Redattore Sociale del 30-11-2009
ROMA. "Sono oltre 200 gli ospedali italiani che non ammettono l'ingresso nei reparti di degenza dei cani guida per non vedenti". Lo rileva Aidaa- Associazione italiana difesa animali e ambiente, che denuncia "una serie di episodi poco piacevoli" avvenuti "nelle ultime settimane". L'associazione riferisce infattiche "in alcuni ospedali del centro e nord Italia, circa una ventina di persone prive di vista non sono state ammesse ad assistere i famigliari ricoverati in reparto in quanto accompagnati dal cane guida, creando di fatto una situazione assolutamente discriminante nei confronti di questi cittadini".Aidaa ricorda che "in molti altri ospedali e' invece ammessa la presenza del cane guida che accompagna il non vedente, sia in fase di ricovero, che infase di visita". Si tratta dunque di una situazione che "andrebbe omologata e uniformata attraverso la modifica dei regolamenti ospedalieri" di quellestrutture che non riconoscono la possibilita' di ingresso nei reparti di degenza ai privi di vista accompagnati dai loro cani guida.Per questo motivo l'associazione lancia un appello al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, affinche' "attraverso apposita ordinanza ministeriale permetta l'ingresso dei cani nei reparti di degenza delle strutture ospedaliere ad esclusione ovviamente dei reparti di rianimazione, chirurgia e nei reparti' infettivi'"."Credo sia utile che il ministero intervenga con una circolare o con un decreto, con cui rendere possibile l'accesso ai reparti di degenza dei cani guidache accompagnano i non vedenti in visita ai loro parenti", sostiene Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa. Il problema, aggiunge, "sara' da me sottoposto nell'incontro previsto per il 9 dicembre con i tecnici del ministero della Salute".Quanto ai casi specifici dei non vedenti che si sono rivolti al tribunale degli animali di Aidaa, "nei prossimi giorni contatteremo le strutture sanitarie interessate", fa sapere Croce. In questo modo, conclude, "verra' sottoposta la richiesta di modifica di regolamento che ponga termine a queste odiose discriminazioni".
(DIRE)
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