il 30 ottobre è in programma un convegno, il 31 invece open day con l’apertura ai cittadini di Villa Martini, sede della scuola dal 1962, dimostrazioni degli istruttori e cena al Castello dell’Acciaiolo.
Ivana Zuliani
***La Scuola nazionale cani guida per ciechi è stata fondata nel 1929 dalla Unione Italiana Ciechi. La prima sede fu a Firenze, in via del Gignoro. Nel 1962la scuola fu trasferita a Scandicci, a Villa Martini, dove ha tutt’ora sede. Nell’area tecnica della struttura si trova una dependance con sala polivalente,cucina, infermeria e servizi che fu donata alla Scuola da Giorgio La Pira, quando era sindaco di Firenze. Dal 1979 è gestita dalla Regione Toscana. Venticinque alla volta I cuccioli vengono affidati a famiglie. A un anno rientrano alla base per essere preparati alla strada
Tribunale degli animali: consulenze a domicilio gratuite per non vedenti
La Gazzetta di Parma del 28-08-2009
PARMA. Il 15 settembre riaprono le sedi italiane del tribunale degli animali di AIDAA con alcune importanti novità. Infatti il tribunale degli animali si arricchisce di due nuove sezioni operative rivolte alle controversie tra proprietari di animali e veterinari o cliniche veterinarie e per le controversie che riguardano i cani di accompagnamento per i non vedenti e più in generale l'accesso dei cani nelle strutture pubbliche, sui mezzi di trasporto (treni-navie bus) e in negozi, alberghi e ristoranti. Si tratta di due novità importanti che inizialmente funzioneranno a livello di consulenza legale online e telefonica e che saranno riservati appositamente a queste specifiche controversie. Il servizio di consulenza sarà ovviamente gratuito come tutti gli altri servizi di consulenza legale promossi dall'associazione italiana difesa animali ed ambiente. Nei casi più importanti inoltre sarà attivato il servizio di consulenza legale presso una delle tredici sedi del tribunale degli animali sparse in Italia, ovviamente anche per queste sezioni la sede nazionale rimane quellastorica di Parma dove AIDAA grazie ad un gruppo di sette avvocatesse ha potuto dare il via a questo servizio di consulenza e camera di conciliazione dedicato esclusivamente ai problemi e alle controversie che in qualche modo coinvolgono gli animali. Per accedere al servizio online in relazione alle due nuove sezioni è sufficiente scrivere una mail a tribunaleanimali2@libero.it
oppure telefonare al numero fisso nazionale di aidaa
02.22.22.85.18
e nel giro diqualche giorno si riceveranno le risposte dei legali alle proprie richieste in maniera assolutamente gratuita. Invece per quanto riguarda le attività "istituzionali"delle tredici sedi del tribunale degli animali a partire da lunedì 31 agosto sarà possibile scrivere o telefonare (inviando mail a
tribunaleanimali@libero.it
oppure telefonando al
392 655 20 51)
per fissare gli appuntamenti con gli avvocati delle varie sedi del tribunale che apriranno nella settimana compresa tra il 14 ed il 19 settembre in base alla giornata di apertura settimanale delle singole sedi. Ovviamente visto l'ampliamento delle attività del tribunale degli animali AIDAA cerca avvocati volontari nelle città non ancora coperte dal servizio del tribunale degli animali (basta inviare il curriculum a
organizzativo.aidaa@libero.it).
"Stiamo avviando proprio in questi giorni contatti con le associazioni che si occupano di cani di accompagnamento per studiare insieme il nuovo servizio che vogliamo offrire in questa seconda annata del tribunale degli animali- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- che si apre all'insegna di due importanti novità, la prima riguarda una sezione di consulenza relativa alle controversie tra proprietari di animali e veterinari che al momento saranno solo via email mentre stiamo seriamente studiando il nuovo servizio rivolto ai possessori e fruitori di cani guida e da accompagnamento in particolare per i non vedenti pensiamo entro i primi mesi del 2010 di istituire almeno nelle maggiori città un servizio di consulenza gratuita legale a domicilio oltre che quello telefonico che sarà attivo dal primo settembre. Oltre a questo ovviamente riprenderanno anche le attività storiche del tribunale degli animali
nelle sedi regionali a partire dal prossimo mese di settembre, anche se in agosto abbiamo registrato una richiesta di oltre 280 consulenze alle quali abbiamo dato risposte concrete". Per info
392.655 20 51-
347.88 83 546
PARMA. Il 15 settembre riaprono le sedi italiane del tribunale degli animali di AIDAA con alcune importanti novità. Infatti il tribunale degli animali si arricchisce di due nuove sezioni operative rivolte alle controversie tra proprietari di animali e veterinari o cliniche veterinarie e per le controversie che riguardano i cani di accompagnamento per i non vedenti e più in generale l'accesso dei cani nelle strutture pubbliche, sui mezzi di trasporto (treni-navie bus) e in negozi, alberghi e ristoranti. Si tratta di due novità importanti che inizialmente funzioneranno a livello di consulenza legale online e telefonica e che saranno riservati appositamente a queste specifiche controversie. Il servizio di consulenza sarà ovviamente gratuito come tutti gli altri servizi di consulenza legale promossi dall'associazione italiana difesa animali ed ambiente. Nei casi più importanti inoltre sarà attivato il servizio di consulenza legale presso una delle tredici sedi del tribunale degli animali sparse in Italia, ovviamente anche per queste sezioni la sede nazionale rimane quellastorica di Parma dove AIDAA grazie ad un gruppo di sette avvocatesse ha potuto dare il via a questo servizio di consulenza e camera di conciliazione dedicato esclusivamente ai problemi e alle controversie che in qualche modo coinvolgono gli animali. Per accedere al servizio online in relazione alle due nuove sezioni è sufficiente scrivere una mail a tribunaleanimali2@libero.it
oppure telefonare al numero fisso nazionale di aidaa
02.22.22.85.18
e nel giro diqualche giorno si riceveranno le risposte dei legali alle proprie richieste in maniera assolutamente gratuita. Invece per quanto riguarda le attività "istituzionali"delle tredici sedi del tribunale degli animali a partire da lunedì 31 agosto sarà possibile scrivere o telefonare (inviando mail a
tribunaleanimali@libero.it
oppure telefonando al
392 655 20 51)
per fissare gli appuntamenti con gli avvocati delle varie sedi del tribunale che apriranno nella settimana compresa tra il 14 ed il 19 settembre in base alla giornata di apertura settimanale delle singole sedi. Ovviamente visto l'ampliamento delle attività del tribunale degli animali AIDAA cerca avvocati volontari nelle città non ancora coperte dal servizio del tribunale degli animali (basta inviare il curriculum a
organizzativo.aidaa@libero.it).
"Stiamo avviando proprio in questi giorni contatti con le associazioni che si occupano di cani di accompagnamento per studiare insieme il nuovo servizio che vogliamo offrire in questa seconda annata del tribunale degli animali- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- che si apre all'insegna di due importanti novità, la prima riguarda una sezione di consulenza relativa alle controversie tra proprietari di animali e veterinari che al momento saranno solo via email mentre stiamo seriamente studiando il nuovo servizio rivolto ai possessori e fruitori di cani guida e da accompagnamento in particolare per i non vedenti pensiamo entro i primi mesi del 2010 di istituire almeno nelle maggiori città un servizio di consulenza gratuita legale a domicilio oltre che quello telefonico che sarà attivo dal primo settembre. Oltre a questo ovviamente riprenderanno anche le attività storiche del tribunale degli animali
nelle sedi regionali a partire dal prossimo mese di settembre, anche se in agosto abbiamo registrato una richiesta di oltre 280 consulenze alle quali abbiamo dato risposte concrete". Per info
392.655 20 51-
347.88 83 546
Centralinisti non vedenti, sanzioni su del 5,7%
Italia Oggi del 25-08-2009
Sanzioni più pesanti sul collocamento dei centralinisti telefonici non vedenti. Il ministero del lavoro ha adeguato gli importi alla variazione Istat sul periodo 2006/2009, pari al 5,7%. Le nuove misure sono contenute nel dm 24 luglio 2009, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 192/2009, e saranno in vigore dal 4 settembre.
Collocamento obbligatorio - La legge 68/99, di riforma del sistema di collocamento obbligatorio dei disabili, non ha modificato la disciplina in materia di avviamento lavorativo dei centralinisti ciechi, lasciando in vita le vigenti disposizioni. Per tali soggetti, in particolare, vige la disciplina speciale contenuta nella legge 113/85 la quale obbliga i datori di lavoro privati ad assumere i centralinisti non vedenti qualora la propria azienda si doti diun centralino telefonico che preveda l'impiego di uno o più posti di operatore e con almeno cinque linee urbane. Nei centralini con più posti di lavoro ai centralinisti ciechi va riservato almeno il 51% dei posti. I datori di lavoro pubblici sono tenuti ad assumere un disabile privo della vista per ognicentralino telefonico.
Centralinisti non vedenti - Appartengono alla categoria i soggetti che, privi della vista o con vista non superiore a un decimo, anche se con una correzione di lenti, siano iscritti all'albo professionale istituito presso ogni direzione regionale del lavoro.
Le nuove sanzioni - La nuova rivalutazione, operazione che avviene con una cadenza triennale, è stata operata sulla base dell'indice Istat relativo al periodo maggio 2006–maggio 2009, risultato pari al 5,7% (la volta precedente, a maggio 2006, fu del 6,1%). Gli importi aggiornati riguardano le sanzioni per le mancate comunicazioni previste dall'art. 10 della legge 113/85. Si tratta, in particolare, dell'obbligo di informazione, da effettuarsi entro 60giorni, che ricade su datori di lavoro e operatori telefonici in caso di installazione o trasformazione di centralini in cui si creano posti di lavoro.La sanzione passa da euro 112,14 a euro 118,53 (misura minima) e da euro 2.242,31 a euro 2.370,12 (misura massima). Le sanzioni per mancata copertura deiposti obbligatori che la legge riserva ai centralinisti telefonici non vedenti passano da euro 22,41 a euro 23,68 e da euro 89,68 a euro 94,79. Le nuove sanzioni saranno efficaci dal 4 settembre.
Carla De Lellis
Sanzioni più pesanti sul collocamento dei centralinisti telefonici non vedenti. Il ministero del lavoro ha adeguato gli importi alla variazione Istat sul periodo 2006/2009, pari al 5,7%. Le nuove misure sono contenute nel dm 24 luglio 2009, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 192/2009, e saranno in vigore dal 4 settembre.
Collocamento obbligatorio - La legge 68/99, di riforma del sistema di collocamento obbligatorio dei disabili, non ha modificato la disciplina in materia di avviamento lavorativo dei centralinisti ciechi, lasciando in vita le vigenti disposizioni. Per tali soggetti, in particolare, vige la disciplina speciale contenuta nella legge 113/85 la quale obbliga i datori di lavoro privati ad assumere i centralinisti non vedenti qualora la propria azienda si doti diun centralino telefonico che preveda l'impiego di uno o più posti di operatore e con almeno cinque linee urbane. Nei centralini con più posti di lavoro ai centralinisti ciechi va riservato almeno il 51% dei posti. I datori di lavoro pubblici sono tenuti ad assumere un disabile privo della vista per ognicentralino telefonico.
Centralinisti non vedenti - Appartengono alla categoria i soggetti che, privi della vista o con vista non superiore a un decimo, anche se con una correzione di lenti, siano iscritti all'albo professionale istituito presso ogni direzione regionale del lavoro.
Le nuove sanzioni - La nuova rivalutazione, operazione che avviene con una cadenza triennale, è stata operata sulla base dell'indice Istat relativo al periodo maggio 2006–maggio 2009, risultato pari al 5,7% (la volta precedente, a maggio 2006, fu del 6,1%). Gli importi aggiornati riguardano le sanzioni per le mancate comunicazioni previste dall'art. 10 della legge 113/85. Si tratta, in particolare, dell'obbligo di informazione, da effettuarsi entro 60giorni, che ricade su datori di lavoro e operatori telefonici in caso di installazione o trasformazione di centralini in cui si creano posti di lavoro.La sanzione passa da euro 112,14 a euro 118,53 (misura minima) e da euro 2.242,31 a euro 2.370,12 (misura massima). Le sanzioni per mancata copertura deiposti obbligatori che la legge riserva ai centralinisti telefonici non vedenti passano da euro 22,41 a euro 23,68 e da euro 89,68 a euro 94,79. Le nuove sanzioni saranno efficaci dal 4 settembre.
Carla De Lellis
martedì 27 ottobre 2009
La scuola nazionale Cani Guida spegne 80 candeline
Agenzia AGI del 26-10-2009
FIRENZE. La Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Scandicci, unica struttura del genere a livello mondiale di proprietà di un ente pubblico, i prossimi30 e 31 ottobre festeggia ottanta anni con una grande festa. Il 30 ottobre sarà dedicato ad un convegno che analizzerà, attraverso l'intervento di espertie studiosi, il ruolo e le prospettive della Scuola. Alle 9,30 e' previsto il saluto dell'assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori. Durante la sessione pomeridiana spazio all'approfondimento di alcune tematiche riguardanti il mondo della disabilita' visiva. Il giorno dopo, 31 ottobre, la Scuola sarà aperta a tutti per mostrare il percorso di addestramento e affidamento dei cani.Ci saranno dimostrazioni effettuate da alcuni istruttori della Scuola e da addetti della Croce Rossa e della Protezione civile. La sera, al Castello dell'Acciaiolo di Scandicci cena al buio con posti limitati.
FIRENZE. La Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Scandicci, unica struttura del genere a livello mondiale di proprietà di un ente pubblico, i prossimi30 e 31 ottobre festeggia ottanta anni con una grande festa. Il 30 ottobre sarà dedicato ad un convegno che analizzerà, attraverso l'intervento di espertie studiosi, il ruolo e le prospettive della Scuola. Alle 9,30 e' previsto il saluto dell'assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori. Durante la sessione pomeridiana spazio all'approfondimento di alcune tematiche riguardanti il mondo della disabilita' visiva. Il giorno dopo, 31 ottobre, la Scuola sarà aperta a tutti per mostrare il percorso di addestramento e affidamento dei cani.Ci saranno dimostrazioni effettuate da alcuni istruttori della Scuola e da addetti della Croce Rossa e della Protezione civile. La sera, al Castello dell'Acciaiolo di Scandicci cena al buio con posti limitati.
sabato 10 ottobre 2009
Conchiglioni farciti
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
500 g di pasta a forma di grosse conchiglie
250 g di polpa di pomodoro
2 gambi di sedano
2 carote
1 cipolla
1 porro
300 g di zucchine
150 g di funghi champignon
90 g di burro
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1/2 l di vino bianco secco
basilico
sale, pepe
Pulisci le carote, i gambi di sedano, la cipolla e il porro; lava e asciuga i pomodori; spunta le zucchine. Taglia a dadini tutte le verdure. Pulisci ifunghi e tagliali a dadini. In una casseruola, scalda 50 g di burro e fai rosolare tutte le verdure a fuoco medio. Bagna con il vino e mescola. Unisci i funghi, regola con il sale,il pepe e termina la cottura a fuoco basso. In un tegame, scalda l'olio e cuoci la polpa di pomodoro; quando comincia ad addensarsi, aggiungi il basilico e insaporisci con il sale. Cuoci i conchiglioni in abbondante acqua salata; scolala al dente e lasciala intiepidire. Con l'aiuto di un cucchiaino riempili con le verdure e i funghi precedentemente preparati. Con il burro rimasto, ungi una pirofila, disponi la pasta e versa sopra la salsa di pomodoro. Cuoci nel forno per 7-10 minuti. Servi.
Ricetta tratta da
Ricetteincucina.net
500 g di pasta a forma di grosse conchiglie
250 g di polpa di pomodoro
2 gambi di sedano
2 carote
1 cipolla
1 porro
300 g di zucchine
150 g di funghi champignon
90 g di burro
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1/2 l di vino bianco secco
basilico
sale, pepe
Pulisci le carote, i gambi di sedano, la cipolla e il porro; lava e asciuga i pomodori; spunta le zucchine. Taglia a dadini tutte le verdure. Pulisci ifunghi e tagliali a dadini. In una casseruola, scalda 50 g di burro e fai rosolare tutte le verdure a fuoco medio. Bagna con il vino e mescola. Unisci i funghi, regola con il sale,il pepe e termina la cottura a fuoco basso. In un tegame, scalda l'olio e cuoci la polpa di pomodoro; quando comincia ad addensarsi, aggiungi il basilico e insaporisci con il sale. Cuoci i conchiglioni in abbondante acqua salata; scolala al dente e lasciala intiepidire. Con l'aiuto di un cucchiaino riempili con le verdure e i funghi precedentemente preparati. Con il burro rimasto, ungi una pirofila, disponi la pasta e versa sopra la salsa di pomodoro. Cuoci nel forno per 7-10 minuti. Servi.
Ricetta tratta da
Ricetteincucina.net
Risotto allo zafferano con funghi porcini
INGREDIENTI
200 g di funghi porcini
1 litro di brodo vegetale
2 cucchiai d'olio extravergine di oliva
1 scalogno
160 g di riso
1 bustina di zafferano
2 spicchi d'aglio
pepe
sale
20 g di Parmigiano Reggiano
Pulire i funghi eliminando la parte terrosa del gambo con le radichette, spazzolare accuratamente con un pennello a setole rigide e strofinare con uno strofinaccio umido per togliere ogni residuo di terra. Affettarli. Scaldare il brodo. In una pentola da minestra mettere metà olio e tritarvi grossolanamente lo scalogno. Accendere il fuoco e far rosolare lo scalogno a fiamma media. Quando si sarà ben dorato aggiungere un cucchiaio di brodo e proseguire la cottura per 5 minuti circa. Aggiungere altro brodo vegetale se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo. Unire il riso e farlo tostare per un paio di minuti.Aggiungere 4-5 mestoli di brodo bollente e impostare il timer secondo i minuti di cottura del tipo di riso che si sta usando (solitamente 15-18 minuti).Continuare unendo il brodo man mano che viene assorbito, mescolando di tanto in tanto, senza lasciare che il composto si asciughi troppo, altrimenti cuocerebbe male ed in modo discontinuo. A metà cottura aggiungere lo zafferano stemperato in un cucchiaio di brodo. Mentre il risotto finisce di cuocere mettere inun padellino il restante olio e l'aglio spellato. Farlo ben dorare su fiamma vivace quindi toglierlo ed aggiungere i funghi. Farli saltare su fiamma vivace per qualche minuto, aggiungere un cucchiaio di brodo, una grattugiata di pepe, un pizzico di sale e proseguire la cottura qualche minuto fino ad asciugare il fondo di cottura. Spegnere e tenere in caldo. Trascorso il termine di cottura del riso mantecare con il Parmigiano, tenendone da parte poco per decorare,regolare di sale, spegnere il fuoco e coprire un minuto. Distribuire il risotto nei piatti, mettere tutto intorno i funghi saltati in padella e decorare con il restante Parmigiano ed una grattugiata di pepe.
