28-01-2009
Il Resto del Carlino
ISTITUTO DEI CIECHI FRANCESCO CAVAZZA.L'impegno è realizzare l'ambizioso obiettivo di CASBliP: studiare e realizzare un prototipo che sia in grado di fornire ad un non vedente l'idea dellospazio che lo circonda
BOLOGNA. Riuscire a far percepire lo spazio ai non vedenti grazie ai suoni. L'Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna è impegnato all'interno del progetto europeo CASBliP (Cognitive Aid System for Blind People - Ausilio Cognitivo per persone non vedenti), che si pone come ambizioso obiettivo lo studio e la realizzazione di un prototipo che sia in grado di fornire ad un non vedente l'idea dello spazio che lo circonda utilizzando informazioni sonore.
Colonne, muri, porte e altri tipi di passaggi possono essere individuati a partire da impulsi sonori prodotti dal sistema sulla base delle informazioni ricevute da vari sensori. All'interno del progetto L'Istituto Cavazza ha ricoperto ruoli importanti nell'indicazione dei requisiti all'inizio e nella validazionee testing dei prototipi nell'ultimo periodo della ricerca.Il prototipo è costituito da un paio di occhiali, simili ad occhiali da sole che montano un sensore CMOS, da un'unità di elaborazione, il cui compito è quello di convertire le informazioni provenienti dal sensore in impulsi sonori e da un paio di cuffie (o auricolari) che riproducono il suono.Il cuore del dispositivo è un sensore, progettato e realizzato dalla Siemens, che, utilizzando un raggio laser invisibile all'occhio umano e, ovviamente,non dannoso, rileva le informazioni necessarie che permettono di ricostruire il profilo degli oggetti presenti nel settore esaminato dal dispositivo.
Queste informazioni vengono elaborate e convertite in una sequenza di suoni opportunamente strutturati per rappresentare informazioni di carattere spaziale.Il tipo di segnale utilizzato è tale che l'utente, dopo aver acquisito la necessaria familiarità con il sistema riesce ad esternalizzare il suono, percependolo come se provenisse effettivamente dagli oggetti piuttosto che dalle cuffie.Si tratta sicuramente un passo importante sotto il profilo della ricerca e della sperimentazione, ma resta ancora parecchia strada da percorrere prima di arrivare ad un prodotto finale che possa concretamente consentire un significativo salto nella qualità della vita e dell'autonomia delle persone nonvedenti.
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