Ricetta tratta da
LoSpicchiodaglio.it
200 g di funghi porcini
1 litro di brodo vegetale
2 cucchiai d'olio extravergine di oliva
1 scalogno
160 g di riso
1 bustina di zafferano
2 spicchi d'aglio
pepe
sale
20 g di Parmigiano Reggiano
Pulire i funghi eliminando la parte terrosa del gambo con le radichette, spazzolare accuratamente con un pennello a setole rigide e strofinare con uno strofinaccio umido per togliere ogni residuo di terra. Affettarli. Scaldare il brodo. In una pentola da minestra mettere metà olio e tritarvi grossolanamente lo scalogno. Accendere il fuoco e far rosolare lo scalogno a fiamma media. Quando si sarà ben dorato aggiungere un cucchiaio di brodo e proseguire la cottura per 5 minuti circa. Aggiungere altro brodo vegetale se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo. Unire il riso e farlo tostare per un paio di minuti.Aggiungere 4-5 mestoli di brodo bollente e impostare il timer secondo i minuti di cottura del tipo di riso che si sta usando (solitamente 15-18 minuti).Continuare unendo il brodo man mano che viene assorbito, mescolando di tanto in tanto, senza lasciare che il composto si asciughi troppo, altrimenti cuocerebbe male ed in modo discontinuo. A metà cottura aggiungere lo zafferano stemperato in un cucchiaio di brodo. Mentre il risotto finisce di cuocere mettere inun padellino il restante olio e l'aglio spellato. Farlo ben dorare su fiamma vivace quindi toglierlo ed aggiungere i funghi. Farli saltare su fiamma vivace per qualche minuto, aggiungere un cucchiaio di brodo, una grattugiata di pepe, un pizzico di sale e proseguire la cottura qualche minuto fino ad asciugare il fondo di cottura. Spegnere e tenere in caldo. Trascorso il termine di cottura del riso mantecare con il Parmigiano, tenendone da parte poco per decorare,regolare di sale, spegnere il fuoco e coprire un minuto. Distribuire il risotto nei piatti, mettere tutto intorno i funghi saltati in padella e decorare con il restante Parmigiano ed una grattugiata di pepe.
Ricetta tratta da
LoSpicchiodaglio.it
Risotto taleggio e radicchio
INGREDIENTI
1 piccolo cespo di radicchio rosso
60 g di Taleggio
1 litro di brodo vegetale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 scalogno
160 g di riso
2 dita di vino bianco
pepe
sale fino
Pulire il radicchio scartando le foglie più esterne e affettarlo grossolanamente. Lavarlo e asciugarlo con uno strofinaccio pulito o con la centrifugada insalata. Tritarlo grossolanamente con un grande coltello su un tagliere. Togliere la crosta dal Taleggio e ridurlo a piccoli pezzettini. Scaldare il brodo. In una pentola da minestra mettere l'olio e tritare lo scalogno molto finemente. Portare la pentola sul fuoco e far soffriggere a fiamma bassa.Quando lo scalogno sarà ben dorato, alzare la fiamma, unire il riso e farlo tostare per un minuto. Bagnare con il vino e lasciarlo evaporare completamente.Unire 4-5 mestoli di brodo bollente e impostare il timer secondo i minuti di cottura del tipo di riso che si sta usando (solitamente 15-18 minuti). Continuare unendo il brodo man mano che viene assorbito, mescolando di tanto in tanto, senza lasciare che il composto si asciughi troppo, altrimenti cuocerebbe male ed in modo discontinuo. 5 minuti prima della fine del tempo di cottura del riso, unire il radicchio, tenendone da parte qualche foglia per decorare. Mescolare continuamente fino a fine cottura. Mantecare con il Taleggio a pezzi, una grattugiata di pepe, un mestolo di brodo. Regolare di sale. Spegnere il fuoco e tenere coperto per un paio di minuti. Servire decorando con qualche foglia di radicchio fresco.
Ricetta tratta da
LoSpicchiodaglio.it
1 piccolo cespo di radicchio rosso
60 g di Taleggio
1 litro di brodo vegetale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 scalogno
160 g di riso
2 dita di vino bianco
pepe
sale fino
Pulire il radicchio scartando le foglie più esterne e affettarlo grossolanamente. Lavarlo e asciugarlo con uno strofinaccio pulito o con la centrifugada insalata. Tritarlo grossolanamente con un grande coltello su un tagliere. Togliere la crosta dal Taleggio e ridurlo a piccoli pezzettini. Scaldare il brodo. In una pentola da minestra mettere l'olio e tritare lo scalogno molto finemente. Portare la pentola sul fuoco e far soffriggere a fiamma bassa.Quando lo scalogno sarà ben dorato, alzare la fiamma, unire il riso e farlo tostare per un minuto. Bagnare con il vino e lasciarlo evaporare completamente.Unire 4-5 mestoli di brodo bollente e impostare il timer secondo i minuti di cottura del tipo di riso che si sta usando (solitamente 15-18 minuti). Continuare unendo il brodo man mano che viene assorbito, mescolando di tanto in tanto, senza lasciare che il composto si asciughi troppo, altrimenti cuocerebbe male ed in modo discontinuo. 5 minuti prima della fine del tempo di cottura del riso, unire il radicchio, tenendone da parte qualche foglia per decorare. Mescolare continuamente fino a fine cottura. Mantecare con il Taleggio a pezzi, una grattugiata di pepe, un mestolo di brodo. Regolare di sale. Spegnere il fuoco e tenere coperto per un paio di minuti. Servire decorando con qualche foglia di radicchio fresco.
Ricetta tratta da
LoSpicchiodaglio.it
lunedì 28 settembre 2009
Ma che fine ho fatto?
Ciao a tutti!
Madonna, stavo vedendo che è dal 24 di agosto che non posto più nulla.
Al momento sono a corto di idee, ricette, libri e quant'altro.
In realtà è stato un periodo molto particolare, che naturalmente non ha la minima intenzione di finire. E quindi sono incasinatissima tra il corso, uno scambio internazionale da cui sono appena tornata, i ragazzi... Forse è il problema più grosso in questo momento.
Ho fatto uno scambio internazionale giovanile in Romania ed è stata un'esperienza fantastica, divertentissima, interessante e assolutamente indimenticabile. E' bello scoprire nuove culture, nuova gente e farsi 4 risate in compagnia avendo come via di comunicazione una lingua diversa dalla nostra.
Ho avuto la possibilità di parlare inglese e un po' di spagnolo. Il francese è stato meglio non parlarlo, avrei fatto solo danni probabilmente.
C'era gente simpaticissima, i rumeni e gli spagnoli battono tutti.
I belgi e i bulgari sono veramente strani, ma forse è un pregiudizio visto che non ho socializzato molto con loro.
Tra serate interculturali, risate, visite guidate, workshop, tempo libero e le terme, ho trascorso una settimana veramente magnifica.
E adesso tornare alla vita di tutti i giorni è veramente strano. E' incredibile come facilmente ci si ambienta in un nuovo posto con un'atmosfera diversa, gente semi sconosciuta. Ma allo stesso tempo si fa una fatica enorme a tornare alla propria vita quotidiana.
Sicuramente la cosa che mi è mancata di più è la cucina italiana, non penso che ci sia qualche paese che sappia cucinare meglio di noi.
Beh, per ora è meglio che vada. Almeno mi sento più tranquilla avendo aggiornato un po' il blog. E soprattutto con un mio pensiero personale che mi tocca da vicino.
A presto.
Madonna, stavo vedendo che è dal 24 di agosto che non posto più nulla.
Al momento sono a corto di idee, ricette, libri e quant'altro.
In realtà è stato un periodo molto particolare, che naturalmente non ha la minima intenzione di finire. E quindi sono incasinatissima tra il corso, uno scambio internazionale da cui sono appena tornata, i ragazzi... Forse è il problema più grosso in questo momento.
Ho fatto uno scambio internazionale giovanile in Romania ed è stata un'esperienza fantastica, divertentissima, interessante e assolutamente indimenticabile. E' bello scoprire nuove culture, nuova gente e farsi 4 risate in compagnia avendo come via di comunicazione una lingua diversa dalla nostra.
Ho avuto la possibilità di parlare inglese e un po' di spagnolo. Il francese è stato meglio non parlarlo, avrei fatto solo danni probabilmente.
C'era gente simpaticissima, i rumeni e gli spagnoli battono tutti.
I belgi e i bulgari sono veramente strani, ma forse è un pregiudizio visto che non ho socializzato molto con loro.
Tra serate interculturali, risate, visite guidate, workshop, tempo libero e le terme, ho trascorso una settimana veramente magnifica.
E adesso tornare alla vita di tutti i giorni è veramente strano. E' incredibile come facilmente ci si ambienta in un nuovo posto con un'atmosfera diversa, gente semi sconosciuta. Ma allo stesso tempo si fa una fatica enorme a tornare alla propria vita quotidiana.
Sicuramente la cosa che mi è mancata di più è la cucina italiana, non penso che ci sia qualche paese che sappia cucinare meglio di noi.
Beh, per ora è meglio che vada. Almeno mi sento più tranquilla avendo aggiornato un po' il blog. E soprattutto con un mio pensiero personale che mi tocca da vicino.
A presto.
lunedì 24 agosto 2009
Ecco come i ciechi vedono il mondo
Il Tirreno del 23-08-2009
Il professor Pietrini: i neuroni specchio funzionano anche per loro
Lo studio ha avuto ampia risonanza nel mondo scientifico
PISA. Riuscire a conoscere il mondo esterno anche quando gli occhi non funzionano: il cervello umano sa farlo grazie ad una cabina di regia molto speciale,capace di ricavare informazioni utili da tutti i sensi. Tanto che cellule nervose finora considerate il motore dell’imitazione visiva, i cosiddetti “neuroni specchio”, sono presenti e funzionano perfettamente anche in chi è cieco dalla nascita.È quanto emerge dai risultati di un’innovativa ricerca pisana pubblicata sul “Journal of Neuroscience” e coordinata da Pietro Pietrini, direttore del Dipartimento di medicina di laboratorio e Diagnostica molecolare dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana. Lo studio è stato condotto in collaborazione con la cattedra di Psicologia clinica dell’Università di Pisa, diretta da Mario Guazzelli, e con il Laboratorio di risonanza magnetica della Fondazione “Monasterio”di Pisa.«L’interrogativo da cui siamo partiti - spiega Emiliano Ricciardi, primo autore della ricerca - era se il sistema dei neuroni specchio fosse strettamente dipendente dall’esperienza visiva, oppure se fosse in grado di svilupparsi anche in assenza di questa e di rispondere anche ad altri stimoli, come quelli sonori».Così il team di studiosi ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per esaminare come rispondeva ad alcuni stimoli il cervello di un gruppo di volontari ciechi dalla nascita, e di un gruppo di vedenti. Gli stimoli erano suoni di azioni come versare l’acqua in un bicchiere, bussare alla porta, applaudire,battere su una tastiera e altri. Si è osservato che i neuroni specchio dei non vedenti si attivavano al suono di queste azioni in maniera analoga all’attivazione osservata nei volontari sia quando vedevano compiere le stesse azioni, sia quando ne udivano i relativi rumori.«I risultati - commenta il professor Pietrini - dimostrano che il sistema dei neuroni specchio, considerato fondamentale per comprendere il comportamento e le intenzioni degli altri, è indipendente dall’esperienza visiva. Questo spiega come chi non ha mai visto riesca ad interagire in maniera efficace conl’ambiente che lo circonda e ad imparare dagli altri. Il cervello è in grado di rappresentarsi il mondo esterno utilizzando tutte le informazioni, a prescindere da una singola specifica modalità sensoriale, ed utilizzando le medesime strutture nervose sia in chi è dotato della vista sia in chi non ha mai visto».
di Gianni PARRINI
Il professor Pietrini: i neuroni specchio funzionano anche per loro
Lo studio ha avuto ampia risonanza nel mondo scientifico
PISA. Riuscire a conoscere il mondo esterno anche quando gli occhi non funzionano: il cervello umano sa farlo grazie ad una cabina di regia molto speciale,capace di ricavare informazioni utili da tutti i sensi. Tanto che cellule nervose finora considerate il motore dell’imitazione visiva, i cosiddetti “neuroni specchio”, sono presenti e funzionano perfettamente anche in chi è cieco dalla nascita.È quanto emerge dai risultati di un’innovativa ricerca pisana pubblicata sul “Journal of Neuroscience” e coordinata da Pietro Pietrini, direttore del Dipartimento di medicina di laboratorio e Diagnostica molecolare dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana. Lo studio è stato condotto in collaborazione con la cattedra di Psicologia clinica dell’Università di Pisa, diretta da Mario Guazzelli, e con il Laboratorio di risonanza magnetica della Fondazione “Monasterio”di Pisa.«L’interrogativo da cui siamo partiti - spiega Emiliano Ricciardi, primo autore della ricerca - era se il sistema dei neuroni specchio fosse strettamente dipendente dall’esperienza visiva, oppure se fosse in grado di svilupparsi anche in assenza di questa e di rispondere anche ad altri stimoli, come quelli sonori».Così il team di studiosi ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per esaminare come rispondeva ad alcuni stimoli il cervello di un gruppo di volontari ciechi dalla nascita, e di un gruppo di vedenti. Gli stimoli erano suoni di azioni come versare l’acqua in un bicchiere, bussare alla porta, applaudire,battere su una tastiera e altri. Si è osservato che i neuroni specchio dei non vedenti si attivavano al suono di queste azioni in maniera analoga all’attivazione osservata nei volontari sia quando vedevano compiere le stesse azioni, sia quando ne udivano i relativi rumori.«I risultati - commenta il professor Pietrini - dimostrano che il sistema dei neuroni specchio, considerato fondamentale per comprendere il comportamento e le intenzioni degli altri, è indipendente dall’esperienza visiva. Questo spiega come chi non ha mai visto riesca ad interagire in maniera efficace conl’ambiente che lo circonda e ad imparare dagli altri. Il cervello è in grado di rappresentarsi il mondo esterno utilizzando tutte le informazioni, a prescindere da una singola specifica modalità sensoriale, ed utilizzando le medesime strutture nervose sia in chi è dotato della vista sia in chi non ha mai visto».
di Gianni PARRINI
venerdì 21 agosto 2009
I ciechi non sognano il buio
SuperAbile.it del 17-08-2009
Ottanta storie di non vedenti "di successo" in un manuale che ribalta lo stereotipo della persona cieca. Scritto da Mauro Marcantoni, il libro (edito daFranco Angeli) vuole essere un elogio alla vita "a quattro sensi"
ROMA - "Questa mattina l'odore del caffé è più intenso del solito. I rumori del traffico della strada mi sembrano più nitidi. Vento da ovest, senza dubbio:da lì arrivano le nubi. Intanto mia moglie mi parla dalla cucina ricordandomi l'appuntamento delle 10. Ma dove sarà finito il bastone?". Inizia con questapiccola rapsodia quotidiana "I ciechi non sognano il buio", ottanta storie di non vedenti "di successo" raccolte in un manuale che ribalta lo stereotipo della persona cieca. Scritto da Mauro Marcantoni, il libro (edito da Franco Angeli) vuole essere un elogio alla vita "a quattro sensi". Ma poi arrivano l'incontro e i saluti con la signora del piano di sotto, l'imbarazzo del nuovo consulente finanziario, l'aiuto di una ragazza quando una nuvola di polvere di metallo e uno stridore ostacolano il tragitto, il lavoro. Il volume è il risultato della ricerca "I colori del buio. Vivere con successo la cecità", un'indagine qualitativa promossa dalla sezione di Trento dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti e realizzata grazie al contributo delle Fondazioni Caritro e Bnc e delle Casse rurali trentine. Riflessioni, analisi e testimonianze non solo di non vedenti per i non vedenti, ma anche per le persone che per una qualche ragione si devono relazionare con loro nella vita di tutti i giorni.Perché, come scrive nella prefazione Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, "la disabilità visiva non è una condizione di incapacità". Il libro si chiude con un interrogativo: "Ma davvero i ciechi non ci vedono?"
Michela Trigari
Ottanta storie di non vedenti "di successo" in un manuale che ribalta lo stereotipo della persona cieca. Scritto da Mauro Marcantoni, il libro (edito daFranco Angeli) vuole essere un elogio alla vita "a quattro sensi"
ROMA - "Questa mattina l'odore del caffé è più intenso del solito. I rumori del traffico della strada mi sembrano più nitidi. Vento da ovest, senza dubbio:da lì arrivano le nubi. Intanto mia moglie mi parla dalla cucina ricordandomi l'appuntamento delle 10. Ma dove sarà finito il bastone?". Inizia con questapiccola rapsodia quotidiana "I ciechi non sognano il buio", ottanta storie di non vedenti "di successo" raccolte in un manuale che ribalta lo stereotipo della persona cieca. Scritto da Mauro Marcantoni, il libro (edito da Franco Angeli) vuole essere un elogio alla vita "a quattro sensi". Ma poi arrivano l'incontro e i saluti con la signora del piano di sotto, l'imbarazzo del nuovo consulente finanziario, l'aiuto di una ragazza quando una nuvola di polvere di metallo e uno stridore ostacolano il tragitto, il lavoro. Il volume è il risultato della ricerca "I colori del buio. Vivere con successo la cecità", un'indagine qualitativa promossa dalla sezione di Trento dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti e realizzata grazie al contributo delle Fondazioni Caritro e Bnc e delle Casse rurali trentine. Riflessioni, analisi e testimonianze non solo di non vedenti per i non vedenti, ma anche per le persone che per una qualche ragione si devono relazionare con loro nella vita di tutti i giorni.Perché, come scrive nella prefazione Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, "la disabilità visiva non è una condizione di incapacità". Il libro si chiude con un interrogativo: "Ma davvero i ciechi non ci vedono?"
Michela Trigari
La tv a comandi vocali per non vedenti e anziani
Kataweb News del 13-08-2009
Talking technology, ovvero ‘tecnologia parlante’: si chiama così la nuova speranza per milioni di ipovedenti, non vedenti, dislessici e anziani in tutto il mondo di rivoluzionare il modo in cui è fruita la televisione.Sviluppata dal britannico Royal National Institute of Blind People insieme a un consorzio di aziende hi-tech composto da Ocean Blue Software, TW Electronics, Digital Technology Advisory e STMicroelectronics, la nuova tecnologia - grazie al digitale terrestre e a un chipset vocale compatibile con i normali televisori ora in commercio - converte il testo scritto, già presente in molte funzioni, in audio. I programmi televisivi potranno così essere accompagnati da una guida televisiva e menù vocali. In tal modo coloro che hanno problemi di vista avranno la possibilità di controllare facilmente l’apparecchio televisivo come pure cambiare i parametri dell’audio, la velocità del parlato, selezionare la lingua ecc. Un’interfaccia utente facile e intuitiva consentirà di gestire l’apparecchio in modo rapido, modificando selezione e livelli dei vari parametri in modo che ciascuno possa adattarli alle proprie specifiche esigenze.Il consorzio è già all’opera affinché la talking tecnology venga integrata nel più breve tempo possibile e commercializzata insieme ai prossimi di apparecchi televisivi. Il Rnib sta anche approfondendo la possibilità di includerla nei dispositivi radio digitali.
Talking technology, ovvero ‘tecnologia parlante’: si chiama così la nuova speranza per milioni di ipovedenti, non vedenti, dislessici e anziani in tutto il mondo di rivoluzionare il modo in cui è fruita la televisione.Sviluppata dal britannico Royal National Institute of Blind People insieme a un consorzio di aziende hi-tech composto da Ocean Blue Software, TW Electronics, Digital Technology Advisory e STMicroelectronics, la nuova tecnologia - grazie al digitale terrestre e a un chipset vocale compatibile con i normali televisori ora in commercio - converte il testo scritto, già presente in molte funzioni, in audio. I programmi televisivi potranno così essere accompagnati da una guida televisiva e menù vocali. In tal modo coloro che hanno problemi di vista avranno la possibilità di controllare facilmente l’apparecchio televisivo come pure cambiare i parametri dell’audio, la velocità del parlato, selezionare la lingua ecc. Un’interfaccia utente facile e intuitiva consentirà di gestire l’apparecchio in modo rapido, modificando selezione e livelli dei vari parametri in modo che ciascuno possa adattarli alle proprie specifiche esigenze.Il consorzio è già all’opera affinché la talking tecnology venga integrata nel più breve tempo possibile e commercializzata insieme ai prossimi di apparecchi televisivi. Il Rnib sta anche approfondendo la possibilità di includerla nei dispositivi radio digitali.
I ciechi "vedono" il mondo. La scoperta di un team italiano
Repubblica.it del 12-08-2009
I ciechi "vedono" il mondo. La scoperta di un team italiano. I non vedenti possono conoscere l'ambiente in cui si muovono attraverso gli altri sensi. I 'neuroni-specchio' si attivano allo stesso modo delle persone vedenti.
PISA - Percepire e conoscere il mondo esterno anche quando gli occhi non funzionano è possibile, ma non c'è bisogno di nessuna protesi. Infatti, il cervello umano è in grado di "vedere" la realtà che ci circonda grazie ad una vera e propria regia, capace di ricavare informazioni utili da tutti e cinque i sensi. Infatti, cellule nervose finora considerate il motore dell'imitazione visiva, i cosiddetti neuroni specchio, funzionano perfettamente anche in chi è cieco dalla nascita. E' quanto emerge da una ricerca italiana pubblicata sul Journal of Neuroscience e coordinata da Pietro Pietrini, direttore del dipartimento di Medicina di laboratorio e Diagnostica molecolare dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa. Lo studio è stato condotto in collaborazione con la cattedra di Psicologia clinica diretta da Mario Guazzelli e con il Centro di Risonanza magnetica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa. "Ci siamo chiesti se il sistema dei neuroni specchio fosse strettamente dipendente dall'esperienza visiva, oppure se fosse in grado di svilupparsi anche in assenza di questa e di rispondere anche ad altri stimoli, come quelli sonori", spiega Emiliano Ricciardi, uno degli autori della ricerca. Per trovare la risposta gli studiosi hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per osservare come risponde ad alcuni stimoli il cervello di un gruppo di volontari con cecità congenita e un gruppo di vedenti. I due gruppi dovevano riconoscere azioni presentate attraverso immagini e suoni. Si è visto così che i neuroni specchio dei non vedenti si attivano al suono di un'azione compiuta, come quelli prodotti bussando alla porta o piantando un chiodo. E che l'attivazione era simile a quella osservata nei volontari che vedevano compiere la stessa azione e sentivano i relativi rumori. "I risultati dimostrano che il cervello è organizzato in modo più articolato di quanto si credesse e che utilizza tutte le informazioni, a prescindere dalla singola attività sensoriale", rileva Pietrini. Il cervello è insomma una macchina complessa "programmata per svilupparsi anche quando manca l'esperienza visiva". Di conseguenza "in termini di educazione il cervello dei non vedenti non ha differenze grazie a questa capacità di riorganizzazione plastica. La vista resta importantissima, ma adesso sappiamo che la capacità di rappresentare il mondo esterno non dipende strettamente da questa".
I ciechi "vedono" il mondo. La scoperta di un team italiano. I non vedenti possono conoscere l'ambiente in cui si muovono attraverso gli altri sensi. I 'neuroni-specchio' si attivano allo stesso modo delle persone vedenti.
PISA - Percepire e conoscere il mondo esterno anche quando gli occhi non funzionano è possibile, ma non c'è bisogno di nessuna protesi. Infatti, il cervello umano è in grado di "vedere" la realtà che ci circonda grazie ad una vera e propria regia, capace di ricavare informazioni utili da tutti e cinque i sensi. Infatti, cellule nervose finora considerate il motore dell'imitazione visiva, i cosiddetti neuroni specchio, funzionano perfettamente anche in chi è cieco dalla nascita. E' quanto emerge da una ricerca italiana pubblicata sul Journal of Neuroscience e coordinata da Pietro Pietrini, direttore del dipartimento di Medicina di laboratorio e Diagnostica molecolare dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa. Lo studio è stato condotto in collaborazione con la cattedra di Psicologia clinica diretta da Mario Guazzelli e con il Centro di Risonanza magnetica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa. "Ci siamo chiesti se il sistema dei neuroni specchio fosse strettamente dipendente dall'esperienza visiva, oppure se fosse in grado di svilupparsi anche in assenza di questa e di rispondere anche ad altri stimoli, come quelli sonori", spiega Emiliano Ricciardi, uno degli autori della ricerca. Per trovare la risposta gli studiosi hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per osservare come risponde ad alcuni stimoli il cervello di un gruppo di volontari con cecità congenita e un gruppo di vedenti. I due gruppi dovevano riconoscere azioni presentate attraverso immagini e suoni. Si è visto così che i neuroni specchio dei non vedenti si attivano al suono di un'azione compiuta, come quelli prodotti bussando alla porta o piantando un chiodo. E che l'attivazione era simile a quella osservata nei volontari che vedevano compiere la stessa azione e sentivano i relativi rumori. "I risultati dimostrano che il cervello è organizzato in modo più articolato di quanto si credesse e che utilizza tutte le informazioni, a prescindere dalla singola attività sensoriale", rileva Pietrini. Il cervello è insomma una macchina complessa "programmata per svilupparsi anche quando manca l'esperienza visiva". Di conseguenza "in termini di educazione il cervello dei non vedenti non ha differenze grazie a questa capacità di riorganizzazione plastica. La vista resta importantissima, ma adesso sappiamo che la capacità di rappresentare il mondo esterno non dipende strettamente da questa".
giovedì 20 agosto 2009
Il cervello vede anche nei ciechi
Alto Adige del 13-08-2009
Ricerca del Cimec su conoscenza e fattori innati.
TRENTO - Il cervello “vede” indipendentemente dagli occhi. E’ il risultato, che comporterà la revisione delle attuali teorie scientifiche ed a progressi per la ricerca su pazienti con danni celebrali, a cui sono giunti i ricercatori del Centro Mente/Cervello (CIMeC) dell’Università degli Studi di Trento e dell’Università di Harvard.Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista Neuron che esce oggi, ha infatti evidenziato considerevoli somiglianze del funzionamento celebrale tra individui vedenti e adulti non vedenti dalla nascita.In pratica, di fronte agli oggetti in entrambi si attiverebbero le medesime aree dei lobi occipitale e temporale, preposte al riconoscimento visivo degli oggetti. Ad evidenziare questa analogia sono stati i risultati della risonanza magnetica funzionale, una tecnica diagnostica in grado di misurare il metabolismo celebrale, attraverso una scansione della sua attività a riposo e in uso, consentendo di valutare le relazioni tra specifiche aree del cervello e funzioni celebrali ad esso correlate. Già precedenti ricerche avevano mostrato l’attivazione, nei non vedenti, delle aree del cervello che elaborano le informazioni provenienti dalla vista nel processo di conoscenza tattile di un oggetto o di una sua associazione ad uno stimolo sonoro. Il nuovo esperimento del CIMeC è andato oltre confrontando individui vedenti e non vedenti alle prese con lo stesso compito: esprimere giudizi su oggetti - solo nominati - appartenenti alla quotidianità e animali.L’obiettivo era, sfidando anche la comune intuizione, capire se si attivassero aree celebrali differenti negli individui vedenti e in quelli non vedenti. L’esperimento dimostra invece che un tavolo, un martello, un cane possono essere “conosciuti” indipendentemente dall’esperienza visiva in maniera analoga. Questo risultato, per Bradford Z. Mahon, primo autore dello studio, dimostrerebbe che «l’esperienza visiva non è necessaria per lo sviluppo nel cervello umano di certi aspetti dell’organizzazione della conoscenza degli oggetti».E ancora, come dichiarato da Alfonso Caramazza, autore senior dell’articolo, direttore del Centro Mente/Cervello dell’Università di Trento e del Cognitive Neuropsychology Laboratory di Harvard, che «il cervello umano è parzialmente organizzato intorno ad alcune categorie di oggetti conosciuti, ben definite e rilevanti dal punto di vista evolutivo, e che questa organizzazione è relativamente indipendente dall’esperienza sensoriale». Come è possibile? Secondo i due studiosi, il funzionamento del cervello potrebbe essere in parte vincolato da fattori innati, collegati a snodi critici della storia evolutiva umana, associati ad animali, consimili e strumenti. Dentro ognuno di noi sarebbero quindi presenti delle “memorie” appartenenti ai differenti domini di conoscenza, collegati agli organi di senso. Geloso patrimonio indipendente dalla vista.
(ch.g.)
Ricerca del Cimec su conoscenza e fattori innati.
TRENTO - Il cervello “vede” indipendentemente dagli occhi. E’ il risultato, che comporterà la revisione delle attuali teorie scientifiche ed a progressi per la ricerca su pazienti con danni celebrali, a cui sono giunti i ricercatori del Centro Mente/Cervello (CIMeC) dell’Università degli Studi di Trento e dell’Università di Harvard.Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista Neuron che esce oggi, ha infatti evidenziato considerevoli somiglianze del funzionamento celebrale tra individui vedenti e adulti non vedenti dalla nascita.In pratica, di fronte agli oggetti in entrambi si attiverebbero le medesime aree dei lobi occipitale e temporale, preposte al riconoscimento visivo degli oggetti. Ad evidenziare questa analogia sono stati i risultati della risonanza magnetica funzionale, una tecnica diagnostica in grado di misurare il metabolismo celebrale, attraverso una scansione della sua attività a riposo e in uso, consentendo di valutare le relazioni tra specifiche aree del cervello e funzioni celebrali ad esso correlate. Già precedenti ricerche avevano mostrato l’attivazione, nei non vedenti, delle aree del cervello che elaborano le informazioni provenienti dalla vista nel processo di conoscenza tattile di un oggetto o di una sua associazione ad uno stimolo sonoro. Il nuovo esperimento del CIMeC è andato oltre confrontando individui vedenti e non vedenti alle prese con lo stesso compito: esprimere giudizi su oggetti - solo nominati - appartenenti alla quotidianità e animali.L’obiettivo era, sfidando anche la comune intuizione, capire se si attivassero aree celebrali differenti negli individui vedenti e in quelli non vedenti. L’esperimento dimostra invece che un tavolo, un martello, un cane possono essere “conosciuti” indipendentemente dall’esperienza visiva in maniera analoga. Questo risultato, per Bradford Z. Mahon, primo autore dello studio, dimostrerebbe che «l’esperienza visiva non è necessaria per lo sviluppo nel cervello umano di certi aspetti dell’organizzazione della conoscenza degli oggetti».E ancora, come dichiarato da Alfonso Caramazza, autore senior dell’articolo, direttore del Centro Mente/Cervello dell’Università di Trento e del Cognitive Neuropsychology Laboratory di Harvard, che «il cervello umano è parzialmente organizzato intorno ad alcune categorie di oggetti conosciuti, ben definite e rilevanti dal punto di vista evolutivo, e che questa organizzazione è relativamente indipendente dall’esperienza sensoriale». Come è possibile? Secondo i due studiosi, il funzionamento del cervello potrebbe essere in parte vincolato da fattori innati, collegati a snodi critici della storia evolutiva umana, associati ad animali, consimili e strumenti. Dentro ognuno di noi sarebbero quindi presenti delle “memorie” appartenenti ai differenti domini di conoscenza, collegati agli organi di senso. Geloso patrimonio indipendente dalla vista.
(ch.g.)
venerdì 7 agosto 2009
P.C &Kriste Cast - Marked
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Ho un sacco di libri ancora da leggere, e questo è uno dei tanti.
Ma la trama mi piace, mi intriga e miincuriosisce
P.C &Kriste Cast - Marked
TRAMA
Mi chiamo Zoey, ho sedici anni, una madre apprensiva, un patrigno scostante e una sorella maggiore tutta perfettina. E per lungo tempo sono stata convinta che questi fossero i miei problemi. Mi sbagliavo.Perché un giorno ho ricevuto il Marchio: una mezzaluna blu tatuata sulla fronte. E tutto è cambiato.Dovete sapere che il Marchio è la prima tappa per diventare un vampiro. La successiva è entrare nella Casa della Notte, una scuola dove s'impara a controllare i propri poteri e ad affrontare la delicatissima fase della Trasformazione. Cosa succede, allora? Alternativa uno: mi trasformo in vampiro, cioè divento più che umana; più forte, più intelligente, più dotata. Alternativa due: il mio corpo rifiuta la Trasformazione e io muoio. Per sempre.Ma neppure questo è il mio problema più grosso. Oh, no.Il fatto è che il mio Marchio è diverso da quello degli altri, è il segno di capacità incredibili per una ragazza della mia età, e ciò non aiuta a farmi nuovi amici. Senza contare che Afrodite, la presidentessa delle Figlie Oscure, il club più esclusivo della scuola, non ha preso molto bene la mia «superiorità». Insomma mi odia. Talvolta vorrei tornare indietro, ma non posso. Anche perché qui, nella Casa della Notte, sta succedendo qualcosa di profondamente sbagliato e pericoloso. E io sono l'unica che possa fermarlo.
Ho un sacco di libri ancora da leggere, e questo è uno dei tanti.
Ma la trama mi piace, mi intriga e miincuriosisce
P.C &Kriste Cast - Marked
TRAMA
Mi chiamo Zoey, ho sedici anni, una madre apprensiva, un patrigno scostante e una sorella maggiore tutta perfettina. E per lungo tempo sono stata convinta che questi fossero i miei problemi. Mi sbagliavo.Perché un giorno ho ricevuto il Marchio: una mezzaluna blu tatuata sulla fronte. E tutto è cambiato.Dovete sapere che il Marchio è la prima tappa per diventare un vampiro. La successiva è entrare nella Casa della Notte, una scuola dove s'impara a controllare i propri poteri e ad affrontare la delicatissima fase della Trasformazione. Cosa succede, allora? Alternativa uno: mi trasformo in vampiro, cioè divento più che umana; più forte, più intelligente, più dotata. Alternativa due: il mio corpo rifiuta la Trasformazione e io muoio. Per sempre.Ma neppure questo è il mio problema più grosso. Oh, no.Il fatto è che il mio Marchio è diverso da quello degli altri, è il segno di capacità incredibili per una ragazza della mia età, e ciò non aiuta a farmi nuovi amici. Senza contare che Afrodite, la presidentessa delle Figlie Oscure, il club più esclusivo della scuola, non ha preso molto bene la mia «superiorità». Insomma mi odia. Talvolta vorrei tornare indietro, ma non posso. Anche perché qui, nella Casa della Notte, sta succedendo qualcosa di profondamente sbagliato e pericoloso. E io sono l'unica che possa fermarlo.
mercoledì 5 agosto 2009
Torta porcellona
Ingredienti:
Per l'impasto:
1 bicchiere di zucchero,
2 bicchieri di farina 00,
1 bicchiere e mezzo di latte,
50 grammi di cacao amaro,
1 bustina di vanillina,
1 bustina di lievito;
per il ripieno:
250 grammi di mascarpone,
4, 5 cucchiai grandi di nutella.
Preparazione:
Frullare tutti gli ingredienti dell'impasto assieme (eventualmente aggiungere un po' di latte, se l'impasto è molto duro). Versare il composto in una teglia alta, precedentemente imburrata e infornare a 180° per 25-30 minuti. Lasciar raffreddare. Nel frattempo amalgamare mascarpone e nutella e, quando la torta è fredda, tagliarla a metà orizzontalmente e farcirla con il ripieno.
Per l'impasto:
1 bicchiere di zucchero,
2 bicchieri di farina 00,
1 bicchiere e mezzo di latte,
50 grammi di cacao amaro,
1 bustina di vanillina,
1 bustina di lievito;
per il ripieno:
250 grammi di mascarpone,
4, 5 cucchiai grandi di nutella.
Preparazione:
Frullare tutti gli ingredienti dell'impasto assieme (eventualmente aggiungere un po' di latte, se l'impasto è molto duro). Versare il composto in una teglia alta, precedentemente imburrata e infornare a 180° per 25-30 minuti. Lasciar raffreddare. Nel frattempo amalgamare mascarpone e nutella e, quando la torta è fredda, tagliarla a metà orizzontalmente e farcirla con il ripieno.
Cassatella
Per 6 persone
Ingredienti:
150 grammi burro,
80 grammi zucchero,
2 tuorli,
1 patata grande come un uovo lessata,
12 savoiardi,
marsala,
30 grammi cacao,
1 etto mascarpone,
cognac orum,
mandorle,
pistacchi,
ciliegine candite.
Preparazione:
Lavorare il burro con lo zucchero ed unirvi 1 tuorlo e la patata schiacciata ancora calda; mettere sul piatto di servizio 4 savoiardi inzuppati nel marsala e ricoprirli con uno strato di crema; coprire con 4 savoiardi inzuppati, con il resto della crema e con altri 4 savoiardi imbevuti; lavorare il mascarpone con il tuorlo rimasto, con tanto zucchero da addolcire la crema e con un po'di liquore in modo da rendere la crema abbastanza scorrevole, ma non troppo liquida; coprire accuratamente con questa crema tutto il dolce e guarnirlo con ciliegine candite, mandorle e pistacchi tritati; tenere in frigo per 4 ore prima di servire.
Ingredienti:
150 grammi burro,
80 grammi zucchero,
2 tuorli,
1 patata grande come un uovo lessata,
12 savoiardi,
marsala,
30 grammi cacao,
1 etto mascarpone,
cognac orum,
mandorle,
pistacchi,
ciliegine candite.
Preparazione:
Lavorare il burro con lo zucchero ed unirvi 1 tuorlo e la patata schiacciata ancora calda; mettere sul piatto di servizio 4 savoiardi inzuppati nel marsala e ricoprirli con uno strato di crema; coprire con 4 savoiardi inzuppati, con il resto della crema e con altri 4 savoiardi imbevuti; lavorare il mascarpone con il tuorlo rimasto, con tanto zucchero da addolcire la crema e con un po'di liquore in modo da rendere la crema abbastanza scorrevole, ma non troppo liquida; coprire accuratamente con questa crema tutto il dolce e guarnirlo con ciliegine candite, mandorle e pistacchi tritati; tenere in frigo per 4 ore prima di servire.
Cocchini
Per 6 persone
Ingredienti:
250 grammi ricotta,
250 grammi cocco grattugiato,
zucchero,
la scorza di 1 limone grattugiata,
brandy,
cacao,
zucchero a velo.
Preparazione:
Impastare la ricotta, il cocco, la scorza di limone, il brandy e lo zucchero occorrenti e ricavare dal composto delle palline; rotolare metà palline nel cacao e metà nello zucchero a velo ottenendo così cocchini bianchi e cocchini neri e disporli in un piatto da portata; tenere in frigo fino al momento di servire.
Variazioni:
Si può sostituire la ricotta con il mascarpone; in questo caso, i cocchini risulteranno più morbidi ma non potranno essere tenuti a lungo fuori dal frigo.
Ingredienti:
250 grammi ricotta,
250 grammi cocco grattugiato,
zucchero,
la scorza di 1 limone grattugiata,
brandy,
cacao,
zucchero a velo.
Preparazione:
Impastare la ricotta, il cocco, la scorza di limone, il brandy e lo zucchero occorrenti e ricavare dal composto delle palline; rotolare metà palline nel cacao e metà nello zucchero a velo ottenendo così cocchini bianchi e cocchini neri e disporli in un piatto da portata; tenere in frigo fino al momento di servire.
Variazioni:
Si può sostituire la ricotta con il mascarpone; in questo caso, i cocchini risulteranno più morbidi ma non potranno essere tenuti a lungo fuori dal frigo.
Spuma Al Cioccolato
Per 6 persone
Ingredienti:
250 grammi mascarpone,
1 etto zucchero a velo,
2 uova,
2 cucchiai rum,
2 etti cioccolato fondente,
6 ciliege sotto spirito.
Mettere in una terrina lo zucchero ed i tuorli e sbatterli con il cucchiaio dilegno fino ad ottenere un composto soffice e chiaro; unire il mascarpone ed incorporarlo bene fino ad ottenere una crema spumosa; spezzettare il cioccolato e metterlo in un casseruolino sul fuoco; versarvi il rum e cuocere a fuoco basso per 5 minuti fino a sciogliere il cioccolato; incorporare ai tuorli gli albumi montati a neve fermissima ed il cioccolato fuso e mescolare;versare la crema in 6 coppette individuali e decorarne il centro con 1 ciliegina sotto spirito; tenere in frigo per almeno 4 ore prima di servire.
Ingredienti:
250 grammi mascarpone,
1 etto zucchero a velo,
2 uova,
2 cucchiai rum,
2 etti cioccolato fondente,
6 ciliege sotto spirito.
Mettere in una terrina lo zucchero ed i tuorli e sbatterli con il cucchiaio dilegno fino ad ottenere un composto soffice e chiaro; unire il mascarpone ed incorporarlo bene fino ad ottenere una crema spumosa; spezzettare il cioccolato e metterlo in un casseruolino sul fuoco; versarvi il rum e cuocere a fuoco basso per 5 minuti fino a sciogliere il cioccolato; incorporare ai tuorli gli albumi montati a neve fermissima ed il cioccolato fuso e mescolare;versare la crema in 6 coppette individuali e decorarne il centro con 1 ciliegina sotto spirito; tenere in frigo per almeno 4 ore prima di servire.
martedì 4 agosto 2009
PALLINE DI MELONE CON EMMENTAL
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
4 meloncini
emmental
kirsch
menta piperita o origano freschi
sale
pepe
Tagliare a metà i quattro meloni piccoli e pulirli da semi e filamenti usando un cucchiaio, quindi utilizzare uno scavino per estrarre la polpa in modo da formare tante palline. Tagliare l'emmental a dadini e mescolarli con le palline di melone in uguale quantità. Cospargere di kirsch e insaporire con del pepe. Versare il composto nei meloncini e richiuderli.
Aggiustare di sale ed aggiungere foglie aromatiche a piacere.
Ricetta tratta da
Ricettesemplici.it
4 meloncini
emmental
kirsch
menta piperita o origano freschi
sale
pepe
Tagliare a metà i quattro meloni piccoli e pulirli da semi e filamenti usando un cucchiaio, quindi utilizzare uno scavino per estrarre la polpa in modo da formare tante palline. Tagliare l'emmental a dadini e mescolarli con le palline di melone in uguale quantità. Cospargere di kirsch e insaporire con del pepe. Versare il composto nei meloncini e richiuderli.
Aggiustare di sale ed aggiungere foglie aromatiche a piacere.
Ricetta tratta da
Ricettesemplici.it
ASPIC ALLE UOVA SODE
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
200 gr. di petto di pollo lessato o arrosto
200 gr. di asparagi lessati
200 gr. di prosciutto cotto in una sola fetta
6 uova sode
una tazza di maionese
un litro di gelatina
Preparare la gelatina seguendo le istruzioni sulla confezione. Per renderla più saporita sostituire parte del liquido, almeno 50 ml., con altrettanto marsala secco o porto e poi farla intiepidire. Tagliare il pollo a listarelle ed il prosciutto a cubetti. Versare un poco di gelatina sul fondo di uno stampo rettangolare e mettere in frigo a solidificare. Quando è pronta disporvi sopra delle fette di uova sode alternate agli asparagi lessati, spalmare poca maionese e fare un altro strato alternando pollo e prosciutto poi ricoprire con altra gelatina e far solidificare.
Continuare così fino ad esaurire gli ingredienti. Completare con la gelatina e lasciarla in frigo almeno tre ore prima di servire.
Per sformare l'aspic sarà sufficiente immergere lo stampo per qualche secondo in acqua calda e poi capovolgerlo sul piatto da portata.
Ricetta tratta da
Ricettesemplici.it
200 gr. di petto di pollo lessato o arrosto
200 gr. di asparagi lessati
200 gr. di prosciutto cotto in una sola fetta
6 uova sode
una tazza di maionese
un litro di gelatina
Preparare la gelatina seguendo le istruzioni sulla confezione. Per renderla più saporita sostituire parte del liquido, almeno 50 ml., con altrettanto marsala secco o porto e poi farla intiepidire. Tagliare il pollo a listarelle ed il prosciutto a cubetti. Versare un poco di gelatina sul fondo di uno stampo rettangolare e mettere in frigo a solidificare. Quando è pronta disporvi sopra delle fette di uova sode alternate agli asparagi lessati, spalmare poca maionese e fare un altro strato alternando pollo e prosciutto poi ricoprire con altra gelatina e far solidificare.
Continuare così fino ad esaurire gli ingredienti. Completare con la gelatina e lasciarla in frigo almeno tre ore prima di servire.
Per sformare l'aspic sarà sufficiente immergere lo stampo per qualche secondo in acqua calda e poi capovolgerlo sul piatto da portata.
Ricetta tratta da
Ricettesemplici.it
Il cane cieco e il suo cane guida: Bonnie e Clyde commuovono tutti
Il Corriere della Sera del 26-07-2009
Entrambi trovatelli, ora cercano casa: ma dovranno essere adottati insieme
Spopola sui media britannici la storia di due inseparabili border collie: lui non vede, la compagna lo aiuta
MILANO - Loro sono un duo fuori dal comune: nella contea inglese di Norfolk i tabloid britannici hanno scovato due border collie, dei quali uno è cieco e l'altro un cane guida per ciechi. Suona come una di quelle storie strappalacrime Disney raccontate da Hollywood: un cane cieco e il suo cane guida, Bonnie e Clyde, questi i loro nomi, aspettano in un canile inglese l'arrivo di un padroncino.
IL RITROVAMENTO - Gli inseparabili collie vagavano sotto la pioggia incessante nelle campagne inglesi fino a quando, nei pressi di una strada provinciale, sono stati catturati dai collaboratori di un centro soccorso animali, racconta il Daily Mail. All'inizio i volontari del canile non riuscivano a spiegarsi il motivo per cui uno dei due seguiva costantemente l'altro. Poi la scoperta: Bonnie è il cane guida di Clyde, rimasto cieco a causa di una malattia degenerativa. Quando Clyde si sente insicuro, comincia a tastare dietro a Bonnie e poggia il suo muso sulla sua schiena, così che possa guidarlo», ha spiegato Cherie Cootes, una delle responsabili del canile "Meadown Green Dog Rescue Centre di Norfolk, alla Bbc -. Si fida completamente di lei». Per questo motivo bisogna trovare un'unica casa per questo inconsueto duo.
VITE INSEPARABILI - Clyde ha circa cinque anni, Bonnie due o tre. Entrambi hanno il pelo bianco e nero. E la loro storia ha fatto il giro del mondo. Da dove arrivino, non è ancora chiaro. Non avevano nessuna piastrina quando sono stati trovati. I due collie non possono vivere l'uno lontano dall'altro, ha sottolineato Cootes. «Se lei corre, tende a fermarsi, per essere sicura che lui sia con lei. Lo tiene perennemente sott'occhio. Quando stanno insieme nessuno si accorge che uno dei due non ha la vista. Quando non c'è la compagna, lui però non ha il coraggio di fare neanche un passo».
Elmar Burchia
Entrambi trovatelli, ora cercano casa: ma dovranno essere adottati insieme
Spopola sui media britannici la storia di due inseparabili border collie: lui non vede, la compagna lo aiuta
MILANO - Loro sono un duo fuori dal comune: nella contea inglese di Norfolk i tabloid britannici hanno scovato due border collie, dei quali uno è cieco e l'altro un cane guida per ciechi. Suona come una di quelle storie strappalacrime Disney raccontate da Hollywood: un cane cieco e il suo cane guida, Bonnie e Clyde, questi i loro nomi, aspettano in un canile inglese l'arrivo di un padroncino.
IL RITROVAMENTO - Gli inseparabili collie vagavano sotto la pioggia incessante nelle campagne inglesi fino a quando, nei pressi di una strada provinciale, sono stati catturati dai collaboratori di un centro soccorso animali, racconta il Daily Mail. All'inizio i volontari del canile non riuscivano a spiegarsi il motivo per cui uno dei due seguiva costantemente l'altro. Poi la scoperta: Bonnie è il cane guida di Clyde, rimasto cieco a causa di una malattia degenerativa. Quando Clyde si sente insicuro, comincia a tastare dietro a Bonnie e poggia il suo muso sulla sua schiena, così che possa guidarlo», ha spiegato Cherie Cootes, una delle responsabili del canile "Meadown Green Dog Rescue Centre di Norfolk, alla Bbc -. Si fida completamente di lei». Per questo motivo bisogna trovare un'unica casa per questo inconsueto duo.
VITE INSEPARABILI - Clyde ha circa cinque anni, Bonnie due o tre. Entrambi hanno il pelo bianco e nero. E la loro storia ha fatto il giro del mondo. Da dove arrivino, non è ancora chiaro. Non avevano nessuna piastrina quando sono stati trovati. I due collie non possono vivere l'uno lontano dall'altro, ha sottolineato Cootes. «Se lei corre, tende a fermarsi, per essere sicura che lui sia con lei. Lo tiene perennemente sott'occhio. Quando stanno insieme nessuno si accorge che uno dei due non ha la vista. Quando non c'è la compagna, lui però non ha il coraggio di fare neanche un passo».
Elmar Burchia
Totale autogestione per i ragazzi dell'Uic
Il Resto del Carlino del 26-07-2009
CUPRA MARITTIMA. Si è concluso ieri, al camping Led Zeppelin di Cupra Marittima, il campo estivo di formazione, organizzato dall'Unione Italiana Ciechi di Ascoli, realizzato con la collaborazione della Provincia e l'Irefor (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione di bambini e ragazzi non vedenti o con disabilità sensoriale e motoria). All'iniziativa hanno preso parte 12 ragazzi (foto), che sono riusciti a raggiungere l'obiettivo dell'autogestione totale. Soddisfatto il presidente provinciale Adoriano Corradetti, che ha illustrato il programma svolto insieme con Emanuela Storani, tecnico della mobilità e cuore delle iniziative dell'Uic, presente il vicepresidente della Provincia, Pasqualino Piunti, il vice sindaco del comune di Cupra, Annamaria Cerulini, il consigliere provinciale Camillo Ciaralli. «Seguo con interesse le iniziative e le vicende dell'associazione e già ho messo in atto la prima iniziativa ha affermato Pasqualino Piunti proprio ieri ho spedito una letteraccia alla Regione, chiedendo il pagamento delle borse di studio ai ragazzi non vedenti che da maggio non ricevono i compensi. Con questo voglio confermare la massima attenzione che riservo all'Uic di Ascoli». Sulla stessa lunghezza d'onda gli interventi di Ciaralli e Cerulini. Adoriano Corradetti ha ribadito che i ragazzi non vedenti non vogliono essere ghettizzati, che sono capaci di integrarsi e di autogestirsi, di fare sport: dal Turbal, alla vela all'equitazione. «La Provincia ci deve dare fiducia ha concluso Corradetti finanziando i nostri progetti insieme all'Irefor». Emanuela Storani ha affermato che per i 12 ragazzi partecipanti al campo scuola si chiude un ciclo, perché ormai maggiorenni e autosufficienti, ma non saranno persi di vista, in quanto saranno invitati a partecipare a tutte le iniziative. «Si chiude un ciclo, ma faremo altre esperienze anche fuori regione ha annunciato Andrea Rossi, ipovedente, responsabile del gruppo giovani dell'Uic di Ascoli E' stata un'esperienza fantastica fare la spesa, cucinare, partecipare a corsi di equitazione e vela, ma anche dare corpo al torneo di Turbal, che si è concluso con la cena insieme alle altre squadre».
Marcello Iezzi
CUPRA MARITTIMA. Si è concluso ieri, al camping Led Zeppelin di Cupra Marittima, il campo estivo di formazione, organizzato dall'Unione Italiana Ciechi di Ascoli, realizzato con la collaborazione della Provincia e l'Irefor (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione di bambini e ragazzi non vedenti o con disabilità sensoriale e motoria). All'iniziativa hanno preso parte 12 ragazzi (foto), che sono riusciti a raggiungere l'obiettivo dell'autogestione totale. Soddisfatto il presidente provinciale Adoriano Corradetti, che ha illustrato il programma svolto insieme con Emanuela Storani, tecnico della mobilità e cuore delle iniziative dell'Uic, presente il vicepresidente della Provincia, Pasqualino Piunti, il vice sindaco del comune di Cupra, Annamaria Cerulini, il consigliere provinciale Camillo Ciaralli. «Seguo con interesse le iniziative e le vicende dell'associazione e già ho messo in atto la prima iniziativa ha affermato Pasqualino Piunti proprio ieri ho spedito una letteraccia alla Regione, chiedendo il pagamento delle borse di studio ai ragazzi non vedenti che da maggio non ricevono i compensi. Con questo voglio confermare la massima attenzione che riservo all'Uic di Ascoli». Sulla stessa lunghezza d'onda gli interventi di Ciaralli e Cerulini. Adoriano Corradetti ha ribadito che i ragazzi non vedenti non vogliono essere ghettizzati, che sono capaci di integrarsi e di autogestirsi, di fare sport: dal Turbal, alla vela all'equitazione. «La Provincia ci deve dare fiducia ha concluso Corradetti finanziando i nostri progetti insieme all'Irefor». Emanuela Storani ha affermato che per i 12 ragazzi partecipanti al campo scuola si chiude un ciclo, perché ormai maggiorenni e autosufficienti, ma non saranno persi di vista, in quanto saranno invitati a partecipare a tutte le iniziative. «Si chiude un ciclo, ma faremo altre esperienze anche fuori regione ha annunciato Andrea Rossi, ipovedente, responsabile del gruppo giovani dell'Uic di Ascoli E' stata un'esperienza fantastica fare la spesa, cucinare, partecipare a corsi di equitazione e vela, ma anche dare corpo al torneo di Turbal, che si è concluso con la cena insieme alle altre squadre».
Marcello Iezzi
Esperimento choc l'auto per i ciechi
Repubblica.it del 24-07-2009
Il Tech's Robotics and Mechanisms Laboratory dell'Universita' della Virginia ha realizzato un veicolo dotato di tecnologie per permettere anche un non vedente di guidare
USA. L'esperimento è pazzesco, ma incredibilmente è andato bene: è stata fatta guidare un'auto a un cieco grazie a Laser e comandi vocali. L'invenzione arriva dal Tech's Robotics and Mechanisms Laboratory dell'Universita' della Virginia (Usa) che ha realizzato un veicolo sperimentale dotato di tecnologie per permettere anche un non vedente di guidare. I ricercatori statunitensi hanno istallato su un piccolo veicolo un sistema di rilevamento degli ostacoli che sfrutta la tecnologia laser e accurati comandi vocali per supportare il cieco alla guida. ''E' stato magnifico - ha dichiarato Wes Majerus, specialista di tecnologie di accesso e primo test-driver del veicolo - ''si guida facilmente e le indicazioni fornite' dalla voce sintetica sono molto precise''. Il sistema sperimentale è in grado di dare informazioni di una precisione decisamente superiore a quella di un accompagnatore in carne ed ossa. Nel 2004 la National Federation of the Blind's, la federazione statunitense ciechi, sfido' i ricercatori universitari a sviluppare un prototipo per non vedenti. L'Università della Virginia e' stato l'unico istituto ad accettare finora la sfida. "Siamo entusiasti non tanto per il veicolo in sé - Dennis Hong, direttore del laboratorio -, ma per i numerosi potenziali spin-off di questo progetto che puo' aiutare i non vedenti in molti modi''.
Il Tech's Robotics and Mechanisms Laboratory dell'Universita' della Virginia ha realizzato un veicolo dotato di tecnologie per permettere anche un non vedente di guidare
USA. L'esperimento è pazzesco, ma incredibilmente è andato bene: è stata fatta guidare un'auto a un cieco grazie a Laser e comandi vocali. L'invenzione arriva dal Tech's Robotics and Mechanisms Laboratory dell'Universita' della Virginia (Usa) che ha realizzato un veicolo sperimentale dotato di tecnologie per permettere anche un non vedente di guidare. I ricercatori statunitensi hanno istallato su un piccolo veicolo un sistema di rilevamento degli ostacoli che sfrutta la tecnologia laser e accurati comandi vocali per supportare il cieco alla guida. ''E' stato magnifico - ha dichiarato Wes Majerus, specialista di tecnologie di accesso e primo test-driver del veicolo - ''si guida facilmente e le indicazioni fornite' dalla voce sintetica sono molto precise''. Il sistema sperimentale è in grado di dare informazioni di una precisione decisamente superiore a quella di un accompagnatore in carne ed ossa. Nel 2004 la National Federation of the Blind's, la federazione statunitense ciechi, sfido' i ricercatori universitari a sviluppare un prototipo per non vedenti. L'Università della Virginia e' stato l'unico istituto ad accettare finora la sfida. "Siamo entusiasti non tanto per il veicolo in sé - Dennis Hong, direttore del laboratorio -, ma per i numerosi potenziali spin-off di questo progetto che puo' aiutare i non vedenti in molti modi''.
Cuscus con moscardini
INGREDIENTI
moscardini puliti g 150
cuscus precotto g 50
peperone giallo g 40
cipolla g 20
2 cucchiaini di olio extravergine d'oliva
un cucchiaino di concentrato di pomodoro
sale
Cuocete i moscardini con la cipolla a fettine, un cucchiaino di olio, il concentrato, una cucchiaiata di acqua e un pizzico di sale. Proseguite la cottura a fuoco moderato per circa 20'. Fate rinvenire il cuscus con g 50 di acqua bollente leggermente salata, coprite e lasciate assorbire tutta l'acqua. Tagliate in piccola dadolata il peperone, rosolatelo per un paio di minuti con l'olio rimasto e salatelo. Sgranate il cuscus con la forchetta, mescolatelo al peperone, quindi servitelo subito con i moscardini e il loro sughetto di cottura.
Ricetta tratta da
RicetteMsn.it
moscardini puliti g 150
cuscus precotto g 50
peperone giallo g 40
cipolla g 20
2 cucchiaini di olio extravergine d'oliva
un cucchiaino di concentrato di pomodoro
sale
Cuocete i moscardini con la cipolla a fettine, un cucchiaino di olio, il concentrato, una cucchiaiata di acqua e un pizzico di sale. Proseguite la cottura a fuoco moderato per circa 20'. Fate rinvenire il cuscus con g 50 di acqua bollente leggermente salata, coprite e lasciate assorbire tutta l'acqua. Tagliate in piccola dadolata il peperone, rosolatelo per un paio di minuti con l'olio rimasto e salatelo. Sgranate il cuscus con la forchetta, mescolatelo al peperone, quindi servitelo subito con i moscardini e il loro sughetto di cottura.
Ricetta tratta da
RicetteMsn.it
Polpettine di spada
INGREDIENTI
polpa fresca di pesce spada g 350
8 pomodorini
limone
capperi salati
basilico
olio extravergine
sale
pepe
Dopo aver tritato a coltello la polpa di spada, conditela con sale, pepe, limone, olio e basilico tritato con mezzo cucchiaio di capperi dissalati. Formate quindi le polpettine e servitele con 6 pomodori passati con il disco grosso e gli altri per guarnire.
Ricetta tratta da
RicetteMsn.it
polpa fresca di pesce spada g 350
8 pomodorini
limone
capperi salati
basilico
olio extravergine
sale
pepe
Dopo aver tritato a coltello la polpa di spada, conditela con sale, pepe, limone, olio e basilico tritato con mezzo cucchiaio di capperi dissalati. Formate quindi le polpettine e servitele con 6 pomodori passati con il disco grosso e gli altri per guarnire.
Ricetta tratta da
RicetteMsn.it
"La mia guida Darien arrivata dagli States"
La Repubblica - Salute del 16-07-2009
ROMA. A vederli insieme, Carmina e Darien, così affiatati, sembra che stiano insieme da anni. E invece sono "compagni" da un mese soltanto, da quando leiha preso un aereo, da sola, ed è andata negli Stati Uniti dove la aspettava il suo bel labrador nero, professione cane guida. Carmina Martire è una psicologa calabrese di 49 anni, vive a Roma con il marito Alessio e lavora in banca. Ha perso la vista a 30 anni per una malattia degenerativa, la retinite pigmentosa."È stato un processo graduale che mi ha permesso di accettare l'idea", racconta seduta sull'erba di un prato mentre Darien gioca con dei bambini, "e dicominciare a lavorare per ottenere una maggiore autonomia. L'anno scorso ho deciso di cercare un cane guida in Italia, scontrandomi con la prima difficoltà:un'attesa di un paio d'anni e una burocrazia scoraggiante". E allora Carmina si mette alla ricerca di una soluzione alternativa. La risposta arriva dalweb, da un sito americano, www.guidingeyes.org, una scuola non profit per cani guida, finanziata da donazioni private, che addestra cuccioli e li assegna a non vedenti. Tra questi c'è anche una italiana, Carmina la contatta e decide così di candidarsi. Spedisce una mail e la manager della scuola le risponde subito chiedendole la documentazione del suo caso. La commissione approva la richiesta e così Carmina, che intanto studia inglese intensivamente, parte per New York, da sola, tutte le spese a carico della scuola. Dopo un mese di training e una "prova" da sola con Darien per le strade di New York, i due tornano a casa, a Roma. E qui cominciano le difficoltà. "C'è poco rispetto", spiega, "le strisce pedonali e gli attraversamenti ai semafori sono quasi sempre occupati dalle macchine e il cane all'inizio non sapeva che cosa fare perché non era abituato a trovare i varchi occupati. Inoltre i nostri marciapiedi sono sporchi, e i cani si fanno distrarre dagli odori, e molti passanti accarezzano Darien mentre fa da guida, facendogli perdere la concentrazione, cosache negli Usa non farebbe nessuno. Da noi c'è ancora scarsa sensibilità, anche da parte dei vigili, che dovrebbero multare chi occupa i varchi. E ovviamente degli automobilisti che non pensano mai a quante persone rendono la vita difficile con un parcheggio scorretto...".
(e. nas.)
ROMA. A vederli insieme, Carmina e Darien, così affiatati, sembra che stiano insieme da anni. E invece sono "compagni" da un mese soltanto, da quando leiha preso un aereo, da sola, ed è andata negli Stati Uniti dove la aspettava il suo bel labrador nero, professione cane guida. Carmina Martire è una psicologa calabrese di 49 anni, vive a Roma con il marito Alessio e lavora in banca. Ha perso la vista a 30 anni per una malattia degenerativa, la retinite pigmentosa."È stato un processo graduale che mi ha permesso di accettare l'idea", racconta seduta sull'erba di un prato mentre Darien gioca con dei bambini, "e dicominciare a lavorare per ottenere una maggiore autonomia. L'anno scorso ho deciso di cercare un cane guida in Italia, scontrandomi con la prima difficoltà:un'attesa di un paio d'anni e una burocrazia scoraggiante". E allora Carmina si mette alla ricerca di una soluzione alternativa. La risposta arriva dalweb, da un sito americano, www.guidingeyes.org, una scuola non profit per cani guida, finanziata da donazioni private, che addestra cuccioli e li assegna a non vedenti. Tra questi c'è anche una italiana, Carmina la contatta e decide così di candidarsi. Spedisce una mail e la manager della scuola le risponde subito chiedendole la documentazione del suo caso. La commissione approva la richiesta e così Carmina, che intanto studia inglese intensivamente, parte per New York, da sola, tutte le spese a carico della scuola. Dopo un mese di training e una "prova" da sola con Darien per le strade di New York, i due tornano a casa, a Roma. E qui cominciano le difficoltà. "C'è poco rispetto", spiega, "le strisce pedonali e gli attraversamenti ai semafori sono quasi sempre occupati dalle macchine e il cane all'inizio non sapeva che cosa fare perché non era abituato a trovare i varchi occupati. Inoltre i nostri marciapiedi sono sporchi, e i cani si fanno distrarre dagli odori, e molti passanti accarezzano Darien mentre fa da guida, facendogli perdere la concentrazione, cosache negli Usa non farebbe nessuno. Da noi c'è ancora scarsa sensibilità, anche da parte dei vigili, che dovrebbero multare chi occupa i varchi. E ovviamente degli automobilisti che non pensano mai a quante persone rendono la vita difficile con un parcheggio scorretto...".
(e. nas.)
Sorbetto di cocomero
INGREDIENTI
500 gr. di polpa di anguria
100 gr. di zucchero
1 limone
100 gr. di acqua
100 gr. di panna montata
Frullate la polpa del cocomero dopo aver tolto i semini nel frattempo preparate uno sciroppo facendo bollire lo zucchero in acqua. Dopo aver fatto raffreddare lo sciroppo unitevi l'anguria frullata e la panna. Frullate nuovamente tutto il composto finché non raggiunge la giusta consistenza e poi servite in bicchieri da sorbetto.
Ricetta tratta da
Cucina.it
500 gr. di polpa di anguria
100 gr. di zucchero
1 limone
100 gr. di acqua
100 gr. di panna montata
Frullate la polpa del cocomero dopo aver tolto i semini nel frattempo preparate uno sciroppo facendo bollire lo zucchero in acqua. Dopo aver fatto raffreddare lo sciroppo unitevi l'anguria frullata e la panna. Frullate nuovamente tutto il composto finché non raggiunge la giusta consistenza e poi servite in bicchieri da sorbetto.
Ricetta tratta da
Cucina.it
Frittata dolce con frutta e gelato
INGREDIENTI
frutta fresca mista
uova
zucchero a velo
burro
gelato
Iniziate a preparare le vostre frittatine dolci: per ogni frittata mescolate un uovo di piccole dimensioni con un cucchiaino raso di zucchero a velo. Imburrate una padella antiaderente di medio diametro e versate il composto, facendo cuocere la vostra frittata da entrambi i lati. Nel frattempo lavate e mondate la frutta. Quando le frittate saranno fredde, usatele per foderare delle coppette di plastica o vetro e riempitele con la macedonia di frutta di stagione.Completate ogni coppetta con del gelato, magari al pistacchio, e con una spruzzata di zucchero a velo.
Ricetta tratta da
Gustoblog.it
frutta fresca mista
uova
zucchero a velo
burro
gelato
Iniziate a preparare le vostre frittatine dolci: per ogni frittata mescolate un uovo di piccole dimensioni con un cucchiaino raso di zucchero a velo. Imburrate una padella antiaderente di medio diametro e versate il composto, facendo cuocere la vostra frittata da entrambi i lati. Nel frattempo lavate e mondate la frutta. Quando le frittate saranno fredde, usatele per foderare delle coppette di plastica o vetro e riempitele con la macedonia di frutta di stagione.Completate ogni coppetta con del gelato, magari al pistacchio, e con una spruzzata di zucchero a velo.
Ricetta tratta da
Gustoblog.it
Dura la vita, con il cane guida!
Superando.it del 13-07-2009
Che la strada per arrivare a una serena applicazione di leggi ormai decennali - le quali consentono al cane guida di una persona non vedente di accedere a qualunque locale aperto al pubblico - sia ancora lunga, ben lo dimostra anche la testimonianza di chi, a Napoli, in meno di due mesi ha avuto modo discontrarsi con grandi difficoltà di accesso, sia in edifici pubblici, che in banca o nei taxi
Abbiamo raccontato nei giorni scorsi la spiacevole vicenda di cui è stata protagonista a Mira (Venezia) Graziella Zuccarato, presidente dell'UIC di Venezia(Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che si è vista chiedere di uscire da una gelateria per la presenza del suo cane guida (sull'accaduto e sulle successive scuse ricevute dal Comune di Mira, si legga cliccando qui e qui).Ma altrettanto significativa - sull'ampiezza del problema e sul fatto che esso sia ancora tutt'altro che risolto - ci sembra la seguente lettera aperta inviata all'assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania Alfonsina De Felice da parte di Salvatore Petrucci, presidente provinciale e vicepresidente nazionale dell'UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), il quale, scrivendoci, dichiara anche di «non poter pensare di uscire di casa ognimattina ed essere sempre pronto a denunciare tutti! Eppure è proprio quello che inizierò a fare sin dal prossimo rifiuto». Ben volentieri, dunque, ne pubblichiamo la testimonianza.
«Gentile Assessora, l’ho ascoltata con piacere al convegno organizzato dall'UIC di Napoli sulla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità[ci si riferisce all'evento di Napoli del 27 giugno scorso da noi presentato con il testo disponibile cliccando qui, N.d.R.] e ho subito raccolto prontamente l'invito di segnalare le difficoltà inerenti alla propria condizione di disabilità sul suo blog.Mi chiamo Salvatore Petrucci, attualmente vivo a Marano di Napoli, ma da settembre abiterò nel quartiere di Capodimonte. Sono non vedente totale e da circa due mesi mi sposto con il cane guida che ho avuto in affido dalla Scuola per Cani Guida per Ciechi di Scandicci della Regione Toscana. Precisamente mi è stato assegnato un bel labrador, di nome Ares, dopo che avevo seguito un corso di formazione di orientamento e mobilità e successivamente un ulteriore corso di due settimane per imparare a farmi guidare dall'animale.Da quando vivo questa nuova condizione, ho finalmente riacquistato il piacere di passeggiare da solo con i miei pensieri, di recarmi ogni giorno, senzachiedere ad alcuno di accompagnarmi, all'associazione di cui mi occupo e nella quale ricopro la carica di presidente provinciale e di vicepresidente nazionale,vale a dire l'UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), che ha sede nei locali dell'UIC di Napoli della quale è una vera e propria emanazione.Ebbene, da quando mi sposto con Ares, ho incontrato serie difficoltà di accesso ad alcuni luoghi aperti al pubblico. Il primo impatto è stato a Casteldell'Ovo, dove insieme a mia moglie e ad Ares accompagnavamo due amici di Milano, anch'essi minorati della vista, che erano in visita a Napoli.All'ingresso mi fermò l'addetto al controllo, vietandomi l’accesso e dovetti insistere molto per far capire che il mio era un cane guida per ciechi e chepertanto l'ingresso è previsto dalla legge. Dopo che il custode interpellò telefonicamente i superiori - che non sapevano come comportarsi - ci fecero ulteriormente attendere senza risposta e solo dopo un bel po' di tempo e molte nostre sollecitazioni, ci autorizzarono ad entrare con tante scuse da parte dei responsabili.
L'episodio probabilmente più grave e mortificante mi è accaduto però il 28 giugno, quando insieme ad alcuni amici, mia moglie ed io decidemmo di portareAres a passeggiare sul pontile dell'arenile di Bagnoli. Non ci aspettavamo che anche in un posto all'aperto ci fosse il divieto d’ingresso ai cani e ancora una volta fummo costretti a una lunga discussione con una signora addetta al controllo.Dopo tante parole, venne chiamata una guardia giurata che si rifiutò anche di leggere il tesserino rilasciatomi dalla Scuola Cani Guida di Firenze, sulquale è menzionata la legge che autorizza i cani guida ad entrare in tutti i posti aperti al pubblico, citandone gli articoli. Varie telefonate, a destra e a manca, il tempo che passava e gli animi che si agitavano. Alla fine, dopo la mia minaccia di chiamare i Carabinieri, l'autorizzazione ad entrare arrivò,ma accompagnati dalla guardia giurata! A quel punto mi rifiutai energicamente e insieme al mio amico entrammo senza farci scortare da nessuno, minacciando ancora di fare intervenire i Carabinieri se ciò fosse accaduto. Riuscimmo così ad accedere tutti e cinque con l'appoggio di alcuni cittadini che si erano riuniti per "guardare lo spettacolo"!
Qualche giorno dopo mi sono recato - insieme alla vicepresidente dell'UNIVOC - al Banco di Napoli, Agenzia Cardarelli, dove l'associazione, tra l'altro,ha il proprio conto corrente. Alla vista del cane e dopo il solito battibecco con la guardia giurata, è uscito il direttore la cui presenza - anziché calmare gli animi, come pensavamo - ha peggiorato invece la situazione, perché è stato proprio lui a sostenere che il cane guida non avrebbe potuto entrare inalcun caso, anche perché avrebbe potuto essere pericoloso per gli altri clienti.Non c'è stato modo di fargli capire che questi animali sono addestrati e non aggrediscono. Addirittura ha proposto in alternativa di fare uscire gli impiegati(!), convincendosi solo dopo aver visto la mia decisione ad entrare, con o senza la sua autorizzazione, affermando però che lo faceva "per cortesia personale".Una volta entrati ci ha vietato per altro di avvicinarci agli sportelli e ci ha fatto accomodare nel suo ufficio per assolvere le operazioni bancarie.Il tutto mettendo anche in discussione la mia stessa capacità d'intendere e di volere in quanto sosteneva "che non potevo firmare un documento di cui non conoscessi il contenuto".Non sto qui a dire come mi sono sentito e come avrei voluto reagire contro quel funzionario che a mio avviso dovrebbe semplicemente essere ammonito e invitato a porgermi pubbliche scuse.Ma non finisce qui! Appena qualche giorno fa un tassista ha rifiutato di farmi salire sul suo mezzo con il mio cane e per fortuna un suo collega, dopo averlo rimproverato, si è offerto di accompagnarmi.
Egregia Assessora, ho deciso di scriverle perché se solo in un mese e mezzo mi è accaduto tutto questo, mi chiedo cosa mi aspetta, dato che in nessun caso rinuncerò all'autonomia che Ares mi ha regalato.A nome mio e di tutte le persone con disabilità che vivono queste umiliazioni - dovute per lo più all'ignoranza - e a nome della dignità che come disabili rivendichiamo, Le chiedo di intervenire con una circolare indirizzata a quegli esercizi pubblici o gestiti da privati, ai beni culturali, alle aziende dei trasporti pubblici ecc. affinché si eviti il ripetersi di episodi tanto spiacevoli e mortificanti per chi deve già combattere con le moltissime barriere di cui le nostre città sono piene».Vale senz'altro la pena ricordare ancora una volta che addirittura dal 1974 (Legge 37) «al privo della vista è riconosciuto [...] il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida», ciò che è stato confermato dalla successiva Legge 376/88, mentre la più recente Legge 60/06ha stabilito che «i titolari degli esercizi [...] che impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane guida sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.500».
Che la strada per arrivare a una serena applicazione di leggi ormai decennali - le quali consentono al cane guida di una persona non vedente di accedere a qualunque locale aperto al pubblico - sia ancora lunga, ben lo dimostra anche la testimonianza di chi, a Napoli, in meno di due mesi ha avuto modo discontrarsi con grandi difficoltà di accesso, sia in edifici pubblici, che in banca o nei taxi
Abbiamo raccontato nei giorni scorsi la spiacevole vicenda di cui è stata protagonista a Mira (Venezia) Graziella Zuccarato, presidente dell'UIC di Venezia(Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che si è vista chiedere di uscire da una gelateria per la presenza del suo cane guida (sull'accaduto e sulle successive scuse ricevute dal Comune di Mira, si legga cliccando qui e qui).Ma altrettanto significativa - sull'ampiezza del problema e sul fatto che esso sia ancora tutt'altro che risolto - ci sembra la seguente lettera aperta inviata all'assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania Alfonsina De Felice da parte di Salvatore Petrucci, presidente provinciale e vicepresidente nazionale dell'UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), il quale, scrivendoci, dichiara anche di «non poter pensare di uscire di casa ognimattina ed essere sempre pronto a denunciare tutti! Eppure è proprio quello che inizierò a fare sin dal prossimo rifiuto». Ben volentieri, dunque, ne pubblichiamo la testimonianza.
«Gentile Assessora, l’ho ascoltata con piacere al convegno organizzato dall'UIC di Napoli sulla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità[ci si riferisce all'evento di Napoli del 27 giugno scorso da noi presentato con il testo disponibile cliccando qui, N.d.R.] e ho subito raccolto prontamente l'invito di segnalare le difficoltà inerenti alla propria condizione di disabilità sul suo blog.Mi chiamo Salvatore Petrucci, attualmente vivo a Marano di Napoli, ma da settembre abiterò nel quartiere di Capodimonte. Sono non vedente totale e da circa due mesi mi sposto con il cane guida che ho avuto in affido dalla Scuola per Cani Guida per Ciechi di Scandicci della Regione Toscana. Precisamente mi è stato assegnato un bel labrador, di nome Ares, dopo che avevo seguito un corso di formazione di orientamento e mobilità e successivamente un ulteriore corso di due settimane per imparare a farmi guidare dall'animale.Da quando vivo questa nuova condizione, ho finalmente riacquistato il piacere di passeggiare da solo con i miei pensieri, di recarmi ogni giorno, senzachiedere ad alcuno di accompagnarmi, all'associazione di cui mi occupo e nella quale ricopro la carica di presidente provinciale e di vicepresidente nazionale,vale a dire l'UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), che ha sede nei locali dell'UIC di Napoli della quale è una vera e propria emanazione.Ebbene, da quando mi sposto con Ares, ho incontrato serie difficoltà di accesso ad alcuni luoghi aperti al pubblico. Il primo impatto è stato a Casteldell'Ovo, dove insieme a mia moglie e ad Ares accompagnavamo due amici di Milano, anch'essi minorati della vista, che erano in visita a Napoli.All'ingresso mi fermò l'addetto al controllo, vietandomi l’accesso e dovetti insistere molto per far capire che il mio era un cane guida per ciechi e chepertanto l'ingresso è previsto dalla legge. Dopo che il custode interpellò telefonicamente i superiori - che non sapevano come comportarsi - ci fecero ulteriormente attendere senza risposta e solo dopo un bel po' di tempo e molte nostre sollecitazioni, ci autorizzarono ad entrare con tante scuse da parte dei responsabili.
L'episodio probabilmente più grave e mortificante mi è accaduto però il 28 giugno, quando insieme ad alcuni amici, mia moglie ed io decidemmo di portareAres a passeggiare sul pontile dell'arenile di Bagnoli. Non ci aspettavamo che anche in un posto all'aperto ci fosse il divieto d’ingresso ai cani e ancora una volta fummo costretti a una lunga discussione con una signora addetta al controllo.Dopo tante parole, venne chiamata una guardia giurata che si rifiutò anche di leggere il tesserino rilasciatomi dalla Scuola Cani Guida di Firenze, sulquale è menzionata la legge che autorizza i cani guida ad entrare in tutti i posti aperti al pubblico, citandone gli articoli. Varie telefonate, a destra e a manca, il tempo che passava e gli animi che si agitavano. Alla fine, dopo la mia minaccia di chiamare i Carabinieri, l'autorizzazione ad entrare arrivò,ma accompagnati dalla guardia giurata! A quel punto mi rifiutai energicamente e insieme al mio amico entrammo senza farci scortare da nessuno, minacciando ancora di fare intervenire i Carabinieri se ciò fosse accaduto. Riuscimmo così ad accedere tutti e cinque con l'appoggio di alcuni cittadini che si erano riuniti per "guardare lo spettacolo"!
Qualche giorno dopo mi sono recato - insieme alla vicepresidente dell'UNIVOC - al Banco di Napoli, Agenzia Cardarelli, dove l'associazione, tra l'altro,ha il proprio conto corrente. Alla vista del cane e dopo il solito battibecco con la guardia giurata, è uscito il direttore la cui presenza - anziché calmare gli animi, come pensavamo - ha peggiorato invece la situazione, perché è stato proprio lui a sostenere che il cane guida non avrebbe potuto entrare inalcun caso, anche perché avrebbe potuto essere pericoloso per gli altri clienti.Non c'è stato modo di fargli capire che questi animali sono addestrati e non aggrediscono. Addirittura ha proposto in alternativa di fare uscire gli impiegati(!), convincendosi solo dopo aver visto la mia decisione ad entrare, con o senza la sua autorizzazione, affermando però che lo faceva "per cortesia personale".Una volta entrati ci ha vietato per altro di avvicinarci agli sportelli e ci ha fatto accomodare nel suo ufficio per assolvere le operazioni bancarie.Il tutto mettendo anche in discussione la mia stessa capacità d'intendere e di volere in quanto sosteneva "che non potevo firmare un documento di cui non conoscessi il contenuto".Non sto qui a dire come mi sono sentito e come avrei voluto reagire contro quel funzionario che a mio avviso dovrebbe semplicemente essere ammonito e invitato a porgermi pubbliche scuse.Ma non finisce qui! Appena qualche giorno fa un tassista ha rifiutato di farmi salire sul suo mezzo con il mio cane e per fortuna un suo collega, dopo averlo rimproverato, si è offerto di accompagnarmi.
Egregia Assessora, ho deciso di scriverle perché se solo in un mese e mezzo mi è accaduto tutto questo, mi chiedo cosa mi aspetta, dato che in nessun caso rinuncerò all'autonomia che Ares mi ha regalato.A nome mio e di tutte le persone con disabilità che vivono queste umiliazioni - dovute per lo più all'ignoranza - e a nome della dignità che come disabili rivendichiamo, Le chiedo di intervenire con una circolare indirizzata a quegli esercizi pubblici o gestiti da privati, ai beni culturali, alle aziende dei trasporti pubblici ecc. affinché si eviti il ripetersi di episodi tanto spiacevoli e mortificanti per chi deve già combattere con le moltissime barriere di cui le nostre città sono piene».Vale senz'altro la pena ricordare ancora una volta che addirittura dal 1974 (Legge 37) «al privo della vista è riconosciuto [...] il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida», ciò che è stato confermato dalla successiva Legge 376/88, mentre la più recente Legge 60/06ha stabilito che «i titolari degli esercizi [...] che impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane guida sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.500».
venerdì 10 luglio 2009
A Cupra Marittima un campo scuola per bambini non vedenti
Il Quotidiano.it del 10-07-2009
Nell'ultimo giorno del campo scuola, anche il presidente della Provincia Piero Celani, da sempre molto sensibile e attento all'operato dell'Unione ItalianaCiechi, si è recato presso la struttura di Cupra per salutare e incontrare gli organizzatori.
CUPRA MARITTIMA. Si è svolto, dal 20 al 27 giugno scorsi, presso il camping "Led Zeppelin" di Cupra Marittima, un periodo di villeggiatura, organizzato dall'Unione Ciechi e Ipovedenti (sezione locale di Ascoli Piceno), in collaborazione con Provincia e l' I.Ri.Fo.R (Istituto per la Ricerca, la Formazionee la Riabilitazione), per bambini e ragazzi non vedenti o con disabilità sensoriale e motoria (di età compresa fra i 6 ed i 12 anni) provenienti da tutte le Marche e dal vicino Abruzzo.Si è trattata di un'iniziativa dall'alto valore sociale ed educativo, che ha inteso offrire ai giovani partecipanti non solo un momento di aggregazionee divertimento, ma anche la possibilità di prendere parte ad una preziosa attività formativa nella struttura della località costiera, dotata di tutti icomfort e i parametri per l'accessibilità. I ragazzi hanno, infatti, trascorso un periodo di svago e di riposo e, nel contempo, sotto la guida di istruttori e assistenti, coordinati dalla dott.sa Emanuela Storani, esperta in riabilitazione per disabilità visiva dei più giovani, hanno potuto acquisire nuove abilità nel campo dell'autonomia personale, della mobilità in ambienti noti o sconosciuti e nelle relazioni interpersonali. "Vorrei ringraziare con il cuore tutti i partecipanti, le famiglie e lo staff degli assistenti del Centro per questa straordinaria esperienza vissuta da17 nostri giovani - ha sottolineato il presidente provinciale dell'U.I.C. (Unione Italiana Ciechi) Adoriano Corradetti - mi auguro vivamente che questeiniziative di così grande rilievo umano e sociale possano essere sempre più numerose anche in futuro".Nell'ultimo giorno del campo scuola, anche il presidente della Provincia Piero Celani, da sempre molto sensibile e attento all'operato dell'Unione ItalianaCiechi, si è recato presso la struttura di Cupra per salutare e incontrare gli organizzatori, i giovani villeggianti e loro famiglie, ribadendo il concreto impegno da parte della Provincia nel promuovere e incentivare iniziative e progetti a sostegno delle problematiche e delle istanze dei disabili visivi della comunità provinciale.
Nell'ultimo giorno del campo scuola, anche il presidente della Provincia Piero Celani, da sempre molto sensibile e attento all'operato dell'Unione ItalianaCiechi, si è recato presso la struttura di Cupra per salutare e incontrare gli organizzatori.
CUPRA MARITTIMA. Si è svolto, dal 20 al 27 giugno scorsi, presso il camping "Led Zeppelin" di Cupra Marittima, un periodo di villeggiatura, organizzato dall'Unione Ciechi e Ipovedenti (sezione locale di Ascoli Piceno), in collaborazione con Provincia e l' I.Ri.Fo.R (Istituto per la Ricerca, la Formazionee la Riabilitazione), per bambini e ragazzi non vedenti o con disabilità sensoriale e motoria (di età compresa fra i 6 ed i 12 anni) provenienti da tutte le Marche e dal vicino Abruzzo.Si è trattata di un'iniziativa dall'alto valore sociale ed educativo, che ha inteso offrire ai giovani partecipanti non solo un momento di aggregazionee divertimento, ma anche la possibilità di prendere parte ad una preziosa attività formativa nella struttura della località costiera, dotata di tutti icomfort e i parametri per l'accessibilità. I ragazzi hanno, infatti, trascorso un periodo di svago e di riposo e, nel contempo, sotto la guida di istruttori e assistenti, coordinati dalla dott.sa Emanuela Storani, esperta in riabilitazione per disabilità visiva dei più giovani, hanno potuto acquisire nuove abilità nel campo dell'autonomia personale, della mobilità in ambienti noti o sconosciuti e nelle relazioni interpersonali. "Vorrei ringraziare con il cuore tutti i partecipanti, le famiglie e lo staff degli assistenti del Centro per questa straordinaria esperienza vissuta da17 nostri giovani - ha sottolineato il presidente provinciale dell'U.I.C. (Unione Italiana Ciechi) Adoriano Corradetti - mi auguro vivamente che questeiniziative di così grande rilievo umano e sociale possano essere sempre più numerose anche in futuro".Nell'ultimo giorno del campo scuola, anche il presidente della Provincia Piero Celani, da sempre molto sensibile e attento all'operato dell'Unione ItalianaCiechi, si è recato presso la struttura di Cupra per salutare e incontrare gli organizzatori, i giovani villeggianti e loro famiglie, ribadendo il concreto impegno da parte della Provincia nel promuovere e incentivare iniziative e progetti a sostegno delle problematiche e delle istanze dei disabili visivi della comunità provinciale.
mercoledì 8 luglio 2009
Uomini quasi come pipistrelli possono "vedere" nell'oscurità
Repubblica.it del 08-07-2009
LA RICERCA. Alcuni studiosi spagnoli scoprono che al buio potremmo usare anche noi l'ecolocalizzatore, il cosidetto radar dei pipistrelli. Un'attitudine che sviluppano alcuni non vedenti sin da bambini, ma che in certi casi può riguardare molti altri
L'uomo può "vedere" al buio come un pipistrello. Lo sostengono alcuni ricercatori spagnoli, i quali sono convinti che, al pari dei neri mammiferi, di delfinie balene, sia in grado di muoversi nello spazio attraverso l'udito, cioè sfruttando la cosiddetta ecolocalizzazione, un vero e proprio radar biologico.Ci vuole, però, un po' di allenamento. Dopo un mese di test, imparando ad ascoltare il ritorno dell'eco prodotta dall'impatto delle onde sonore con gli oggetti e gli ostacoli, si riesce a camminare nella più totale oscurità. E' sufficiente uno schiocco della lingua.
"Alcuni uomini nati ciechi ne sono capaci", spiega Juan Antonio Martinez, ricercatore dell'Università di Acalà nei pressi di Madrid. "Riescono a vivere normalmente e a svolgere attività come andare in bicicletta e a giocare a palla". Uno di loro si chiama Daniel Kish, l'unico uomo cieco che ha conseguito il certificato di accompagnatore per non vedenti. Kish, sin da bambino, ha imparato ad ascoltare l'eco del suono prodotto schioccando la lingua. "Abbiamo preso ispirazione da questo caso e abbiamo provato ad addestrare degli studenti", spiega Martinez. I risultati, nonostante la diffidenza di alcuni colleghi del ricercatore, sono stati inaspettati. Dopo solo alcuni giorni di allenamento, gli studenti avevano acquisito capacità di ecolocalizzazione e riuscivano a rilevare oggetti nella totale oscurità.
Per sviluppare questa capacità non sono necessarie particolari condizioni fisiche. "Con due ore al giorno per un paio di settimane si è in grado di distinguere un oggetto davanti, e con altre due settimane si distinguono marciapiedi e alberi", rivela Martinez. "Siamo animali che basano il movimento sulla vista e dimenticare le nostre inclinazioni non è semplice. Non possiamo produrre suoni con la frequenza di pipistrelli o delfini: tuttavia questa capacità potrebbe risultare utilissima per la sopravvivenza e nelle situazioni di scarsa visibilità", concludono i ricercatori.
LA RICERCA. Alcuni studiosi spagnoli scoprono che al buio potremmo usare anche noi l'ecolocalizzatore, il cosidetto radar dei pipistrelli. Un'attitudine che sviluppano alcuni non vedenti sin da bambini, ma che in certi casi può riguardare molti altri
L'uomo può "vedere" al buio come un pipistrello. Lo sostengono alcuni ricercatori spagnoli, i quali sono convinti che, al pari dei neri mammiferi, di delfinie balene, sia in grado di muoversi nello spazio attraverso l'udito, cioè sfruttando la cosiddetta ecolocalizzazione, un vero e proprio radar biologico.Ci vuole, però, un po' di allenamento. Dopo un mese di test, imparando ad ascoltare il ritorno dell'eco prodotta dall'impatto delle onde sonore con gli oggetti e gli ostacoli, si riesce a camminare nella più totale oscurità. E' sufficiente uno schiocco della lingua.
"Alcuni uomini nati ciechi ne sono capaci", spiega Juan Antonio Martinez, ricercatore dell'Università di Acalà nei pressi di Madrid. "Riescono a vivere normalmente e a svolgere attività come andare in bicicletta e a giocare a palla". Uno di loro si chiama Daniel Kish, l'unico uomo cieco che ha conseguito il certificato di accompagnatore per non vedenti. Kish, sin da bambino, ha imparato ad ascoltare l'eco del suono prodotto schioccando la lingua. "Abbiamo preso ispirazione da questo caso e abbiamo provato ad addestrare degli studenti", spiega Martinez. I risultati, nonostante la diffidenza di alcuni colleghi del ricercatore, sono stati inaspettati. Dopo solo alcuni giorni di allenamento, gli studenti avevano acquisito capacità di ecolocalizzazione e riuscivano a rilevare oggetti nella totale oscurità.
Per sviluppare questa capacità non sono necessarie particolari condizioni fisiche. "Con due ore al giorno per un paio di settimane si è in grado di distinguere un oggetto davanti, e con altre due settimane si distinguono marciapiedi e alberi", rivela Martinez. "Siamo animali che basano il movimento sulla vista e dimenticare le nostre inclinazioni non è semplice. Non possiamo produrre suoni con la frequenza di pipistrelli o delfini: tuttavia questa capacità potrebbe risultare utilissima per la sopravvivenza e nelle situazioni di scarsa visibilità", concludono i ricercatori.
Gelato allo zafferano con caramello
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
500 gr. gelato fior di latte
1 bustina zafferano
8 biscotti lingue di gatto
100 ml. latte
100 gr. zucchero
60 ml. panna da montare
Preparate la salsa caramello facendo bollire il latte con lo zucchero fino a quando, riducendosi, assumerà un bel colore marrone caramellato. Unite lapanna senza montarla e lasciate addensare la salsina per un paio di minuti. Spegnete e lasciate raffreddare. Versate il gelato in una ciotola, unite lo zafferano e mescolate fino a quando lo zafferano si sarà amalgamato al gelato. Raccogliete il gelato con l'apposito attrezzo per fare le palline, distribuite in quattro coppette guarnite con la salsa caramello e le lingue di gatto.
Ricetta tratta da
Leiweb.it
500 gr. gelato fior di latte
1 bustina zafferano
8 biscotti lingue di gatto
100 ml. latte
100 gr. zucchero
60 ml. panna da montare
Preparate la salsa caramello facendo bollire il latte con lo zucchero fino a quando, riducendosi, assumerà un bel colore marrone caramellato. Unite lapanna senza montarla e lasciate addensare la salsina per un paio di minuti. Spegnete e lasciate raffreddare. Versate il gelato in una ciotola, unite lo zafferano e mescolate fino a quando lo zafferano si sarà amalgamato al gelato. Raccogliete il gelato con l'apposito attrezzo per fare le palline, distribuite in quattro coppette guarnite con la salsa caramello e le lingue di gatto.
Ricetta tratta da
Leiweb.it
Gelato di mele verdi al basilico
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
400 g mele verdi
1 dl succo di mela
1 limone non trattato
1 mazzetto basilico
2 cucchiai pistacchi sgusciati
125 g zucchero semolato
100 g zucchero a velo
150 g panna fresca
50 g ricotta
Sbucciate le mele e mondatele, privandole del torsolo e dei semini. Mettetele in una casseruola con il succo di mela, portate a ebollizione e lasciate sobbollire a fiamma dolce per 2-3 minuti. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare. Mondate, lavate e asciugate il basilico tamponandolo con un canovaccio pulito. Staccatene delicatamente le foglie e tenetene da parte quattro tra le piùgrandi per guarnire. Lavate e asciugate il limone; con un rigalimoni prelevate la buccia dell'agrume, quindi spremetene e filtratene il succo. Frullate le mele insieme con il liquido di cottura, il succo di limone, le foglie di basilico, un cucchiaio di pistacchi, lo zucchero semolato e lo zucchero a velo, fino a ottenere una purea liscia e fluida. Incorporate poco per volta la buccia di limone sminuzzata, la panna, la ricotta e i rimanenti pistacchi finemente tritati.Trasferite il composto ottenuto in una capace ciotola di acciaio o di plastica e ponete in freezer a raffreddare per 4 ore, mescolando di tanto in tanto con una spatola. Distribuite il sorbetto in quattro bicchieri di vetro individuali, guarnite ogni porzione con le foglie di basilico intere tenute da parte e servite in tavola.
Ricetta tratta da
Leiweb.it
400 g mele verdi
1 dl succo di mela
1 limone non trattato
1 mazzetto basilico
2 cucchiai pistacchi sgusciati
125 g zucchero semolato
100 g zucchero a velo
150 g panna fresca
50 g ricotta
Sbucciate le mele e mondatele, privandole del torsolo e dei semini. Mettetele in una casseruola con il succo di mela, portate a ebollizione e lasciate sobbollire a fiamma dolce per 2-3 minuti. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare. Mondate, lavate e asciugate il basilico tamponandolo con un canovaccio pulito. Staccatene delicatamente le foglie e tenetene da parte quattro tra le piùgrandi per guarnire. Lavate e asciugate il limone; con un rigalimoni prelevate la buccia dell'agrume, quindi spremetene e filtratene il succo. Frullate le mele insieme con il liquido di cottura, il succo di limone, le foglie di basilico, un cucchiaio di pistacchi, lo zucchero semolato e lo zucchero a velo, fino a ottenere una purea liscia e fluida. Incorporate poco per volta la buccia di limone sminuzzata, la panna, la ricotta e i rimanenti pistacchi finemente tritati.Trasferite il composto ottenuto in una capace ciotola di acciaio o di plastica e ponete in freezer a raffreddare per 4 ore, mescolando di tanto in tanto con una spatola. Distribuite il sorbetto in quattro bicchieri di vetro individuali, guarnite ogni porzione con le foglie di basilico intere tenute da parte e servite in tavola.
Ricetta tratta da
Leiweb.it
martedì 7 luglio 2009
Non vedenti, mancano i cani guida. ''Il Governo interverrà''
Redattore Sociale del 19-06-2009
L'appello lanciato dall’Unione italiana ciechi e dalla scuola cani guida della regione Toscana, l’unica pubblica in Italia insieme a quella di Messina:
''I tempi di attesa per avere un cane sono insostenibili''
FIRENZE. “In Italia non ci sono abbastanza cani guida per esaudire le richieste dei non vedenti. Il governo deve intervenire per sanare questo grave deficit che crea attese insostenibili”. A lanciare l’appello è Massimo Baragli, responsabile dell’Attività di raccordo dei servizi tecnici della scuola cani guida di Firenze di proprietà della regione Toscana. Un appello raccolto anche dall’Unione italiana ciechi: ''C’è una domanda superiore all’offerta - ha detto il presidente nazionale Tommaso Daniele - ed è necessario realizzare almeno altre due scuole pubbliche (una al sud e una al nord) sul modello di professionalità di quella toscana''.Quella di Firenze, insieme a quella di Messina, è l’unica scuola cani guida pubblica sul territorio nazionale. Esistono altre due strutture come questa(a Milano e a Padova) ma sono private. Spesso, non avendo il supporto statale alle spalle, queste due scuole non possono permettersi grandi investimenti a causa di una carenza di risorse. Secondo Baragli, per ovviare a questa problematica, “lo Stato dovrebbe intervenire realizzando scuole per cani guida pubbliche con supporti economici costanti”. “I tempi di attesa da parte dei non vedenti per avere un cane guida – spiega Baragli – sono estenuanti. Spesso devono attendere due anni e talvolta non sono sufficienti”. Tanti anche i non vedenti che sono costretti a non poter usufruire del cane guida. La Scuola, nata per iniziativa dell'Unione Italiana Ciechi, viene attribuita alla Regione Toscana il 1° aprile 1979. I fondi messi a disposizione per lascuola sono tutti provenienti dalle casse della regione Toscana e ammontano ad un milione e 250 mila euro all’anno, di cui 800 mila per il personale, 300mila per l’attività, 150 mila per amministrazione , manutenzione e formazione. La Scuola cura l'approvvigionamento, l’allevamento, la selezione e l’addestramento di cani alla guida dei non vedenti ed organizza presso la propria sede corsi d'istruzione tesi a consentire al non vedente l'apprendimento del corretto uso del cane e della corretta tenuta dello stesso, nonché a favorire la reciproca conoscenza ed armonia tra privo di vista e cane. Sono circa 45 i cani guida che ogni anno la scuola mette a disposizione dei non vedenti.
L'appello lanciato dall’Unione italiana ciechi e dalla scuola cani guida della regione Toscana, l’unica pubblica in Italia insieme a quella di Messina:
''I tempi di attesa per avere un cane sono insostenibili''
FIRENZE. “In Italia non ci sono abbastanza cani guida per esaudire le richieste dei non vedenti. Il governo deve intervenire per sanare questo grave deficit che crea attese insostenibili”. A lanciare l’appello è Massimo Baragli, responsabile dell’Attività di raccordo dei servizi tecnici della scuola cani guida di Firenze di proprietà della regione Toscana. Un appello raccolto anche dall’Unione italiana ciechi: ''C’è una domanda superiore all’offerta - ha detto il presidente nazionale Tommaso Daniele - ed è necessario realizzare almeno altre due scuole pubbliche (una al sud e una al nord) sul modello di professionalità di quella toscana''.Quella di Firenze, insieme a quella di Messina, è l’unica scuola cani guida pubblica sul territorio nazionale. Esistono altre due strutture come questa(a Milano e a Padova) ma sono private. Spesso, non avendo il supporto statale alle spalle, queste due scuole non possono permettersi grandi investimenti a causa di una carenza di risorse. Secondo Baragli, per ovviare a questa problematica, “lo Stato dovrebbe intervenire realizzando scuole per cani guida pubbliche con supporti economici costanti”. “I tempi di attesa da parte dei non vedenti per avere un cane guida – spiega Baragli – sono estenuanti. Spesso devono attendere due anni e talvolta non sono sufficienti”. Tanti anche i non vedenti che sono costretti a non poter usufruire del cane guida. La Scuola, nata per iniziativa dell'Unione Italiana Ciechi, viene attribuita alla Regione Toscana il 1° aprile 1979. I fondi messi a disposizione per lascuola sono tutti provenienti dalle casse della regione Toscana e ammontano ad un milione e 250 mila euro all’anno, di cui 800 mila per il personale, 300mila per l’attività, 150 mila per amministrazione , manutenzione e formazione. La Scuola cura l'approvvigionamento, l’allevamento, la selezione e l’addestramento di cani alla guida dei non vedenti ed organizza presso la propria sede corsi d'istruzione tesi a consentire al non vedente l'apprendimento del corretto uso del cane e della corretta tenuta dello stesso, nonché a favorire la reciproca conoscenza ed armonia tra privo di vista e cane. Sono circa 45 i cani guida che ogni anno la scuola mette a disposizione dei non vedenti.
Insalata di fusilli, olive nere, basilico e parmigiano
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
500 g fusilli
100 g parmigiano a scaglie
1 bel ciuffo di basilico
1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
100 g olive snocciolate
sale e pepe q.b
Cuocete la pasta al dente, scolatela e fatela raffreddare con un getto veloce di acqua fredda. Scolatela nuovamente, asciugatela e versatela nella ciotola dove avete fatto marinare le olive snocciolate, con un po' di olio ed il basilico a pezzetti. Al momento di portarla a tavola, aggiungete le scaglie diparmigiano, mescolate bene e servite a temperatura ambiente decorando con qualche fogliolina di basilico.
Vino consigliato: Vermentino di Gallura
Ricetta tratta da
Mangiarebene.it
500 g fusilli
100 g parmigiano a scaglie
1 bel ciuffo di basilico
1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
100 g olive snocciolate
sale e pepe q.b
Cuocete la pasta al dente, scolatela e fatela raffreddare con un getto veloce di acqua fredda. Scolatela nuovamente, asciugatela e versatela nella ciotola dove avete fatto marinare le olive snocciolate, con un po' di olio ed il basilico a pezzetti. Al momento di portarla a tavola, aggiungete le scaglie diparmigiano, mescolate bene e servite a temperatura ambiente decorando con qualche fogliolina di basilico.
Vino consigliato: Vermentino di Gallura
Ricetta tratta da
Mangiarebene.it
Crudità d'estate al profumo di zenzero
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
finocchio mondato g 200
un peperone verde mondato g 100
soncino (valerianella) g 100
un limone
2 uova sode
zenzero fresco
olio extravergine d'oliva
sale
Affettate il finocchio sottilmente utilizzando, se possibile, l'affettatrice; riducete il peperone a striscioline sottilissime; mondate e risciacquate il soncino, sgocciolatelo bene, quindi raccoglietelo in una insalatiera (o in un piatto da portata profondo), mescolandolo con le lamelle di finocchio e le striscioline di peperone. Preparate il condimento frullando, a bassa velocità, g 80 d'olio extravergine, il succo di mezzo limone, i tuorli delleuova sode, sale e un cucchiaino di zenzero grattugiato. Salsate l'insalata al momento di portarla in tavola, guarnitela anche con gli albumi sodi ridottia spicchi e mescolatela in presenza dei commensali.
Ricetta tratta da
RicetteMsn.it
finocchio mondato g 200
un peperone verde mondato g 100
soncino (valerianella) g 100
un limone
2 uova sode
zenzero fresco
olio extravergine d'oliva
sale
Affettate il finocchio sottilmente utilizzando, se possibile, l'affettatrice; riducete il peperone a striscioline sottilissime; mondate e risciacquate il soncino, sgocciolatelo bene, quindi raccoglietelo in una insalatiera (o in un piatto da portata profondo), mescolandolo con le lamelle di finocchio e le striscioline di peperone. Preparate il condimento frullando, a bassa velocità, g 80 d'olio extravergine, il succo di mezzo limone, i tuorli delleuova sode, sale e un cucchiaino di zenzero grattugiato. Salsate l'insalata al momento di portarla in tavola, guarnitela anche con gli albumi sodi ridottia spicchi e mescolatela in presenza dei commensali.
Ricetta tratta da
RicetteMsn.it
Insalata d'estate al pompelmo
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
insalatina mista g 120
pomodorini ciliegia g 100
bitto g 20
germogli di soia g 20
2 pesche gialleun
pompelmo rosa
olio extravergine d'oliva
sale
Mondate l'insalatina, asciugatela accuratamente e distribuitela nei singoli piatti oppure raccoglietela in una insalatiera. Pelate le pesche e riducetelea fettine sottili. Unitele all'insalatina, tenendone da parte qualcuna. Pelate a vivo il pompelmo, raccogliendo il succo in una ciotola. Aggiungete gli spicchi all'insalata, tenendone da parte un paio. Unite i pomodorini a spicchi, i germogli di soia e il bitto, ridotto a scaglie sottili. Frullate 6 cucchiai di olio con le fettine di pesca, gli spicchi e il succo del pompelmo tenuti da parte. Correggete di sale l'emulsione e utilizzatela per condire l'insalata.
Ricetta tratta da
RicetteMsn.it
insalatina mista g 120
pomodorini ciliegia g 100
bitto g 20
germogli di soia g 20
2 pesche gialleun
pompelmo rosa
olio extravergine d'oliva
sale
Mondate l'insalatina, asciugatela accuratamente e distribuitela nei singoli piatti oppure raccoglietela in una insalatiera. Pelate le pesche e riducetelea fettine sottili. Unitele all'insalatina, tenendone da parte qualcuna. Pelate a vivo il pompelmo, raccogliendo il succo in una ciotola. Aggiungete gli spicchi all'insalata, tenendone da parte un paio. Unite i pomodorini a spicchi, i germogli di soia e il bitto, ridotto a scaglie sottili. Frullate 6 cucchiai di olio con le fettine di pesca, gli spicchi e il succo del pompelmo tenuti da parte. Correggete di sale l'emulsione e utilizzatela per condire l'insalata.
Ricetta tratta da
RicetteMsn.it
Crostata fragole e mascarpone
INGREDIENTI PER 8 PERSONE
500 g di pasta frolla
250 g di mascarpone
2 cucchiai di miele d'acacia
1 cucchiaio di zucchero
qualche goccia di succo di limone
1 cucchiaio d'acqua
500 g di fragole
burro e farina per lo stampo
zucchero a velo
Preparare la pasta frolla secondo la ricetta di base. Nel frattempo che riposa nel frigorifero preparare il mascarpone e le fragole.Mettere in una ciotola il mascarpone, il miele e mescolare delicatamente con una forchetta per amalgamare gli ingredienti. Riporlo in frigorifero, ben coperto, fino al momento di utilizzarlo.Mettere in una ciotola lo zucchero, qualche goccia di succo di limone e mescolare bene con una frusta manuale fino ad amalgamare. Unire l'acqua e mescolare.Lavare le fragole, togliere il picciolo ed affettarle nello spessore di mezzo centimetro. Mescolarle delicatamente in una ciotola assieme allo sciroppo e coprirle. Riporle in frigorifero.Imburrare uno stampo a cerniera di 22 cm di diametro e cospargerlo con un leggero strato di farina, soffiando via le eccedenze. Trascorso il tempo di riposo della pasta, accendere il forno a 200° C, quindi stenderla velocemente su un tagliere ben infarinato con il matterello dello spessore di mezzo centimetro circa. Se dovesse spezzarsi mentre la si stende, ricompattarla con la punta delle dita.Raccogliere la pasta delicatamente con le mani o avvolgerla attorno al matterello per riporla nella teglia senza lasciare bordo.Pungere la superficie con i denti di una forchetta, coprire con un foglio di carta da forno e riempire la teglia con legumi secchi, per evitare che sialzi durante la cottura.Quando il forno è arrivato a temperatura, infornare per 15 minuti circa, quindi togliere carta e legumi e cuocere altri 10 minuti scoperta. Quando si ritireràla pasta frolla dal forno, apparirà molto morbida in superficie. Deve essere così, poiché si indurirà durante il raffreddamento. Attendere che la pasta si raffreddi, quindi sformarla su un piatto da portata.Cospargere la base di pasta frolla con uno strato uniforme di mascarpone, quindi disporre le fragole ben scolate dallo sciroppo.Cospargere la torta con lo zucchero a velo, importante per non far scurire le fragole, e riporre in frigorifero fino al momento di servire, avendo l'accortezza di lasciarla almeno 15 minuti a temperatura ambiente.
Ricetta tratta da
Lospicchiodaglio.it
500 g di pasta frolla
250 g di mascarpone
2 cucchiai di miele d'acacia
1 cucchiaio di zucchero
qualche goccia di succo di limone
1 cucchiaio d'acqua
500 g di fragole
burro e farina per lo stampo
zucchero a velo
Preparare la pasta frolla secondo la ricetta di base. Nel frattempo che riposa nel frigorifero preparare il mascarpone e le fragole.Mettere in una ciotola il mascarpone, il miele e mescolare delicatamente con una forchetta per amalgamare gli ingredienti. Riporlo in frigorifero, ben coperto, fino al momento di utilizzarlo.Mettere in una ciotola lo zucchero, qualche goccia di succo di limone e mescolare bene con una frusta manuale fino ad amalgamare. Unire l'acqua e mescolare.Lavare le fragole, togliere il picciolo ed affettarle nello spessore di mezzo centimetro. Mescolarle delicatamente in una ciotola assieme allo sciroppo e coprirle. Riporle in frigorifero.Imburrare uno stampo a cerniera di 22 cm di diametro e cospargerlo con un leggero strato di farina, soffiando via le eccedenze. Trascorso il tempo di riposo della pasta, accendere il forno a 200° C, quindi stenderla velocemente su un tagliere ben infarinato con il matterello dello spessore di mezzo centimetro circa. Se dovesse spezzarsi mentre la si stende, ricompattarla con la punta delle dita.Raccogliere la pasta delicatamente con le mani o avvolgerla attorno al matterello per riporla nella teglia senza lasciare bordo.Pungere la superficie con i denti di una forchetta, coprire con un foglio di carta da forno e riempire la teglia con legumi secchi, per evitare che sialzi durante la cottura.Quando il forno è arrivato a temperatura, infornare per 15 minuti circa, quindi togliere carta e legumi e cuocere altri 10 minuti scoperta. Quando si ritireràla pasta frolla dal forno, apparirà molto morbida in superficie. Deve essere così, poiché si indurirà durante il raffreddamento. Attendere che la pasta si raffreddi, quindi sformarla su un piatto da portata.Cospargere la base di pasta frolla con uno strato uniforme di mascarpone, quindi disporre le fragole ben scolate dallo sciroppo.Cospargere la torta con lo zucchero a velo, importante per non far scurire le fragole, e riporre in frigorifero fino al momento di servire, avendo l'accortezza di lasciarla almeno 15 minuti a temperatura ambiente.
Ricetta tratta da
Lospicchiodaglio.it
martedì 9 giugno 2009
Carpaccio di spada con olio tiepido al profumo di vaniglia e caffè con mandole a filetti tostate e vellutata fine di ceci
Ingredienti per 10 persone:
700 grammi di pesce spada freschissimo in trancia senza spina e pelle,
1 dl di olio di oliva extravergine delicato,
1 scalogno,
100 grammi di ceci cotti,
brodo vegetale leggero di sedano, carota e cipolla,
1 punta di rosmarino fresco,
1 baccello di vaniglia,
15 chicchi di caffé tostato,
50 grammi di mandorle a lamelle tostate al forno fino a doratura,
insalatina verde (meglio valeriana o cuore di lattuga),
poco olio,
sale,
pepe bianco.
Preparazione:
Tritare lo scalogno e stufarlo dolcemente senza colorirlo in casseruola con poco olio bagnando con 2 cucchiai di brodo per farlo appassire. Unire i ceci scolati e insaporirli con il rosmarino intero, il sale e il pepe e coprire con brodo bollente facendoli stracuocere per 10 minuti; frullare al mixer a bicchiere o col minipimer lasciando molto liquido e passare al colino cinese a fori larghi. Intiepidire l'olio in un pentolino (solo tiepido, non scaldare troppo, circa a 80°) e mettere in infusione la vaniglia tagliata in 2 per lungo e i chicchi di caffé; lasciar insaporire coperto fuori dal fuoco fino a servizio e raschiare poi all'interno i semi della vaniglia contenuti nelbaccello ed eliminare il caffé. Tagliare il pesce spada freschissimo e ben freddo (onde stracciarlo) all'affettatrice e disporlo in teglia con cartaforno appena oliata e salarlo leggermente, passare 1 minuto al forno a 200° per togliere solo il "crudo", ma senza cuocerlo del tutto e servirlo su un piccolo mucchietto di insalata appena condita con sale e olio al centro del piatto. Schizzare intorno con la vellutata di ceci tiepida e completare con l'olio aromatico tiepido sul pesce e qualche mandorla a filetti tostata per dare croccantezza e riprendere il tostato del caffé.
700 grammi di pesce spada freschissimo in trancia senza spina e pelle,
1 dl di olio di oliva extravergine delicato,
1 scalogno,
100 grammi di ceci cotti,
brodo vegetale leggero di sedano, carota e cipolla,
1 punta di rosmarino fresco,
1 baccello di vaniglia,
15 chicchi di caffé tostato,
50 grammi di mandorle a lamelle tostate al forno fino a doratura,
insalatina verde (meglio valeriana o cuore di lattuga),
poco olio,
sale,
pepe bianco.
Preparazione:
Tritare lo scalogno e stufarlo dolcemente senza colorirlo in casseruola con poco olio bagnando con 2 cucchiai di brodo per farlo appassire. Unire i ceci scolati e insaporirli con il rosmarino intero, il sale e il pepe e coprire con brodo bollente facendoli stracuocere per 10 minuti; frullare al mixer a bicchiere o col minipimer lasciando molto liquido e passare al colino cinese a fori larghi. Intiepidire l'olio in un pentolino (solo tiepido, non scaldare troppo, circa a 80°) e mettere in infusione la vaniglia tagliata in 2 per lungo e i chicchi di caffé; lasciar insaporire coperto fuori dal fuoco fino a servizio e raschiare poi all'interno i semi della vaniglia contenuti nelbaccello ed eliminare il caffé. Tagliare il pesce spada freschissimo e ben freddo (onde stracciarlo) all'affettatrice e disporlo in teglia con cartaforno appena oliata e salarlo leggermente, passare 1 minuto al forno a 200° per togliere solo il "crudo", ma senza cuocerlo del tutto e servirlo su un piccolo mucchietto di insalata appena condita con sale e olio al centro del piatto. Schizzare intorno con la vellutata di ceci tiepida e completare con l'olio aromatico tiepido sul pesce e qualche mandorla a filetti tostata per dare croccantezza e riprendere il tostato del caffé.
Filetto di maiale in crosta di caffé e zucchero mascobado con purea di patate bianche e nocciole
Ingredienti per 10 persone:
2 filetti di maiale ben puliti dal grasso esterno (circa 500 grammi l'uno),
150 grammi caffè appena macinato,
200 grammi zucchero di canna grezzo o meglio mascobado,
5 bacche di ginepro,
3 cucchiai di olio di oliva extravergine,
sale,
pepe nero,
3 patate a pasta bianca,
50 grammi di burro,
30 grammi di nocciole pelate tostate e tagliate al coltello,
1 punta di cucchiaino di noce moscata grattugiata,
300 grammi di latte intero.
Preparazione:
Bollire le patate con la buccia partendo da acqua fredda salata e pelarle.Schiacciarle in una casseruola e unirvi un infuso di latte bollente con noce moscata, sale e pepe, riportare sul fuoco sempre girando e unire alla fine le nocciole. Miscelare il caffè e lo zucchero assieme al ginepro schiacciato inuna teglia o in un vassoio. Salare e pepare bene i filetti e passarli nella miscela preparata facendola aderire bene con le mani, porre su una teglia appena oliata ed infornare a 185° per circa 25-30 minuti (sentire al tatto: se la carne è tenera, è cruda; appena risulta elastica ma resistente allapressione, è perfetta). Spegnere e lasciare in forno aperto per 5 minuti ariposare. tagliare la carne a fette di 1 cm e servirle con la purea di patate alla nocciola con un filo d'olio sulla carne.
2 filetti di maiale ben puliti dal grasso esterno (circa 500 grammi l'uno),
150 grammi caffè appena macinato,
200 grammi zucchero di canna grezzo o meglio mascobado,
5 bacche di ginepro,
3 cucchiai di olio di oliva extravergine,
sale,
pepe nero,
3 patate a pasta bianca,
50 grammi di burro,
30 grammi di nocciole pelate tostate e tagliate al coltello,
1 punta di cucchiaino di noce moscata grattugiata,
300 grammi di latte intero.
Preparazione:
Bollire le patate con la buccia partendo da acqua fredda salata e pelarle.Schiacciarle in una casseruola e unirvi un infuso di latte bollente con noce moscata, sale e pepe, riportare sul fuoco sempre girando e unire alla fine le nocciole. Miscelare il caffè e lo zucchero assieme al ginepro schiacciato inuna teglia o in un vassoio. Salare e pepare bene i filetti e passarli nella miscela preparata facendola aderire bene con le mani, porre su una teglia appena oliata ed infornare a 185° per circa 25-30 minuti (sentire al tatto: se la carne è tenera, è cruda; appena risulta elastica ma resistente allapressione, è perfetta). Spegnere e lasciare in forno aperto per 5 minuti ariposare. tagliare la carne a fette di 1 cm e servirle con la purea di patate alla nocciola con un filo d'olio sulla carne.
Gelato Moka
Ingredienti per 4 persone:
125 grammi di cioccolato fondente,
4 uova,
60 grammi di caffè forte,
250 ml di doppia panna,
1 cucchiaio di liquore al caffè,
100 grammi di zucchero,
riccioli di cioccolato per guarnire.
Preparazione:
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria; appena pronto, togliete dal fuoco ed incorporate i tuorli e il caffè. Montate la panna in una ciotola, quando è ben ferma, amalgamatevi il liquore al caffè. A parte, montate le chiare d'uovo a neve ed aggiungete gradualmente lo zucchero. Amalgamate la panna alla prima miscela di cioccolato e quindi delicatamente le chiare a neve. Mettete il composto a cucchiaiate in un contenitore e ponete in freezer per almeno 5 ore.
Servitelo guarnito di riccioli al cioccolato o biscotti, appena estratto dal freezer.
125 grammi di cioccolato fondente,
4 uova,
60 grammi di caffè forte,
250 ml di doppia panna,
1 cucchiaio di liquore al caffè,
100 grammi di zucchero,
riccioli di cioccolato per guarnire.
Preparazione:
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria; appena pronto, togliete dal fuoco ed incorporate i tuorli e il caffè. Montate la panna in una ciotola, quando è ben ferma, amalgamatevi il liquore al caffè. A parte, montate le chiare d'uovo a neve ed aggiungete gradualmente lo zucchero. Amalgamate la panna alla prima miscela di cioccolato e quindi delicatamente le chiare a neve. Mettete il composto a cucchiaiate in un contenitore e ponete in freezer per almeno 5 ore.
Servitelo guarnito di riccioli al cioccolato o biscotti, appena estratto dal freezer.
Risotto lento al pecorino su spolverata di caffé e capperi di Pantelleria in sospensione
Ingredienti per 10 persone:
1 cipolla bionda o bianca grande,
60 grammi di burro,
brodo vegetale leggero,
600 grammi di riso Vialone nano,
50 grammi di parmigiano reggiano grattugiato,
150 grammi di pecorino di Pienza o senese o comunque poco stagionato e dolce,
40 capperi di Pantelleria dissalati e tritati fini al coltello,
1 cucchiaio di caffé in polvere,
sale,
pepe nero.
Preparazione:
Tritare finemente la cipolla e farla stufare a fuoco basso in casseruola con il burro bagnando con brodo, se necessario, per non farla colorire. Appena sarà trasparente, unite il riso alzando la fiamma e tostare girando continuamente con una paletta fino a quando comincia ad attaccare alle pareti.Unite un mestolo di brodo bollente appena salato e cominciate la cottura aggiungendo sempre il brodo, poco alla volta, quando il riso si asciuga egirando continuamente. Portare a cottura lasciando molto al dente, spegnere emantecare con i 2 formaggi lasciando molto "lento" il riso, coprite e fate riposare per 2 minuti fuori dal fuoco. Spolverare il centro del fondo deipiatti piani e ampi con un pizzico di caffé in polvere in modo da spargerlo uniformemente e coprite con il riso lento battendo con il palmo della mano sotto il piatto per stenderlo. Spolverate la superficie con pochi capperi tritati e servite spolverando anche con poco pepe macinato.
1 cipolla bionda o bianca grande,
60 grammi di burro,
brodo vegetale leggero,
600 grammi di riso Vialone nano,
50 grammi di parmigiano reggiano grattugiato,
150 grammi di pecorino di Pienza o senese o comunque poco stagionato e dolce,
40 capperi di Pantelleria dissalati e tritati fini al coltello,
1 cucchiaio di caffé in polvere,
sale,
pepe nero.
Preparazione:
Tritare finemente la cipolla e farla stufare a fuoco basso in casseruola con il burro bagnando con brodo, se necessario, per non farla colorire. Appena sarà trasparente, unite il riso alzando la fiamma e tostare girando continuamente con una paletta fino a quando comincia ad attaccare alle pareti.Unite un mestolo di brodo bollente appena salato e cominciate la cottura aggiungendo sempre il brodo, poco alla volta, quando il riso si asciuga egirando continuamente. Portare a cottura lasciando molto al dente, spegnere emantecare con i 2 formaggi lasciando molto "lento" il riso, coprite e fate riposare per 2 minuti fuori dal fuoco. Spolverare il centro del fondo deipiatti piani e ampi con un pizzico di caffé in polvere in modo da spargerlo uniformemente e coprite con il riso lento battendo con il palmo della mano sotto il piatto per stenderlo. Spolverate la superficie con pochi capperi tritati e servite spolverando anche con poco pepe macinato.
lunedì 1 giugno 2009
Finalmente un articolo!
Evvai!
Dopo tanto ho pubblicato un articolo!
E' che ci tenevo troppo, l'argomento mi tocca nel profondo!
E'...Lo farei leggere al mondo quest'articolo...Se la gente cominciasse un attimo ad aprire la mente e a riflettere...Quanti pregiudizi cadrebbero?
Grande Nicoletta! Anche se non la conosco. Ma la penso esattamente come lei.
Dopo tanto ho pubblicato un articolo!
E' che ci tenevo troppo, l'argomento mi tocca nel profondo!
E'...Lo farei leggere al mondo quest'articolo...Se la gente cominciasse un attimo ad aprire la mente e a riflettere...Quanti pregiudizi cadrebbero?
Grande Nicoletta! Anche se non la conosco. Ma la penso esattamente come lei.
Nicoletta e Nio, l’amore più forte del buio «Quel cane è la mia finestra sul mondo»
Il Corriere della Sera del 31-05-2009
Nicoletta e Nio, l’amore più forte del buio «Quel cane è la mia finestra sul mondo»
La buona notizia «Computer e telefonino speciali aiutano, ma uscire di casa vuol dire vivere la vita»
Cieca dalla nascita, è riuscita a diplomarsi, trovare lavoro e aiutare gli altri non vedenti
MILANO. Bello. Bello come il sole. Bello come un raggio di sole. Nicoletta se lo immagina così, il suo cagnone. Se lo immagina, perché non può vederlo. Nicoletta è cieca dalla nascita. E a dir la verità, nemmeno può vedere il sole. E nemmeno può vedere un raggio di sole. Però gliel’hanno insegnato quand’era piccolina, che il sole è proprio bello. Poi l’ha imparato per conto suo, quanto sia piacevole il calore che regala il sole. Le hanno anche spiegato quanto bello possa essere un cane. Poi lei stessa ha sperimentato quanto e quale intenso calore anche un cane possa offrire.
Un cane come Nio che è labrador di un delicato color champagne, che è allegro come un bambinone e che forse ha messo su qualche chilo di troppo. Un cane come Nio che di mestiere fa la guida per ciechi, che ogni giorno porta a spasso Nicoletta e che è davvero puntiglioso nel proteggere la sua padrona dalle insidie del mondo. Regalandole quei meravigliosi momenti di libertà che altrimenti non potrebbe avere. Perché è vero che la tecnologia ha dato ai non vedenti un monte di agevolazioni. Come il computer specifico, il telefonino che può parlare, il telecomando che legge i colori e tante altre diavolerie. Ma uscire con un cane è tutta un’altra cosa. Vuol dire socializzare. Vuol dire vivere la vita. Nio che è il terzo cane guida per Nicoletta. Prima c’era stato un pastore tedesco, Donard, che dava sicurezza. Poi un golden retriever, Tommy, che era di una calma rassicurante.E adesso Nio che è dolce e che quando è sul lavoro riesce a essere equilibrato e riflessivo. E adesso Nio che è capace di rispettare i ruoli e come pochi sa obbedire ai comandi. Con lei da due anni esatti. Una storia cominciata nella scuola per cani guida di Scandicci. L’addestramento dell’animale. Più di un anno e mezzo. Poi una sorta di esame per la futura padrona. Quindi l’incontro e una quindicina di giorni di convivenza sotto lo sguardo discreto dell’addestratore. E finalmente il viaggio verso casa. Con la paura che il rapporto possa non funzionare, che possano esserci problemi di feeling. E invece tutto che fila liscio e meno male.
Nicoletta Di Iorio. Cinquantasette anni. Cieca dalla nascita. Una retinite pigmentosa. Come quella cantante famosa, la Minetti. Il marito Ruggiero. Sessantun anni. Cieco quasi al cento per cento dopo un incidente sul lavoro. Due figli grandi, tre nipotini e uno in arrivo. Nicoletta formata a Roma all’Istituto per ciechi. Gli insegnanti che erano gli occhi di quei piccolini. L’importanza di raccontare come è il mondo. Anche di sdrammatizzare. Anche di mettere una benda sugli occhi quando si gioca a mosca cieca. E che peccato che adesso i giovanissimi non vedenti finiscano nelle scuole normali. Con gli insegnanti di sostegno che, poveretti, nemmeno sanno cosa sia il braille, che nemmeno sanno raccontare quanto sia bello il mondo. Eccezioni a parte. Poi il diploma professionale e il lavoro come centralinista. Adesso la pensione. E le battaglie per rendere migliore la vita di quelli come lei. Nicoletta si occupa proprio dei cani guida per l’Unione italiana ciechi. Cani che costano e però ci sono le sovvenzioni. Nicoletta che anche grazie al suo cagnone vive la più normale delle vite. Nio che gioca con la palla, che salta come un matto, che aspetta felice il biscotto. Nio che poi, quando indossa la pettorina di rigore e quella sorta di maniglia, si trasforma nel più serio dei professionisti. Lì pronto a obbedire ai comandi della sua Nicoletta. Andiamo a prendere il pane, andiamo in farmacia, andiamo in stazione. Quella volta in metro. Le chiesero se stava addestrando il cane. No, era proprio lei la non vedente. Oh, poverina. E lei decisa: ma che poverina e poverina.
Nicoletta e il suo Nio. A farsi le coccole sul divano del salotto. A rotolarsi sotto il tavolo in cucina. Quel cartello appeso alla parete. La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. Tanto per sdrammatizzare un po’. Tanto per giocare ancora a mosca cieca. Con la benda sugli occhi, ci mancherebbe. E poi fuori. Di strada in strada. Di negozio in negozio. Nicoletta e il suo cagnolone. A spasso per il mondo. Così liberi. Così indipendenti. Così felici. Proprio belli come il sole.
Carlo Lovati
Nicoletta e Nio, l’amore più forte del buio «Quel cane è la mia finestra sul mondo»
La buona notizia «Computer e telefonino speciali aiutano, ma uscire di casa vuol dire vivere la vita»
Cieca dalla nascita, è riuscita a diplomarsi, trovare lavoro e aiutare gli altri non vedenti
MILANO. Bello. Bello come il sole. Bello come un raggio di sole. Nicoletta se lo immagina così, il suo cagnone. Se lo immagina, perché non può vederlo. Nicoletta è cieca dalla nascita. E a dir la verità, nemmeno può vedere il sole. E nemmeno può vedere un raggio di sole. Però gliel’hanno insegnato quand’era piccolina, che il sole è proprio bello. Poi l’ha imparato per conto suo, quanto sia piacevole il calore che regala il sole. Le hanno anche spiegato quanto bello possa essere un cane. Poi lei stessa ha sperimentato quanto e quale intenso calore anche un cane possa offrire.
Un cane come Nio che è labrador di un delicato color champagne, che è allegro come un bambinone e che forse ha messo su qualche chilo di troppo. Un cane come Nio che di mestiere fa la guida per ciechi, che ogni giorno porta a spasso Nicoletta e che è davvero puntiglioso nel proteggere la sua padrona dalle insidie del mondo. Regalandole quei meravigliosi momenti di libertà che altrimenti non potrebbe avere. Perché è vero che la tecnologia ha dato ai non vedenti un monte di agevolazioni. Come il computer specifico, il telefonino che può parlare, il telecomando che legge i colori e tante altre diavolerie. Ma uscire con un cane è tutta un’altra cosa. Vuol dire socializzare. Vuol dire vivere la vita. Nio che è il terzo cane guida per Nicoletta. Prima c’era stato un pastore tedesco, Donard, che dava sicurezza. Poi un golden retriever, Tommy, che era di una calma rassicurante.E adesso Nio che è dolce e che quando è sul lavoro riesce a essere equilibrato e riflessivo. E adesso Nio che è capace di rispettare i ruoli e come pochi sa obbedire ai comandi. Con lei da due anni esatti. Una storia cominciata nella scuola per cani guida di Scandicci. L’addestramento dell’animale. Più di un anno e mezzo. Poi una sorta di esame per la futura padrona. Quindi l’incontro e una quindicina di giorni di convivenza sotto lo sguardo discreto dell’addestratore. E finalmente il viaggio verso casa. Con la paura che il rapporto possa non funzionare, che possano esserci problemi di feeling. E invece tutto che fila liscio e meno male.
Nicoletta Di Iorio. Cinquantasette anni. Cieca dalla nascita. Una retinite pigmentosa. Come quella cantante famosa, la Minetti. Il marito Ruggiero. Sessantun anni. Cieco quasi al cento per cento dopo un incidente sul lavoro. Due figli grandi, tre nipotini e uno in arrivo. Nicoletta formata a Roma all’Istituto per ciechi. Gli insegnanti che erano gli occhi di quei piccolini. L’importanza di raccontare come è il mondo. Anche di sdrammatizzare. Anche di mettere una benda sugli occhi quando si gioca a mosca cieca. E che peccato che adesso i giovanissimi non vedenti finiscano nelle scuole normali. Con gli insegnanti di sostegno che, poveretti, nemmeno sanno cosa sia il braille, che nemmeno sanno raccontare quanto sia bello il mondo. Eccezioni a parte. Poi il diploma professionale e il lavoro come centralinista. Adesso la pensione. E le battaglie per rendere migliore la vita di quelli come lei. Nicoletta si occupa proprio dei cani guida per l’Unione italiana ciechi. Cani che costano e però ci sono le sovvenzioni. Nicoletta che anche grazie al suo cagnone vive la più normale delle vite. Nio che gioca con la palla, che salta come un matto, che aspetta felice il biscotto. Nio che poi, quando indossa la pettorina di rigore e quella sorta di maniglia, si trasforma nel più serio dei professionisti. Lì pronto a obbedire ai comandi della sua Nicoletta. Andiamo a prendere il pane, andiamo in farmacia, andiamo in stazione. Quella volta in metro. Le chiesero se stava addestrando il cane. No, era proprio lei la non vedente. Oh, poverina. E lei decisa: ma che poverina e poverina.
Nicoletta e il suo Nio. A farsi le coccole sul divano del salotto. A rotolarsi sotto il tavolo in cucina. Quel cartello appeso alla parete. La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. Tanto per sdrammatizzare un po’. Tanto per giocare ancora a mosca cieca. Con la benda sugli occhi, ci mancherebbe. E poi fuori. Di strada in strada. Di negozio in negozio. Nicoletta e il suo cagnolone. A spasso per il mondo. Così liberi. Così indipendenti. Così felici. Proprio belli come il sole.
Carlo Lovati
Pasta fredda al polpo
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
Polpo fresco - 1 da 1 kg
Pomodori maturi San Marzano - 6
Pasta secca - 250 g
Fagiolini surgelati - 250 g
Erba cipollina secca - 2 cucchiai
Prezzemolo secco - 2 cucchiai
Olio extravergine d'oliva - 3 cucchiai
Sale
Tuffare il polpo, dopo aver eliminato occhi e becco, nell'acqua bollente salata e proseguire la cottura dopo aver abbassato la fiamma. In genere sono necessari dai 45 ai 60 minuti per completare la cottura. Quando la forchetta affonda bene nella carne del mollusco, spegnere il fornello e lasciar stiepidire. Spellare il polpo e tagliarlo in piccoli pezzi. Far bollire abbondante acqua salata e tuffare prima i fagiolini poi, alla ripresa del bollore, la pasta. Calcolare attentamente i tempi in modo che verdura e pasta arrivino alla cottura contemporaneamente. Per questo suggeriamo i fagiolini surgelati; sulla confezione vengono chiariti sempre i tempi di cottura. A cottura completata scolare contemporaneamente pasta e fagiolini. Nel frattempo pelare i pomodori e tagliarli in piccoli pezzi in una zuppiera piuttosto grossa. Aggiungere il polpo, le erbe aromatiche e alla fine la pasta e i fagiolini. Condire con l'olio, mescolare. Conservare al fresco fino al momento di servire.
Ricetta tratta da
Theitaliantaste.it
Polpo fresco - 1 da 1 kg
Pomodori maturi San Marzano - 6
Pasta secca - 250 g
Fagiolini surgelati - 250 g
Erba cipollina secca - 2 cucchiai
Prezzemolo secco - 2 cucchiai
Olio extravergine d'oliva - 3 cucchiai
Sale
Tuffare il polpo, dopo aver eliminato occhi e becco, nell'acqua bollente salata e proseguire la cottura dopo aver abbassato la fiamma. In genere sono necessari dai 45 ai 60 minuti per completare la cottura. Quando la forchetta affonda bene nella carne del mollusco, spegnere il fornello e lasciar stiepidire. Spellare il polpo e tagliarlo in piccoli pezzi. Far bollire abbondante acqua salata e tuffare prima i fagiolini poi, alla ripresa del bollore, la pasta. Calcolare attentamente i tempi in modo che verdura e pasta arrivino alla cottura contemporaneamente. Per questo suggeriamo i fagiolini surgelati; sulla confezione vengono chiariti sempre i tempi di cottura. A cottura completata scolare contemporaneamente pasta e fagiolini. Nel frattempo pelare i pomodori e tagliarli in piccoli pezzi in una zuppiera piuttosto grossa. Aggiungere il polpo, le erbe aromatiche e alla fine la pasta e i fagiolini. Condire con l'olio, mescolare. Conservare al fresco fino al momento di servire.
Ricetta tratta da
Theitaliantaste.it
Pasta fredda caprese
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
Pasta tipo fusilli - 350 g
Pomodori ramati maturi - 7
Olive nere snocciolate - 80 g
Filetti di alici sott'olio spezzettati - 4 filetti
Erba cipollina secca - 2 cucchiai
Mozzarelline a ciliegia - 20
Basilico - 12 foglie
Olio extravergine d'oliva - 6 cucchiai
Il piatto può essere preparato con qualche ora di anticipo. Ottimo come fresco piatto estivo o per un buffet.
Portare a bollore abbondante acqua salata e cuocere la pasta.Nel frattempo preparare il condimento. Far bollire per un minuto i pomodori in modo da poterli sbucciare meglio; privarli dei semi e dell'acqua di vegetazione. Dividere a metà le olive. Mettere tutti gli ingredienti con l'olio in una zuppiera.Scolare la pasta e bagnarla con acqua fredda per fermare la cottura. Versarla nella zuppiera e mescolare accuratamente.Servire fresco. Se conservata in frigorifero, lasciare a temperatura ambiente una mezz'oretta prima di servire
Ricetta tratta da
Theitaliantaste.it
Pasta tipo fusilli - 350 g
Pomodori ramati maturi - 7
Olive nere snocciolate - 80 g
Filetti di alici sott'olio spezzettati - 4 filetti
Erba cipollina secca - 2 cucchiai
Mozzarelline a ciliegia - 20
Basilico - 12 foglie
Olio extravergine d'oliva - 6 cucchiai
Il piatto può essere preparato con qualche ora di anticipo. Ottimo come fresco piatto estivo o per un buffet.
Portare a bollore abbondante acqua salata e cuocere la pasta.Nel frattempo preparare il condimento. Far bollire per un minuto i pomodori in modo da poterli sbucciare meglio; privarli dei semi e dell'acqua di vegetazione. Dividere a metà le olive. Mettere tutti gli ingredienti con l'olio in una zuppiera.Scolare la pasta e bagnarla con acqua fredda per fermare la cottura. Versarla nella zuppiera e mescolare accuratamente.Servire fresco. Se conservata in frigorifero, lasciare a temperatura ambiente una mezz'oretta prima di servire
Ricetta tratta da
Theitaliantaste.it
Fa troppo primavera lo so
Ciao,
lo so, i post fanno troppo primavera e prati fioriti...
Ma ora pubblico qualcosa di più fresco e gustoso. Non che questi non lo siano...Ma un po' di frescura ci vuole!
lo so, i post fanno troppo primavera e prati fioriti...
Ma ora pubblico qualcosa di più fresco e gustoso. Non che questi non lo siano...Ma un po' di frescura ci vuole!
Tagliatelle Al Burro Fiorito
Per 4 persone
Ingredienti:
350 grammi tagliatelle,
50 grammi burro,
2 manciate fiori di gladiolo o di camelia,
40 grammi parmigiano grattugiato.
Preparazione:
Lessare le tagliatelle e scolarle al dente; condirle con il burro, i fiori tritati finissimi ed il parmigiano e mescolare bene prima di servire.
Ingredienti:
350 grammi tagliatelle,
50 grammi burro,
2 manciate fiori di gladiolo o di camelia,
40 grammi parmigiano grattugiato.
Preparazione:
Lessare le tagliatelle e scolarle al dente; condirle con il burro, i fiori tritati finissimi ed il parmigiano e mescolare bene prima di servire.
Pollo Ai Nasturzi
Per 4 persone
Ingredienti:
2 petti di pollo,
burro,
olio,
1/2 bicchiere vino bianco,
1 manciata fiori di nasturzio.
Preparazione:
Tagliare a striscioline la carne ed insaporirla con poco olio e burro; bagnare con il vino ed aggiungere i fiori tagliuzzati; cuocere per 5 minuti a fuoco medio e servire.
Ingredienti:
2 petti di pollo,
burro,
olio,
1/2 bicchiere vino bianco,
1 manciata fiori di nasturzio.
Preparazione:
Tagliare a striscioline la carne ed insaporirla con poco olio e burro; bagnare con il vino ed aggiungere i fiori tagliuzzati; cuocere per 5 minuti a fuoco medio e servire.
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